"passaparola!"
Solidarietà&Condivisione
<Andare avanti sempre con fiducia e convinzione> (Isa)
"in prima pagina"
anno 2022
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"in prima pagina" anno 2018-2019
La Storia di "Stanley&Co" (4 novembre 2013 - 11 ottobre 2018)
La Storia di "StanleyPassaparola" (11 ottobre 2018 - 9 ottobre 2019)
La Storia di "colPassaparola" (13 novembre 2019 - 13 novembre 2020)
La Storia di "Comitato colPassaparola" (13 novembre 2021 - 12 maggio 2024)
"Work In Progress" (dal 21 maggio al 24 settembre 2024)
C'era una volta una bambina curiosa, si poneva molte domande imbarazzanti. Crebbe e con lei anche le domande. Ora però era lei che rimaneva imbarazzata dalle risposte.
Divenne adulta. Le domande si trasformarono in interessi e impegni, amò la vita e le persone oltre la sua famiglia fino ad averne una propria ed un grande unico amore. Le domande si trasformarono in interessi.
Ora più che adulta sono rimaste molte domande che le opprimono la mente ed il cuore. Ha modificato il metodo: mettersi in relazione e viverle in associazioni, gruppi, movimenti sostenendo piccole battaglie in prima linea, a volte mette ancora in imbarazzo.
La storia volge alla fine con una delle tante domande: "Cosa si potrebbe fare per aiutare i profughi accampati al freddo e al gelo?".
Non si aspetta la risposta. Sa che non è la sede.
Maria Luisa Ciprandi
4 gennaio 2022
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Ciao don Giuseppe, grande uomo!
Lungimirante...
(28/8/1940 - 10/1/2022)
"LA STORIA di colPassaparola" , di StanleyPassaparola, di Stanley&Co
...e don Giuseppe.
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Farsi prossimo
a chi è nel bisogno
"Non dobbiamo aiutare i bisognosi solo per avere la coscienza a posto. Dobbiamo amare queste persone, dobbiamo servirle. Questa è la grande differenza.
L'aiuto in sé, anche disinteressato, non crea legami.
L'amore, invece, è un legame: unisce e rende uguali chi aiuta e chi viene aiutato.
Perciò, quando vediamo qualcuno che ha bisogno di aiuto, ricordiamoci di amare. Il nostro gesto, per quanto piccolo, acquisterà un altro significato.
Per amare oggi, possiamo offrire qualsiasi tipo di aiuto: dare consigli, ascoltare, possiamo farci vicini agli altri, incoraggiare, valorizzare le qualità della persona, orientare, o anche fornire aiuti materiali. In breve, possiamo farci prossimi degli altri".
passaparola (passaparoladelgiorno.blogspot.com - 4/1/2022)
Quando leggo, strada facendo, un pensiero così preciso trovo senso ad ogni azione che faccio con "colPassaparola": l'amore unisce e rende uguali chi aiuta e chi viene aiutato.
Mi viene spontaneo proporre questo slogan a tutti del Comitato colPasssaparola e a tutti i lettori di questo Sito.
Con gennaio 2022, inizia un nuovo inserto mensile su questa "in prima pagina". Una volta al mese, il primo martedì del mese, cercherò di proporre un articolo che possa essere "opportuno stimolo per una maggiore e reciproca sensibilizzazione", come detta l'Home Page del Sito.
Tino Rigo
11 gennaio 2022
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don Giuseppe Beretta
Sei nella luce, caro don Giuseppe!
Possiamo immaginarti: immerso nella musica e nei colori, in scenari di bellezza terrestre nella corsa di tramonti rosseggianti, notti trapuntate di astri, cime innevate, cascate, paesaggi lussureggianti animati da vita animale e vegetale.
Lo scenario sussulta: avanza uno stuolo immenso di persone custodite, istruite, elevate in dignità, sono le tante anime da te consolate e salvate. Ti vengono incontro giubilanti, si ode un tripudio di lodi, esaltano le tue virtù vissute e profuse. Una modulazione incessante...
Grazie, don Giuseppe: dilata ancora lo sguardo, stendi le braccia su tutti noi qui presenti o collegati e frementi di commozione.
Marisa
18 gennaio 2022
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L'onda di solidarietà
Ho sempre pensato che aiutare gli altri sia il fondamento per lasciare qualcosa in questa vita...se il nostro cuore è chiuso e arido, come ci ricorderanno? Più diamo più ci inondiamo di luce e calore! Ma se ognuno di noi coltiva solo il proprio orticello...come faremo ad andare avanti? L'onda di solidarietà si sparge come quando un piccolo sassolino cade nell'acqua, sembra sia poca cosa eppure attorno a sé procura cerchi concentrici di amore e di luce!
Luisa Giambrone
25 gennaio 2022
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Quando qualcuno
ti tende la mano
La parola "condivisione" implicitamente comprende un plurale come la parola "solidarietà"; quest'ultima non vive senza la prima, e viceversa!
Quando qualcuno ti tende la mano, magari con vergogna, non giri la testa e fai finta di nulla, cerchi di ascoltare e "CONDIVIDERE" con il tuo prossimo le necessità, le sue parole magari dette tra i denti e con un nodo alla gola, così penetranti che arrivano a toccarti il cuore.
Quando vedo la mano protesa ed avverto di essere interpellata, cerco di non tirarmi indietro dal poter dare quello che posso in quel momento, con un atto di condivisione concreta. Ancor più per me credente: "CON DIO VADO OLTRE". Oltre che cosa? Il più significativo atto di "condivisione" e "solidarietà" è l'ULTIMA CENA offerta per tutti i disponibili a condividerla.
Rosanna Bassi
1 febbraio 2022
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Gennaio - Farsi prossimo a chi è nel bisogno
Febbraio
Costruire la solidarietà
con piccoli gesti d'amore
"La solidarietà è l'antidoto all'egoismo e all'indifferenza che notiamo nella società. Siamo creati per essere dono l'uno per l'altro. Facciamo il primo passo verso l'altro anche con piccoli gesti d'amore."
Ottimo stimolo per il mese di febbraio, sempre strada facendo, incontro questo altro pensiero che risulta assai preciso per colPassaparola: piccoli gesti d'amore conducono la solidarietà verso la condivisione, per una società meno indifferente ed egoista.
Mi è capitato di sperimentarlo durante un'operazione realizzata.
Sembrava che ad una famiglia dovessero servire determinate cose, che tra l'altro avevamo a disposizione. Così pensavo dentro di me e tentavo di dirlo a loro, con convinzione, consultandomi bene anche con i miei soci. In realtà le cose stavano diversamente. Con un ascolto faticoso, ma producente, abbiamo capito che la dignità della persona viene prima.
Un paio di scarpe usate, in buonissimo stato, possono essere scomode o, peggio ancora, un palliativo del momento. Forse, potendolo fare, meglio accompagnare la persona che necessita a provarne un paio nuove, acquistandole di suo gradimento. Altrettanto per una felpa e un paio di pantaloni un po' vissuti e lisi che si accompagnano bene ma...a diciotto anni, frequentando la scuola, forse è più gradito scegliersi un look preferito, potendolo fare. E l'abbiamo fatto! Oltre alle cose necessarie per la casa, per le quali eravamo stati interpellati, portate loro insieme a scarpe e vestiti usati. Piccoli gesti di amore.
Tino Rigo
8 febbraio 2022
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Una catena umana
Poco prima di Natale ho visto un servizio televisivo su Rai3 che mi ha emozionata e commossa nello stesso tempo.
Forse ne siete già a conoscenza ma mi fa piacere condividerne con voi il link:
“Non potevo voltarmi dall’altra parte”: una carpigiana dà il via all’iniziativa di solidarietà a Piandelagotti
La storia delle due donne, turbate dalla qualità di vita condotta dalla signora che abitava l’ultima casa del paese, mi ha fatto riflettere.
Hanno “visto” e sono state capaci di “toccare con mano”.
Proprio come ha detto Papa Francesco: “Un uomo può guardare un altro uomo dall’alto in basso solo quando lo aiuta a rialzarsi”.
Hanno coinvolto inizialmente i mariti e successivamente sono riuscite a sensibilizzare le persone della piccola cittadina fino a coinvolgere tutti nella loro “missione” di solidarietà. Arrivando persino ad avere la collaborazione del Sindaco.
E’ questa la visione che ho di colPassaparola!
Come una catena umana riuscire a "smuovere le montagne" per creare una collaborazione proficua, che possa migliorare le situazioni di disagio vissute in quel momento da una famiglia che abita non tanto lontano dalla porta di casa nostra.
Silvia Sciarrillo
15 febbraio 2022
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Camminare assieme
Due persone, due storie, differenti e simili, lavoravano nello stesso settore, al servizio dei poveri.
Caritas Ambrosiana piange Donatella e Tommaso, due volti del servizio ai poveri (avvenire.it)
Erano nello stesso ufficio, ma uno si occupava di social media, convinto che i social fossero un modo per far conoscere il bene che esiste, a volte nascosto, nella nostra società; l’altra si occupava di un mondo a noi lontano, si era dedicata alle relazioni con il Sud del pianeta (aveva, nella sua lunga storia lavorativa, dato vita a centinaia di microprogetti in tanti paesi del mondo, piccoli ma importanti, orti, pozzi, scuole, corsi di formazione, ambulatori, percorsi di emancipazione delle donne, centri per minori).
Insomma due figure che oggi ci indicano la via, quello che recentemente anche la Chiesa dice: CAMMINARE ASSIEME, camminare nonostante le nostre origini, le culture, le idee personali, per rendere la nostra società più solidale, coesa, e attenta agli ultimi.
Rinaldo Mezzanzanica
22 febbraio 2022
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Pensando all'Ucraina
Gennaio - Farsi prossimo a chi è nel bisogno
Febbraio - Costruire la solidarietà con piccoli gesti d'amore
Marzo
Allargare cuore
e braccia
ai bisognosi
"Non si tratta solo di dare di che vivere,
ma di restituire delle ragioni per vivere".
(Abbé Pierre)
Ottimo stimolo per il mese di marzo, non si scappa, allargare il cuore e le braccia deve essere alla base del nostro agire colPassaparola.
In questi anni di volontariato la concretezza è sempre prevalsa.
Va bene l'ascolto, va bene il "pronto soccorso", più significativo è stato concretizzare un'operazione sul nascere, coltivarla e portarla a termine in breve tempo.
Abbiamo sfoderato un termine - "Sinergia" - dopo "Chiedo Aiuto" e "Offro Aiuto", come terzo bottone da premere quando si apre questo Sito e si comincia a frequentarlo. E' un tantino più difficile cercare sinergia e crearla con gli altri, rispetto alle due realtà più immediate quali offrire o chiedere aiuto. Ma il nostro scopo - come colPassaparola - è stato subito dichiarato fin dal suo nascere: creare tanta sinergia!
Occorre far parlare tra loro le Istituzioni, pubbliche e private, le persone preposte (o ben disposte) ad aiutare chi è in difficoltà. Occorre *stringere rapporti di stima, intessere scambi di opinioni, di energie, di azioni comuni.
Tino Rigo
1 marzo 2022
*Proprio in questo mese di marzo, alcuni operatori del Comitato colPassaparola cominciano una serie di colloqui con Associazioni e Istituzioni presenti sul territorio, per mettersi a servizio e per offrire loro la peculiarità di questo Sito
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Sinergia!
22 febbraio 2022. Oggi si sono concluse quasi tutte le attività legate alla famiglia che insieme a colPassaparola abbiamo aiutato.
La cucina (a suo tempo ricevuta e insieme destinata attraverso i Format automatici Chiedo Aiuto-Offro Aiuto) è stata piazzata e ultimata con le modifiche necessarie. Sono state coinvolte molte persone compreso i vicini che hanno prestato corrente, scala e altre cose che servivano. Una vera catena di solidarietà. Oggi siamo riusciti ad avere l'allacciamento al gas e speriamo nella giornata di domani si possa avere anche la corrente in modo di poter pensare al trasloco per il fine settimana.
La famiglia aiutata, che è felice di ciò che è stato fatto e ringrazia molto, ha voluto contribuire come poteva alle spese sostenute, anche se in difficoltà economica.
Come Caritas ringraziamo colPassaparola per la collaborazione e il supporto ricevuto (grazie al contributo, puntuale, di un donatore) per lo smontaggio, il trasporto e il rimontaggio di questa cucina! Siamo felici di comunicare che, a fine attività, ci è rimasta a disposizione una somma che vorremmo ritornare a colPassaparola, in modo che possa essere utilizzata per altre operazioni.
Continuiamo insieme a collaborare, compiendo azioni comuni con tanta sinergia, per portare un raggio di luce in mezzo alle tenebre dell'indifferenza.
Francesco Romanò
8 marzo 2022
Pensando all'Ucraina
Toti, che fino a qualche mese fa era a Milano, si è trasferito nei pressi di Varsavia in Polonia, al "Centro Mariapoli Fiore". Da lui ci stanno arrivando notizie molto puntuali sulla situazione di confine con l'Ucraina.
La conoscenza diretta di Toti, da parte di alcuni operatori del Comitato colPassaparola, ha fatto scattare un gesto di solidarietà immediata e concreta per i profughi dall'Ucraina, già ospiti - e ancora in arrivo - presso questo Centro, che ha sospeso ogni attività per diventare a tempo pieno centro di accoglienza.
Questo Sito si mette dunque a servizio di una nuova operazione di solidarietà e condivisione, come da suo scopo specifico di intermediazione, in piena sinergia di intenti e di azioni con altre Istituzioni.
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(Michel Pochet)
Pensando all'Ucraina
Ancora sinergia!
Prima operazione.
<Grazie mille per il pensiero per noi, ma un mio amico mi ha regalato il divano. Vorremmo chiedere un aiuto alimentare, dove possiamo andare?>
Una settimana prima dell'inizio della guerra in Ucraina arriva al Sito, tramite Format CHIEDO AIUTO, la richiesta di "una cameretta per la figlia". Un operatore si reca, come di prassi, sul posto per verificare la necessità manifestata, l'età della figlia, il locale dove porre questa cameretta, la situazione generale della famiglia ecc. Si sente rispondere dal papà "Aspettiamo un attimo, sto partendo questa sera stessa per la Polonia, al confine con l'Ucraina, viaggerò tutta notte e prenderò due donne con quattro bambini, tornerò lunedì perché io devo lavorare". Ok, ci rivedremo lunedì sera, coraggio! Puntualmente ci si rivede e i piani sono cambiati: "Mi ritirerò in soggiorno con la moglie e la bambina, con un divano letto e un lettino, la nostra camera e quella cameretta (non ne ho più bisogno di mobili!) diventano due rifugi. Datemi un paio di giorni di assestamento, poi vi dirò di cosa abbiamo bisogno". Sono passati giorni in cui la comunità ucraina dei dintorni ha dato tutto quello che poteva per le primarie necessità. Compreso il divano letto! (che pure avevamo a disposizione da offrire) "Un mio amico me l'ha regalato, grazie mille per noi. Vorremmo chiedere un aiuto alimentare, dove possiamo andare?". Spesa viveri da parte di colPassaparola? E spesa viveri sia! Acquistate, per il momento, undici schede prepagate di un supermercato, col concorso di tanti amici. Il Comitato colPassaparola ha preso appuntamento, accompagnerà questi rifugiati, proprio stasera, presso il Centro d'Ascolto Caritas più vicino territorialmente, per "proseguire" con la dovuta assistenza.
Seconda operazione.
<"Bello l'articolo di Francesco della Caritas di Cesate (ndr: vedi articolo precedente). La somma "ritornata" a colPassaparola viene girata per l'Ucraina! Bell'esempio di fratellanza "circolare".
Piena adesione all'operazione "Pensando all'Ucraina" che si sta sviluppando con delle conoscenza dirette e...mai per caso! Il bonifico per il Centro accoglienza "Fiore" è partito. Mi sono permesso di avvisare Toti, vi tengo aggiornati!">
Alcuni del Comitato colPassaparola ricevono notizie dirette di accoglienza profughi da parte di un Centro polacco, ai confini con l'Ucraina. Proveniente da Milano dove era stato per sei anni, circa due anni fa Toti viene trasferito in questo centro di spiritualità, dedito all'accoglienza di persone, ora impegnato a pieno titolo - cambio programma - in centro accoglienza di profughi! Gli viene comunicata la possibilità di un aiuto promosso da colPassaparola, subito accettata di buon grado. Ed è partito immediatamente un primo bonifico! Chi volesse partecipare può ancora aggiungersi (segnalazione di disponibilità compilando il format automatico OFFRO AIUTO di questo Sito, oppure chiamando il suo numero di cellulare 3515443995, oppure inviando un messaggio al suo indirizzo di posta elettronica [email protected])
Terza operazione.
<E' accaduto tutto stamattina. Ieri sera segnalazione e richiesta di Caritas. Contatto diretto - da essa fornito - con un ospitante di profuga ucraina che aspetta un bimbo. Intervento immediato di furgone della Protezione Civile, letto completo da una piazza e mezza (e altra roba per neonato) consegnato!>
Quando è arrivata la richiesta da parte della Caritas di Villastanza non abbiamo perso un secondo. E' stato immediato il contatto diretto col signore italiano del posto, sposato con una giovane donna ucraina che aveva appena fatto un viaggio in auto di tre giorni, da sola, per recuperare la sorella incinta. "Chiamo subito la Protezione Civile per vedere se hanno un furgone!" dice accorato al cellulare. Il camioncino arriva, incredibilmente, dopo un'ora o poco più, si carica il letto di una piazza e mezza, che era stato donato a colPassaparola, e via! Tutto in un paio d'ore.
Quarta operazione.
<A Vanzago sono arrivati i primi profughi. Cerchiamo abbigliamento e scarpe: sono due maschietti, vestono 5 e 6 anni, 28 e
29 di scarpe. Potete aiutarci? Grazie!>
All'operatore di colPassaparola son bastate alcune telefonate e nel giro di un paio di giorni, ecco fatto! Tre borse piene zeppe di indumenti vengono recapitate a chi ci aveva segnalato, tempestivamente, questa necessità immediata.
Sinergia!
15 marzo 2022
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Pensando all'Ucraina
Gratitudine
Come sta andando? Direi più che bene, di più, grazie mille di cuore!
Siete delle persone con grandissimo cuore, grazie ancora per tutto quello che fate.
Pensare che io chiedevo un aiuto a colPassaparola, mobili per la cameretta della mia bambina...sono andato in Polonia in tre giorni, da venerdì a domenica, cameretta e mia camera si sono riempite: cognata con tre bambini e una donna con una bambina piccola. Grazie per le nove schede prepagate, abbiamo tirato il fiato!
Vasyl
Siamo sette famiglie di parenti e ogni mese, da anni, lasciamo giù dieci euro per solidarietà verso qualcuno. Abbiamo saputo dal Sito la possibilità di dare aiuto diretto a profughi ucraini. Comprate subito alcune schede prepagate di supermercato, colPassaparola ce le ha consegnate.
Francesca e Pippo
Raccontavo alla mia amica la situazione che vive il popolo ucraino. Angoscia. Cercando un modo per essere di aiuto abbiamo aderito, come "Amici di Stanley", per mandare tramite la C.R.I. un pacco di medicinali in Polonia, sul confine ucraino, per il primo soccorso.
Ad un'altra amica dicevo che erano arrivati bambini con le loro mamme, ospiti di parenti che si adeguano a fare spazio nella propria casa per chi una casa non ce l'ha più. Così lei ha pensato di rendersi utile donando alcune card prepagate per spesa alimentare. Speriamo, non potendo far sì che la guerra finisca in seduta stante, si allarghi l'abbraccio della solidarietà verso coloro che hanno perso tutto.
Manuela
Mia moglie, di nazionalità ucraina, ha viaggiato tre giorni da sola, andata e ritorno, per recuperare sua sorella e due ragazze che adesso sono ospitate in casa nostra. Tramite Caritas, a cui avevamo chiesto un letto, abbiamo conosciuto colPassaparola e in quattr'e quattr'otto lo abbiamo recuperato, con un furgone della Protezione Civile. Qualche giorno dopo, a sorpresa, ci è stata consegnata una scheda prepagata di supermercato a testa, per ognuna di loro, insieme a vestiti per le ragazze. Grazie davvero!
Alessandro
Avevamo dato al Comune la disponibilità di ospitare a casa nostra profughi ucraini. Giovedì sono arrivate da noi una mamma con sua figlia dodicenne. Domenica abbiamo ricevuto due schede prepagate di un supermercato perché potessero, oltre agli aiuti istituzionali e della nostra famiglia, acquistare quello che loro stesse volessero o desiderassero per sé. Grazie colPassaparola, grazie per le schede per le nostre ospiti. Sono felicissime!
Marco
Metodo "colPassaparola"!
22 marzo 2022
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(Trzcianka - Mariapoli Fiore)
Pensando all'Ucraina
"Fiore"
<Il bonifico per Centro accoglienza "Fiore" è partito. Mi sono permesso di avvisare Toti. Vi tengo comunque aggiornati.>
"Fiore" e Toti. Due nomi significativi e diretti, per conoscenza diretta di alcuni componenti il Comitato colPassaparola.
Scrive Toti: <Vi comunico che i soldi sono arrivati correttamente. Grazie!>
E ancora, qualche ora dopo.
<Situazione oggi al centro accoglienza Fiore. Abbiamo già accolto 18 rifugiati - 10 adulti dai 18 agli 84 anni (compresa una donna di 18 anni incinta di 7 mesi) e 8 bambini dai 6 ai 16 anni - ma appena fuori in una struttura per anziani ci sono altre 20 tra donne e bambini che vengono qui da noi per qualsiasi cosa, in quanto la struttura che li ospita è un po' piccola. Un abbraccio.>
Con determinazione, con decisione condivisa all'istante, avevamo pensato di arrivare fin lassù, in Polonia, portando colPassaparola al confine con l'Ucraina, era già il sesto o settimo giorno di guerra.
Concludiamo ancora con Toti: <Intanto grazie tantissimo per quello che fate per tutta questa gente. Qui tutto veramente è in movimento, c'è tantissimo da fare. I bambini hanno già cominciato ad andare a scuola o scorrazzano per il centro Fiore, almeno hanno riconquistato una parziale serenità. E di questo ne siamo contenti! Un abbraccio fraterno.>
29 marzo 2022
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Gennaio - Farsi prossimo a chi è nel bisogno
Febbraio - Costruire la solidarietà con piccoli gesti d'amore
Marzo - Allargare cuore e braccia ai bisognosi
Aprile
Accogliere tutti
"Ci sono persone che sono naturalmente accoglienti, che accolgono tutti con gioia e disponibilità. Tutti possiamo sviluppare questa capacità: possiamo avere un cuore aperto per accogliere ogni persona così come vorremmo essere accolti noi. L’accoglienza non ha bisogno di essere programmata, può essere parte della vita quotidiana. È la nostra disponibilità al servizio, all’ascolto, alla compagnia e alla fraternità. L’accoglienza è una forma concreta di amore che fa sentire l’altro a casa, in famiglia. Può essere praticata nelle relazioni familiari, con gli amici, sul posto di lavoro e in tutti gli ambienti. Accogliere ogni persona nella sua individualità affinché si senta amata in modo esclusivo in quel momento della sua vita".(Apolonio Carvalho Nascimento)
Accoglienza per colPassaparola?
Al 100%. Non ricordo azione alcuna nel tempo che non sia partita da un gesto di pura accoglienza, intessuta - strada facendo - di accoglienza rinnovata, con strenua attenzione, passo a passo.
Format automatico Chiedo Aiuto.
Del resto, come si fa a partire con una richiesta di aiuto, apparsa sul Sito attraverso il Format automatico, senza dimostrare subito accoglienza? Mai discriminare una richiesta di aiuto pervenuta, anche non fosse chiara. Ancora di più, mantenere la rotta quando nella richiesta appaiono controsensi, o si aggiungono sorprese. A volte la gente esprime male il proprio disagio, se non che addirittura se ne vergogni, quindi cerca di cambiare le carte in tavola, col rischio di non essere chiari! Meglio illustrare, senza ritegno alcuno, la propria situazione...gli operatori saranno più facilitati a comprendere e ad agire. Accoglienza, comunque, sempre!
Format automatico Offro Aiuto.
Accoglienza anche per chi offre aiuto. Alcune volte gli operatori che ricevono l'offerta chiedono di essere aiutati a disporne (soprattutto in caso di mobili, suppellettili, vestiario) con accoglienza reciproca, per poter aiutare davvero qualcuno. In fondo, se io ho pensato di offrire qualcosa a qualcuno tramite colPassaparola, posso contribuire fino alla fine affinché il mio gesto sia squisito e "faciliti" le operazioni in corso!
Format Automatico Sinergia.
Accoglienza da vendere se si accetta di usare questo Format. Di cosa si tratta? E' una "pagina riservata" a cui ci si deve iscrivere per rimanere in contatto diretto tra gli operatori, attraverso la quale agire con accoglienza reciproca e seguire in tempo reale le operazioni in corso. Poi ognuno potrà decidere, in cuor suo, se parteciparvi o dire la sua o dare un contributo manuale, una competenza, un suggerimento.
Questi i tre scopi prioritari di colPassaparola.
Tino Rigo
5 aprile 2022
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colPassaparola ti invita ad iscriverti alla pagina SINERGIA del suo Sito. In essa troverai informazioni in tempo reale, di giorno in giorno, sulle operazioni promosse dal Comitato colPassaparola e potrai interagire, liberamente, quando vorrai.
12 aprile 2022
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Disegni di tre ragazze ucraine ospitate
PACE !
19 aprile 2022
Ti sei iscritto alla pagina SINERGIA?
colPassaparola ti invita ad *iscriverti alla pagina SINERGIA del suo Sito. In essa troverai informazioni in tempo reale, di giorno in giorno, sulle operazioni in corso e potrai interagire, liberamente, se e quando vorrai.
*Il Comitato colPassaparola precisa che l'iscrizione alla pagina "riservata" SINERGIA non comporta alcun obbligo di alcun genere! Unica opportunità: rimanere informati con tanta Solidarietà&Condivisione.
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Incoraggiamoci
a vicenda
"Nel cuore dell'uomo ci sono semi di bontà che germogliano per il bene di tutti. Sono semi di speranza, di aiuto reciproco, di incoraggiamento, di amore, di pace che, se crescono, fanno bella la vita personale e sociale superando l'individualismo e l'indifferenza."
(passaparoladelgiorno.blogspot.com)
26 aprile 2022
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Gennaio - Farsi prossimo a chi è nel bisogno
Febbraio - Costruire la solidarietà con piccoli gesti d'amore
Marzo - Allargare cuore e braccia ai bisognosi
Aprile - Accogliere tutti
Maggio
Rispettare la dignità
"L'accoglienza deve essere tale che la persona riesca ad esprimersi totalmente. Chi sa accogliere non combatte, non critica, non giudica. Chi sa accogliere parla solo per aiutare e non per condannare".
"La cultura dell'accoglienza si diffonde con gesti e non con parole. In essa prevalgono la comprensione, il rispetto della diversità, l'accettazione ed il dialogo che porta alla pace".
"Accogliere l'altro è innanzitutto accettarlo come lui è. Ascoltarlo, comprenderlo, svuotandosi di qualche pregiudizio, svuotandosi delle proprie idee per accogliere completamente il suo pensiero, anche se è diverso o contrario al mio, rispettando la sua dignità. Occorre essere amore che accoglie, che fa sì che l'altro si senta a suo agio come in famiglia."
Questi appunti, da me raccolti nel tempo e tratti da diverse provenienze, vorrebbero sintetizzare un concetto: colPassaparola, fin dal suo nascere, ha fatto del rispetto della dignità un suo obiettivo prioritario.
Nel colloquio di prassi, che di solito avviene sul posto, per conoscere la reale situazione di chi chiede - ma anche di chi offre - tramite i format automatici, emergono quasi sempre aspetti critici. Si possono superare solo rispettando la dignità dell'interlocutore.
Immaginate la stessa cosa, anzi di più, nei confronti di chi entra in sinergia con colPassaparola o viceversa, quando si ha davanti una persona ricca del proprio convincimento, frutto maturato sul campo di battaglia, magari con esperienza pluriennale? Qui si gioca tutto, avendo rispetto della dignità dell'altro, reciprocamente.
L'obiettivo è sentirsi a proprio agio gli uni con gli altri, per cooperare in un'azione combinata e contemporanea di più elementi coinvolti nella stessa attività, questo è sinergia!
Tino Rigo
3 maggio 2022
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Giochi di parole
Mi ha appassionato cercare su internet il significato di queste due parole.
Solidarietà. “Essere solidali significa essere altruisti, disposti ad aiutare gli altri nei momenti di difficoltà senza chiedere nulla in cambio. La solidarietà è il rapporto di fratellanza e di reciproco sostegno che collega gli uomini, consapevoli di appartenere alla stessa società e di avere interessi comuni".
Condivisione. Più difficile è stato trovare, in un’unica spiegazione, il significato di questa parola che viene declinato in quattro ambiti.
"Uso in comune di spazi e risorse" (filosofia-ecomomia).
"Uso di una risorsa da parte di più utenti" (informatica).
"Essere uniti, partecipare assieme con comune volontà" (in senso figurato).
"Dare qualcosa a qualcuno che lo possa accettare" (in gergo).
Sapete che vi dico? Mi van bene tutt’e quattro!
Provate a leggere di fila i quattro significati, senza leggere i rispettivi ambiti!
Fatto?
Tenuto fermo il significato di Solidarietà, il resto non vi sembra che corrisponda al fare colPassaparola?
Essere altruisti, mettendo in comune spazi e risorse più utenti insieme, uniti per partecipare assieme con comune volontà e per dare qualcosa a qualcuno che lo possa accettare!
Ravi
10 maggio 2022
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Un campo di diamanti
Alle prime luci dell’alba, un prato con infiniti fili d’erba ricolmi di rugiada, è come un campo di diamanti; un albero soffiato di vento leggero, è come se qualcuno gli facesse solletico; un gatto che ti guarda e si avvicina e si struscia, è come un invito alle prime coccole mattutine; quando il sole prende casa nel cielo, è un invito a seguire i suoi passi…e così ho fatto stamane, passeggiando per qualche minuto, facendomi occhi, e poi naso, e solo infine mano.
Chandra Livia Candiani scrive: "...così, giorno per giorno, anno per anno, ho imparato a dimorare nell'inaspettato. Non è che mi aspetto tutto, è che sto in una zona precaria e marginale, dove so di non poter controllare quasi niente. E comincio a starci bene. Proprio vivissima. Fa tremare essere vivi, vivissimi fa tremarissimare...”
Per esser vivi non basta svegliarsi la mattina e cominciare…qualsiasi cosa ci sia da fare. Non basta. Credo che ci sia un passo che si deve fare, senza il quale qualcosa manca, forse solo un briciolo di meraviglia e un altro di consapevolezza, ma senza le briciole, mi sembra che manchi il lievito al giorno.
E allora si cominci, lentamente, a visitare la terra, a ringraziarla, a sorriderle, forse troveremo, al tramonto, i nostri semi fioriti.
Fra Giorgio 2017
Auguro a tutti una settimana serena così, come le parole di questa pagina in cui sensazioni, osservazioni parlano di quotidianità e quiete, alla ricerca di un benessere interiore.
Carmen
17 maggio 2022
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Poveri e...
poveri in spirito
Si è “poveri in spirito” quando ci si lascia guidare dall’amore verso gli altri. Allora condividiamo e mettiamo a disposizione di quanti sono nel bisogno (ndr: i "poveri") quello che abbiamo: un sorriso, il nostro tempo, i nostri beni, le nostre capacità. Avendo tutto donato, per amore, si è poveri, ossia si è vuoti, nulla, liberi, col cuore puro. Questa povertà, frutto dell’amore, diventa a sua volta sorgente d’amore: essendo vuoti di noi stessi, e quindi liberi, siamo in grado di accogliere pienamente, senza alcuna riserva, ogni prossimo che ci passa accanto (ndr: con le sue necessità del momento). (Chiara Lubich - 2003)
Con qualche piccolo arrangiamento personale, mi si perdoni, ho colto in questo pensiero l'attualità del momento - anche per colPassaparola - nel marasma delle interpretazioni sulla vita, degne del migliore talk show. A buon rendere!
Ravi
24 maggio 2022
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Gennaio - Farsi prossimo a chi è nel bisogno
Febbraio - Costruire la solidarietà con piccoli gesti d'amore
Marzo - Allargare cuore e braccia ai bisognosi
Aprile - Accogliere tutti
Maggio - Rispettare la dignità
Giugno
Essere generosi
"Siamo chiamati ad essere generosi! A non accontentarci di dare il minimo, ma ad impegnarci a fondo nella vita, con un'attenzione particolare per i più bisognosi. Il mondo ha bisogno di persone competenti e generose, che si mettano al servizio del bene comune, con i propri talenti, con lo studio, con le braccia!"
(XXVII Giornata Mondiale della Gioventù 2012)
Una "REGOLA D'ORO" valida per tanti (vedi articolo precedente!) può essere trainante per essere generosi colPassaparola!
Tino Rigo
7 giugno 2022
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"All'istinto egoista di accaparrare oppone la generosità; all'accentramento sui propri bisogni l'attenzione all'altro;
alla cultura del possesso quella del dare."
(Chiara Lubich - ottobre 2006)
Dopo aver letto l'appello dell'articolo precedente ad essere generosi, sono spinto a condividere con tutti voi di colPassaparola questo scritto. Un pensiero assai sintetico come questo, a volte, fa bene!
Ravi
14 giugno 2022
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"Non è la mano che dona, ma il cuore"
(proverbio africano)
21 giugno 2022
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Grazie per aiutare
sempre!
Oggi, dopo 74 giorni nella nostra casa, S. e K. - mamma e figlia, ucraine - si sono trasferite in altra località.
La novità è stata di ieri pomeriggio. Essendosi trasferite lì le loro parenti, hanno manifestato il desiderio, comprensibile, di poterle raggiungere, se possibile.
Con la tristezza dovuta alla separazione ma con la certezza di fare la loro felicità, ci siamo attivati per esaudire il loro desiderio e, già da oggi, hanno traslocato.
I due forti abbracci di questa mattina con S., la mamma, sono stati per me la più grande ricompensa per quel poco che abbiamo fatto. Insieme al messaggio che ha voluto darmi, facendo la colazione, e che condivido:
Grazie per averci portato in viaggio e aver realizzato il mio sogno di vedere la
Svizzera.
Grazie per avermi mostrato quanto è bella l'Italia.
Grazie per sostenere K. a scuola e per essere interessati al suo successo.
Grazie per aiutare sempre.
Grazie a tutti i tuoi amici, per il tuo supporto. (ndr: anche di colPassaparola!)
Siamo molto felici di essere nella tua famiglia.
Ti ringraziamo di tutto e ci mancherai molto.
S.
Marco
28 giugno 2022
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Gennaio - Farsi prossimo a chi è nel bisogno
Febbraio - Costruire la solidarietà con piccoli gesti d'amore
Marzo - Allargare cuore e braccia ai bisognosi
Aprile - Accogliere tutti
Maggio - Rispettare la dignità
Giugno - Essere generosi
Luglio
Operare gesti concreti
"L'amore si nutre con gesti concreti, di dimostrazioni, di devozione nelle cose che facciamo giorno per giorno" (Nicholas Sparks)
Mi parrebbe di dover tacere, dopo aver letto un'affermazione così!
E invece l'istinto è di gridarla ai quattro venti.
Cosa cambia nella mia vita se utilizzo questo suggerimento? Passi la parola "utilizzo", di vago sapore commerciale, meglio sarebbe dire se faccio tesoro di questo input.
Cosa cambia? Cambia la vita operare gesti concreti! Ovunque mi trovassi, al punto in cui fossi o ambissi essere lungo il percorso della mia esistenza. Non per altro viene aggiunta, subito dopo, la precisazione: nelle cose che facciamo giorno per giorno!
Tino Rigo
5 luglio 2022
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Gli articoli del martedì
Nei primi sei mesi dall'inizio dell'anno, mi son preso la briga di proporre alcuni articoli che potessero essere "opportuni stimoli per una maggiore e reciproca sensibilizzazione", come detta l'Home Page del Sito colpassaparola.it
Tengo duro, e credo di poterlo fare fino alla fine di questo anno, minimo contributo che il presidente di un Comitato possa offrire a tutti.
- GENNAIO esordì con "farsi prossimo a chi è nel bisogno". In quel tempo avevo creduto altamente in questa affermazione, che ho sperimentato paro paro: l'amore (che ci metti nel fare le cose) unisce e rende uguali chi aiuta e chi viene aiutato!
- FEBBRAIO rimbalzò la necessità di "costruire la solidarietà con piccoli gesti d'amore". Devo essere sincero, ogni volta che squillava il cellulare del Sito c'era il presupposto e la consapevolezza che l'operazione in corso potesse condurre la solidarietà (necessaria) verso la condivisione (indispensabile). E così è stato!
- MARZO ci fece "allargare cuore e braccia ai bisognosi", ci fece sperimentare cosa vuol dire lavorarci sopra alle cose, per creare tanta sinergia! Posso affermare con determinazione che si è cercato sempre questa sinergia, con gli altri con cui si interveniva, con le altre associazioni. Ma le operazioni stesse, condotte e realizzate dal Comitato colPassaparola, parlano chiaro. In questo mese poi, esplose la questione ucraina!
- APRILE declinò lo sforzo collettivo di "accogliere tutti", di rifuggire con decisione ogni discriminazione, ogni ragionamento chiarificatore (pur lecito che fosse) buttandosi ad accogliere tutti, ogni segnalazione ci fosse arrivata attraverso i format automatici CHIEDO AIUTO o OFFRO AIUTO, assecondandola con tanta passione (se dovessi enumerare le volte che non ce l'abbiamo fatta a concretizzare...dovrei proprio cercarle col lanternino, come si dice in gergo).
- MAGGIO toccò una riflessione importante, "rispettare la dignità" di chi chiede, ma anche di chi offre, di chi entra in sinergia con colPassaparola o viceversa, andando oltre il proprio convincimento, nel rispetto della dignità dell'altro, reciprocamente, per sentirsi a proprio agio gli uni con gli altri, tutti in azione per centrare l'obbiettivo.
- GIUGNO propose e dichiarò di dover "essere generosi" seguendo una "REGOLA D'ORO" valida per tanti, molto trainante per essere generosi col passaparola: fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te.
Mentre vi scrivo, in pieno LUGLIO, vige il suggerimento, la proposta di "operare gesti concreti" con dimostrazioni, con devozione nelle cose che facciamo giorno per giorno.
Ecco perché mi sono messo anch'io a scrivere a tutti voi lettori, in una pausa delle mie vacanze in montagna.
Nei prossimi "martedì" di luglio e di agosto gli articoli che saranno proposti su "in prima pagina" permetteranno, volutamente, di scorrere testi utili alla lettura, una delle sacrosante attività delle vacanze. Per chi potrà farle, fermo restando che Solidarietà&Condivisione non vanno mai in vacanza!
Tino Rigo
12 luglio 2022
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E' bastato cliccare sul motore di ricerca "libri sulla solidarietà", ecco che compaiono alcuni suggerimenti che, come da articolo precedente, giriamo volentieri a tutti i lettori.
Libri sulla solidarietà
https://www.teamworld.it/libri/libri-sulla-solidarieta/
Con il termine solidarietà indichiamo l’essere solidale con le altre persone, andando incontro ai loro bisogni e ai loro disagi a titolo gratuito. Essere solidali significa quindi sostenere gli altri senza volere nulla in cambio, comprendendoli e aiutandoli. Esistono diversi libri sulla solidarietà pensati sia per gli adulti che per i lettori più piccini, con lo scopo di avvicinarli al tema e aiutarli ad approfondirlo. Noi abbiamo voluto consigliartene cinque, con titoli adatti a diverse fasce di età.
Tre amici e un cavallo di Fabrizio Altieri è un libro adatto dai dieci anni in su, pubblicato nel 2017 nella collana Storie e rime di Einaudi Ragazzi.
L’Angelo invisibile. La vera storia del benefattore anonimo che aiuta chi è rimasto indietro, di cui non conosciamo l’autore, è un libro del 2014 edito da Feltrinelli nella collana Fuochi.
Posso darti una mano? Sui motivi che ci spingono ad aiutare gli altri di Piero Stefani è un libro del 2020 edito da EDB nella collana Lampi. Tra le pagine di questo libro l’autore vuole interrogarsi sul perché siamo propensi ad aiutare il prossimo, sia dal punto di vista individuale che collettivo.
Lo strano caso della libreria Dupont di Fabrizio Altieri è un libro del 2019, adatto dai 9 anni in su, edito da Piemme pubblicato nella collana Il battello a vapore. Serie arancio.
La solidarietà. Eguaglianza e differenza di Rainer Zoll è un libro del Il Mulino edito da Il Mulino. Tra le pagine del suo libro l’autore lancia un sfida per costruire una solidarietà nuova, con l’altro sé, oltre i confini della comunità e del gruppo.
19 luglio 2022
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Grazie amico Antonio!
Quelli che si privano
del poco che hanno
per darlo agli altri
Riportiamo l'intervista a L'Angelo invisibile, che offriamo interamente alla lettura, soprattutto nella battuta finale.
<< L’Angelo di Milano non è più Invisibile. Si era sempre esposto con cautela in tv e in qualche incontro per spiegare il valore del bene, la scelta di diventare benefattore e portare un aiuto concreto a chi nella vita rimane indietro. Ma agiva e scompariva, lasciando alla gratitudine degli altri il segno di una presenza che sembrava piovuta dal cielo. L’altro giorno ha permesso che si facesse il suo nome, in omaggio alle buone notizie che proprio lui aveva anticipato, sette anni fa, con un articolo del Corriere.
Roberto Bagnato. Ecco il nome del signore che da solo e poi con la Fondazione Condividere pratica a Milano da più di dieci anni la dignità della restituzione. Lo scrivo con pudore, dopo avergli rovinato le vacanze con quell’articolo rimbalzato in Italia e in Europa, che l’ha costretto a difendere l’anonimato per le richieste che gli arrivavano da ogni fronte. Classe ’58. Ex dirigente di banca. Carriera di successo. Poi la scelta di gestire in proprio il patrimonio di famiglia. E destinare ai poveri e ai bisognosi parte dei guadagni. «Anche la finanza può essere usata a fini virtuosi…».
Non è sempre così...
«Certo se guardiamo al caso Unicredit, che licenzia ottomila persone per dare 8 miliardi di maggiori dividendi, siamo diametralmente all’opposto...».
In lei che cosa è scattato, dottor Bagnato?
«Ho pensato a questo: non puoi convivere con la tua agiatezza facendo finta che il resto del mondo non esista».
Leggeva la notizia di un caso disperato e interveniva...
«Ci si poteva limitare a un bonifico, ma in quei giorni ho scelto di andare in strada e stabilire un rapporto con le persone da aiutare. Lo chiamo il mio dividendo umano».
Il bilancio di questi anni?
«Penso di aver ricevuto molto più di ciò che ho dato».
Ha ridotto le risorse destinate alla sua famiglia...
«Ho spiegato ai miei figli che chi sta in alto deve guardare in basso. Il valore dei nostri gesti è proporzionale a quello di cui ci priviamo per aiutare gli altri».
Che cosa vede guardando in basso?
«Una società impaurita. La paura spinge la gente a difendere quel che gli è rimasto. In questi dieci anni la crisi ha fatto esplodere le differenze sociali».
Anche a Milano?
«Anche a Milano vedo crescere troppo le disuguaglianze. Il sindaco Sala ha detto che cercherà di pensare a chi ha meno, ma poteva farlo anche prima. Non c’è contraddizione tra essere attrattivi e aiutare chi ha bisogno».
Lo dice anche papa Francesco.
«Da lui sono stato ricevuto in udienza privata. Lo ammiro molto, mi sento in sintonia totale con il suo pensiero sul bisogno di umanità e sull’eccesso di egoismo della finanza».
La politica non è d’aiuto in questa fase.
«Non mi piace chi cavalca il sentimento della paura. In un Paese spaventato e confuso, ci sta dentro tutto. Non si può dire prima gli italiani e ignorare gli altri».
Ha comprato una pagina del «Corriere» per dirlo...
«Ripeto a tutti quelli che incontro che chiudersi nel recinto mentale del proprio egoismo non ci aiuterà a star meglio. Io voglio continuare a stare dalla parte degli esseri umani».
La sua fondazione l’ha chiamata Condividere.
«Condividere è l’impegno di dare, è ciò che ci rende vivi e degni di questa condizione».
Non si potrà più chiamare Angelo Invisibile, adesso.
«La definizione mi è sempre sembrata eccessiva. Io non faccio altro che quello che ritengo essere un mio dovere. Aiutare chi è più sfortunato di me. E sa chi ammiro? Quelli che si privano del poco che hanno per darlo agli altri. Io non faccio nemmeno troppa fatica». >>
(L'intervista. "Sono io l'angelo di Milano. Ricevo più di quanto dono" di Giangiacomo Schiavi - Corriere della Sera 7 dicembre 2019 - pagina 23)
Un po' di cronaca. Ecco l'intervista sopra riportata e alcuni link che ci fanno scorrere una storia davvero significativa (due articoli di giornale, un libro appositamente scritto, una notizia ANSA)
L'Angelo invisibile di Milano che aiuta chi è rimasto indietro. Salda i debiti e paga gli affitti. «Ho lavorato nelle grandi banche e so che ci sono centinaia di manager che potrebbero farlo
Chi è l'Angelo Invisibile? Lo rivelerò solo a Papa Francesco. Da anni aiuta famiglie in difficoltà pagando debiti, affitti, cure mediche, rette scolastiche, spese legali. Sempre mantenendo l’anonimato. 2/12/2016
L'Angelo invisibile. Una grande città. Milioni di persone che vivono vicine senza conoscersi, senza toccarsi, senza aiutarsi. Milioni di storie, tutte diverse. C’è chi vive in centro, ha un patrimonio, una posizione nella finanza e può concedersi qualsiasi lusso. E c’è chi non ha una casa, non ha un lavoro, non ha una speranza. Nel giugno del 2012, il “Corriere della Sera” ha una storia diversa da raccontare...
https://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/langelo-invisibile/#descrizione
Si materializzava per offrire aiuto a chi era in difficoltà e poi spariva, senza lasciare tracce e senza rivelare il suo nome. L'Angelo Invisibile di Milano, finito in tv e sui giornali per il mistero che lo avvolge da anni, ha svelato il suo nome: si tratta di... ANSA - Roma, 6 dicembre 2019
26 luglio 2022
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24 maggio e 15 giugno 2022, su questa stessa pagina commentavo una proposta, una sorta di "arte di amare" tramite la REGOLA D'ORO: "fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te".
Mi è capitato sotto mano (stessa fonte, stessa autrice) un altro interessante spezzone che propongo ai lettori.
"C'è un punto dell'arte di amare che insegna
come mettere in pratica il vero amore agli altri.
E' una formula semplice, di due sole parole: farsi uno.
Farsi uno con gli altri significa far propri i loro pesi, i loro pensieri, condividere le loro sofferenze, le loro gioie..."
(Chiara Lubich - 2006)
Ho avuto modo di riflettere. a proposito di colPassaparola, tramite questi articoli "estivi" che appaiono di martedì in martedì.
A Solidarietà&Condivisione "farsi uno" non può che giovare, sia per chi chiede aiuto sia per chi lo offre. Entrambi sono a pari. L'una cosa è aiutare avendo come attenzione particolare di farsi uno con chi chiede aiuto. L'altra cosa è chiedere aiuto, avendo spesso il coraggio di farlo, facendosi uno con chiunque offra aiuto, o avesse la pretesa di aiutare, non dico la possibilità reale, anche solo la disponibilità a farlo.
Si tratta di far comprendere bene - o comprendendo bene - le esigenze che sono in ballo: non si può dare/ricevere una cosa non gradita o non opportuna (magari pensando: dopotutto "qualcosa gli do!", "qualcosa ricevo!")
Ravi
23 agosto 2022
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(Davide)
Grazie!
Volevo ringraziare tutti di colPassaparola per quello che sta facendo.
Purtroppo vi seguo solo da lontano, ma vi ho sempre nel cuore.
Ricevere un messaggio di aiuto, rimanere coinvolti, non è per niente scontato.
La società dei vincenti mi sembra del tutto indifferente agli esseri umani in difficoltà. E colPassaparola è un salvagente per loro, per non affogare, per confidarsi e cercare una soluzione, non esiste la bacchetta magica. Non chiede l'ISEE, ma agisce al momento in base alle esigenze per loro quasi vitali. Passata l'urgenza colPassaparola cerca di affidarli ai centri di assistenza più consoni alle loro problematiche, perché molte volte queste persone non ne sono a conoscenza.
Sarebbe bello se le persone raggiunte dalla sensibilità del donare e quella del ricevere (non solo beni) potessero continuare a seguire le operazioni e oltre al sostegno morale, magari anche con le braccia, con le idee, con le competenze facendo modo di interpellare associazioni o enti che possano collaborare in sinergia d'intenti, facendo diventare la piccola goccia un mare.
Le persone in difficoltà sono molte, ma confessarlo è umiliante.
Proprio in questo momento mi è arrivato questo messaggio:
Dopo il verbo "amare", il verbo "aiutare" è il più bello del mondo.
Pinuccia Megali
30 agosto 2022
Resoconto
Continuano i collocamenti di mobili riciclati e messi a disposizione tramite il Sito, grazie anche alla generosità di chi dona il necessario per smontarli, trasportarli in loco e rimontarli (colPassaparola, nella sua intermediazione tra chi chiede e chi offre, si affida alla competenza e professionalità di operatori qualificati, piuttosto che alle improvvisazioni rischiose e inopportune. Queste persone, a volte, si rendono disponibili al termine del proprio lavoro...a volte integrano il magro stipendio con queste operazioni). Letti, armadi, divani e scrivanie, interi soggiorni o camere da letto, cucine in ottimo stato sono stati piazzati con regolarità settimanale, in questi ultimi mesi. Un bel letto a castello risolverà presto la "condizione" forzata di due fratellini da tempo in un unico giaciglio!
Sono stati recapitati vestiti in buono stato (ben confezionati, da parte di chi li offre, secondo la taglia l'età e il sesso) alle famiglie in difficoltà con figli piccoli, ma anche già grandi, su richiesta di mamma disoccupata e rimasta da sola a sbarcare il lunario! A persone sole!
Suppellettili per la casa, spesso offerte insieme a mobili o vestiti, sono state portate in loco quasi sempre accompagnando gli stessi mobili o vestiti, oppure sono state "rifugiate" in un mobile dispensa, pronte per essere assegnate. Là dove necessitavano cose stabili, sono occorse, ben accette, anche cose della quotidianità.
Un discreto numero di spese viveri sono state dispensate al termine dell'acquisto, direttamente alla cassa del supermercato, quello più vicino abitualmente frequentato e utilizzato dalla famiglia in necessità, attraverso schede prepagate offerte dagli amici del Sito.
Due famiglie hanno fatto richiesta di casa, una in particolare ha passato tutto l'inverno in un alloggio fatiscente e pieno di muffa, deterrente per la crescita dei due figli. Un'altra vorrebbe che un figlio giù grande si ricongiungesse col papà e i suoi nuovi fratellini, ma la casa è piccola e i metri quadri, richiesti per legge per questa ricongiunzione non sono sufficienti, la pratica non può essere espletata. Entrambe i genitori hanno un regolare contratto di lavoro a tempo indeterminato, le mamme invece no, sono "richiesti" due contratti lavorativi in famiglia per avere un affitto - incredibile - o una "garanzia di terzi", peggio che si dovesse acquistarlo questo alloggio benedetto! Attendiamo sviluppi positivi per i due casi.
colPassaparola segue trepidante anche alcune richieste di lavoro: l'ultima quella di un signore ucraino, di mezza età, che vorrebbe ricongiungersi qui in Italia con la moglie badante; pure lui aveva fatto il badante ventiquattr'ore, a suo tempo, fino a due anni fa, ma sa fare bene anche il giardiniere, sa accudire i cavalli in una scuderia, lavoro fatto con competenza negli anni passati.
La "gamma" delle esigenze è stata toccata, più o meno, in tutti i campi.
colPassaparola accetta di cuore contributi di sensibilità, idee, competenze, braccia...di sinergia!
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Gennaio - Farsi prossimo a chi è nel bisogno
Febbraio - Costruire la solidarietà con piccoli gesti d'amore
Marzo - Allargare cuore e braccia ai bisognosi
Aprile - Accogliere tutti
Maggio - Rispettare la dignità
Giugno - Essere generosi
Luglio - Operare gesti concreti
Agosto - Avere il coraggio di andare controcorrente
(Michela)
Settembre
Condividere le ansie
e le difficoltà del prossimo
"L'attenzione al prossimo ci fa vedere le sue difficoltà per aiutarlo.
Con questa attenzione fatta di ascolto, di accoglienza, di dialogo, di incoraggiamento, di aiuto concreto, si creano relazioni vere tra le persone - tra chi può dare e chi può ricevere - vincendo l'indifferenza e la cultura dello scarto. Si realizza la condivisione".
Credo che con queste poche righe si possa passare un buon mese di settembre colPassaparola!
Buon "prossimo" a ciascuno, a ciascun lettore.
Tino Rigo
6 settembre 2022
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Fare del bene
al prossimo
"Non dobbiamo accontentarci di non fare del male,
dobbiamo fare del bene.
Solo così si combatte l'indifferenza,
si mette la vita al servizio del prossimo e si vince il male.
In questo modo si illumina il mondo,
si è lievito di miglioramento della società
e sale che dà sapore alla vita"
13 settembre 2022
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Nichiren Daishonin scrisse: «Se accendi una lanterna per un altro, anche la tua strada ne sarà illuminata».
Abbiate fiducia che più alimenterete la fiamma dell’altruismo e più la sua luce diffonderà la
felicità nella vostra vita.
Chi possiede uno spirito altruista è la persona più felice al mondo.
Daisaku Ikeda (tratto da Giorno per giorno, Esperia edizioni).
Il concetto espresso molto semplicemente in questa frase indica che gli esseri umani in realtà sono interconnessi tra di loro, così come con il cosmo e l’infinito indipendentemente dalla distanza e dal fatto che l’altro sia “buono” o “cattivo“, che ci piaccia o meno. Aiutare infatti coloro che ci stanno accanto porta a dimenticare le nostre implicite sofferenze, allargando il nostro cuore e la nostra mente e donando riceveremo senza dubbio il triplo se non oltre rispetto a quello che abbiamo dato.
Allora non sarà impossibile desiderare che chiunque diventi felice così come la nostra stessa felicità può essere una stella che brilla all’interno della nostra famiglia...dunque sperimentiamo che il vero “paradiso“ e la vera gioia possono essere già qui sulla Terra nel nostro vivere quotidiano così come il nostro “inferno” può essere qui e ora laddove si perde speranza e fiducia nella vita. Ecco perché illuminare la strada degli altri ci aiuta ad illuminare la nostra.
Il concetto che tutti siamo legati da un sottile e prezioso filo che una volta illuminato e reso pieno di amore si propaga come un’onda nel cosmo e di riflesso torna a noi...è stupendo - se ci pensiamo - e ci permette anche di guardare con sguardo benevolo anche chi ci fa del male consapevoli che quella è una occasione per noi di allenamento al bene nonostante tutto, ovvero mettere una controtendenza al nostro istinto di rispondere al male con il male e invece guardando con saggezza alla situazione e spezzando questa catena riusciremo a far prevalere il bene.
Il messaggio del Sutra del Loto e del Buddismo di Nichiren Daishonin è che attraverso la fede e la pratica possiamo far emergere la Buddità, lo stato vitale più elevato e illuminato, proprio qui e ora, così come siamo. Questa saggezza illuminata ci consente di comprendere che anche le circostanze che potrebbero sembrare le più sfortunate, come una malattia apparentemente incurabile o un lutto, possono in realtà essere la migliore occasione per mettere in atto la nostra rivoluzione umana e la spinta giusta per realizzare una eccezionale crescita personale.
Guardare al di là delle nostre preoccupazioni personali e agire per il bene altrui rinvigorisce e accelera questo processo. Un’esperienza che prima era vissuta come un fardello ingiusto può trasformarsi nella chiave per capire lo scopo della nostra vita, mentre impariamo come aiutare gli altri a lottare in situazioni analoghe.
Questo processo individuale di rivoluzione umana è la vera scintilla che può innescare il cambiamento su scala globale, perché assumersi la responsabilità di trasformare la propria vita è il primo passo verso la creazione di una società basata sulla compassione e sul rispetto per la dignità della vita di tutti gli esseri umani.
Luisa Giambrone
20 settembre 2022
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Niente in cambio
In una delle operazioni promosse da colPassaparola è successo l'inverosimile, così mi raccontano. Ci ho pensato sopra e mi è nata questa considerazione, spero gradita al lettore, complici l'immagine e lo slogan sopra riportati "facciamo il bene anche se non riceveremo niente in cambio".
Passi l'attenzione ad offrire qualcosa con criterio. E' il minimo che ciascuno deve metterci oltre alla scelta di fare del bene (sempre più evanescente in realtà negli ultimi tempi, tempi duri).
Passi l'esigenza specifica di dover chiedere qualcosa, altrettanto con criterio, da parte di chi ha bisogno (negli stessi tempi duri, le necessità sono sempre di più e sempre più diffuse).
Dall'11 dicembre 2021, quasi un anno, il Comitato colPassaparola ha fatto una scelta precisa, da me annotata e condivisa con molto piacere: "porsi nel mezzo", tra chi è nella necessità e chiede aiuto e chi può offrire qualcosa. Intermediazione pura!
Da un anno le cose stanno andando con questo criterio, intermediazione pura. Forse anche da più tempo, altrimenti come si può pensare fosse emersa, a un certo punto della storia di colPassaparola, questa necessità di scelta? Tanto da essere sancita, quel giorno, con la costituzione di un comitato, un Comitato che promuovesse di fare del bene!
Considero questa scelta - intermediazione pura tra chi chiede e chi può dare - ancora la migliore, al passo coi tempi, e ne spiego il perché.
Fare del bene è diventato compito specifico di Enti ben preparati e collaudati, non si può improvvisare un aiuto, soprattutto fosse economico o coinvolgesse denaro per attuarlo.
Fare del bene, del resto, è strettamente una cosa privata, fino a prova contraria ancora garantita dalla società intera. Ma non si può improvvisare un aiuto (pur sempre lecito "brevi manu" grazieaddio!).
Qualcuno può e vuole specializzarsi a conciliare le esigenze, le competenze, ancora prima le disponibilità per fare del bene, comprese le proprie?
Benvenuto dunque nella dinamica di colPassaparola!
Insieme si può fare.
Prendi contatto!
Ravi
27 settembre 2022
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(Betty)
Gennaio - Farsi prossimo a chi è nel bisogno
Febbraio - Costruire la solidarietà con piccoli gesti d'amore
Marzo - Allargare cuore e braccia ai bisognosi
Aprile - Accogliere tutti
Maggio - Rispettare la dignità
Giugno - Essere generosi
Luglio - Operare gesti concreti
Agosto - Avere il coraggio di andare controcorrente
Settembre - Condividere le ansie e le difficoltà del prossimo
Ottobre
Cogliere il positivo
che c'è negli altri
"Tutti abbiamo dei pregi e dei difetti.
Se mettiamo in luce il positivo si stabilisce una relazione profonda che permette di conoscere l'altro nella sua realtà più vera.
Questo unisce e arricchisce le nostre personalità, fa vivere insieme in armonia.
E' faticoso ma, se non ci si arrende, si colgono i frutti!".
"Solidarietà&Condivisione" vivono di questo concetto.
"Sinergia" ne è l'espressione più alta, da conseguire, da raggiungere.
Tino Rigo
4 ottobre 2022
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Un regalo inaspettato
Una settimana fa il messaggio vocale di un papà, inviato al cellulare del sito colPassaparola: “Ciao, avrei bisogno di vestiti per S. maschio 9 anni, A. femmina 5 anni a novembre, S. maschio 8 mesi...grazie mille!".
La "macchina" si mette in moto inviando il messaggio ai vari nostri contatti (Sinergia!).
Lo stesso papà ha ritirato gli abiti richiesti, tutti in ordine per età, controllati e puliti, pure un box e un seggiolino da neonato...ma, all'interno di uno dei pacchi, c'era anche una busta di denaro inaspettata e sicuramente gradita, d'aiuto alla sua "grande" famiglia.
L'uomo ha ringraziato il coro che, sensibile alla richiesta, ha pensato di aggiungere qualcosa in più.
Grazie Coro "Shalom"!
Non è la prima e non sarà certo l'ultima collaborazione con colPassaparola.
Vorrei fare una mia considerazione sul donare i vestiti.
È un gesto molto bello ma dovremmo esserne più consapevoli e vi spiego il perché.
Quando riceviamo i sacchi degli abiti, il nostro incaricato che si occupa di questo settore, li controlla bene, li divide per età, sesso, taglia, etc. scartando quelli rattoppati, bucati e con parti consumate. Questi non vanno certo alle persone bisognose.
Il lavoro è accurato, pensando a chi riceverà quei capi.
Comprendo bene quanto sia costato ad una persona dover chiedere qualcosa, mettendo a nudo la propria situazione di disagio.
E intuisco che ricevere vestiti dismessi troppo consumati per essere ancora utilizzati possa risultare ancora più umiliante.
Per fortuna c'è chi non la pensa così e lavora con serietà e coscienza affinché il dono sia l'espressione della nostra attenzione.
Silvia Sciarrillo
11 ottobre 2022
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L'asino nel pozzo
Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo.
L'animale pianse e ragliò duramente per ore mentre il contadino cercava di fare qualcosa a riguardo. Alla fine decise che l'asino era troppo vecchio e il pozzo era asciutto da molto tempo e aveva già bisogno di essere tappato,
pertanto non valeva davvero la pena tirare fuori l'asino dal pozzo.
Chiamò i suoi vicini, ognuno prese una pala e iniziarono a gettare terra nel pozzo. L'asino resosi conto di quello che stava succedendo si mise a piangere e ragliare orribilmente.
A un certo punto con sorpresa di tutti l'asino smise di lamentarsi dopo alcune palate di terra. Il contadino guardò in fondo al pozzo e si stupì di ciò che vide...Con ogni palata di terra, l'asino stava facendo qualcosa di incredibile: batteva la terra con gli zoccoli e faceva un passo sopra la terra.
Molto presto tutti videro con sorpresa l'asino arrivare fino alla bocca del pozzo, passare sopra il bordo e uscire trottando.
Esopo, VI secolo a.C.
Ventisette secoli fa, una favola di Esopo.
Come per tutte le epoche, sembra attuale anche per oggi!
Mettiamoci tutti nei panni dell'asino, qualcuno forse di più (chi è nella necessità), qualcuno forse di meno (chi si barcamena), tutti un pochino.
Asino a parte, tutti in realtà potremmo essere, se non il padrone che dovette pure "prendere" una decisione, almeno i suoi vicini: con sorpresa unanime videro trotterellare fuori dal pozzo l'asino...che ce l'aveva fatta!
Buon principio per colPassaparola, da trasmettere con fiducia a tutti coloro che chiedono aiuto e a quelli che, con grandi "palate", tutti insieme e compatti, partecipi di tanta Solidarietà&Condivisione, offrono aiuto per far risalire dal fondo chi è in una situazione difficile.
Tino Rigo
18 ottobre 2022
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Solamente intermediari!
Significativa la favola dell'asino! (vedi articolo precedente: Esopo ci ha ficcato proprio un asino in fondo al pozzo. Animale che oggi rappresenta, lo si dice in gergo, "un asino". Quante volte diciamo a noi stessi "sono stato un asino". A quei tempi però possedere un asino era un privilegio per la vita di tutti i giorni. Tanto che, a malincuore, il suo padrone aveva dovuto prendere una decisione, abbandonarlo a se stesso, troppo vecchio lui e ormai asciutto il pozzo da troppo tempo).
Io credo che la situazione personale di chi versa in difficoltà sia una cosa tutta sua - purtroppo, in tutti i tempi, oggigiorno ancora di più - ne è l'esempio il povero asino caduto nel pozzo! Tanto che gli "osservatori", dall'alto del pozzo, sono rimasti alla fine scioccati dalla sua intraprendenza.
Mi piace proporre un'analisi della situazione, come sempre mi capita di fare quando scrivo per colPassaparola.
Chi è cascato nel pozzo, è colpa sua?
Cosa fiutava ci fosse in fondo al pozzo? Neanche l'acqua c'era più, sembrerebbe di capire dalla favola.
Oppure ha fatto qualcosa di avventato nella sua vita, da cascarci, tanto che adesso la sta pagando?
Oppure vive di circostanze difficili ereditate dal passato, da un contesto di povertà estrema?
Ammesso che in fondo a un pozzo ci siamo tutti un pochino, diciamo la verità, in alcuni aspetti della vita personale di ciascuno.
Ammesso che, dal padrone del pozzo, noi suoi amici siamo chiamati ad essere disponibili per dare tante palate di terra (paradossalmente il padrone da solo non ce l'avrebbe fatta a riempire il pozzo, con tanto di asino dentro che ragliava "affettuosamente" e chissà in che stato d'animo si trovava, in quel momento, pure il suo padrone).
Ammesso che occorra sempre aver fiducia in se stessi, nei propri zoccoli che pigiano la terra che ci viene gettata sul groppo (immaginate che dramma, che insulto?) e che occorra aver fiducia nella benevolenza degli altri (i quali, secondo me, hanno accelerato le palate di terra quando hanno visto la scena in progress!).
Ritengo che colPassaparola, quando riceve una richiesta di aiuto, debba sviluppare questo sentimento ricco di condivisione per una situazione difficile, di disponibilità a una chiamata (da amico) per aiutare qualcuno, di tanta promozione per aver fiducia in se stessi, nonostante tutto, di tanta fiducia nelle "palate" di qualcuno attento e disponibile, che osi prendere l'iniziativa!
Vi assicuro che la scena dell'asino che trotterella fuori dal pozzo, felice di avercela fatta, l'ho intravvista spesso e volentieri nel tempo, tuttora me ne rallegro immensamente, in questi anni di colPassaparola (a novembre del 2023 saranno ormai dieci anni!).
Chi è uscito dal fondo del pozzo come ha fatto quest'asino, possiamo dire - senza ombra di dubbio - che ha fatto tutto da solo, fiato zoccoli testardaggine sua!
Gli altri solamente intermediari.
Quanto desidererei che continuasse così!
Ravi
25 ottobre 2022
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(Stefania)
Gennaio - Farsi prossimo a chi è nel bisogno
Febbraio - Costruire la solidarietà con piccoli gesti d'amore
Marzo - Allargare cuore e braccia ai bisognosi
Aprile - Accogliere tutti
Maggio - Rispettare la dignità
Giugno - Essere generosi
Luglio - Operare gesti concreti
Agosto - Avere il coraggio di andare controcorrente
Settembre - Condividere le ansie e le difficoltà del prossimo
Ottobre - Cogliere il positivo che c'è negli altri
Novembre
Prendere l'iniziativa
"Cosa vuol dire prendere l'iniziativa? E soprattutto in che cosa consiste?
Prendere l'iniziativa è mettersi in gioco in prima persona, nel momento presente, con quello che siamo, le nostre caratteristiche.
E' trovare il modo di dare quello specifico contributo che nessun altro può dare."
Prendiamo l'iniziativa!
colPassaparola attende il tuo contributo!
Tino Rigo
1 novembre 2022
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Verso l'Assemblea
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"Cosa vuol dire prendere l'iniziativa? E soprattutto in che cosa consiste? Prendere l'iniziativa è mettersi in gioco in prima persona, nel momento presente, con quello che siamo, le nostre caratteristiche. E' trovare il modo di dare quello specifico contributo che nessun altro può dare."
Inizia il decimo anno di "passaparola" - così dice la storia - un concetto comparso in una felice operazione del 2013, che tuttora rimane come testimonianza del suo agire.
Stanley, giovane trentenne della Nigeria (prigionia in Libia, attraversamento sul barcone, approdo in Italia) aveva girato per anni diversi luoghi in cerca di un'attività da falegname. Capitò transitasse in quel di Parabiago, in un milanese affollato di gente come lui, ma lui era diverso, l'ombra di se stesso persino mentre suonava il campanello e allungava la mano per chiedere qualcosa. "Come stai? Hai ancora una casa? E il lavoro da falegname?". Girava con in tasca un foglietto, un elenco di macchinari da falegnameria, non si capiva a cosa servisse! Un giorno la svolta, "Non voglio più chiedere la carità, voglio tornare in Nigeria!".
Con la stessa richiesta, a mia insaputa, qualche casa più in là, aveva suonato il campanello di una coppia, miei carissimi amici. Un giorno questi mi raggiungono e mi dicono "Stanley aveva in mano un foglietto - quello stesso foglietto - abbiamo visto che c'era scritto sopra il tuo nome e cellulare. Siamo venuti subito da te, cosa possiamo fare per lui?".
Quel giorno, all'istante, è partito il "passaparola", coinvolgente, concreto, tra una cinquantina di persone. Era il 4 novembre 2013. Stanley, tempo un mesetto, riuscì a tornare Nigeria, biglietto aereo pagato e una cifra corrispondente in tasca (ci sembrava poca roba, in realtà non poco in quel paese).
Stanley mise su casa, si sposò, ebbe due figli e aprì una falegnameria tutta sua! Lo seguimmo ancora per un poco, la coppia di amici che venne quel giorno lo prese a cuore, continuò per anni a supportare le sue necessità, gli aneliti, i passi importanti della sua vita e continua tuttora!
Ora Stanley ha completamente riscattato la sua sofferenza, lotta ancora con le immancabili difficoltà della vita di tutti i giorni, ma ha pienamente riscattato la sua vita. Scoprii, qualche tempo dopo, che quel foglietto era una lista di "vecchi" macchinari che lui aveva già prenotato da un vecchio falegname e che, di passo in passo, era riuscito ad acquistare!
Che bella storia!
Tante persone contattate negli anni hanno avuto la possibilità di ripercorrere le orme di Stanley. (vedi la storia di "Stanley&Co", divenuta poi "StanleyPassaparola", oggi "Comitato colPassaparola").
Le testimonianze, che verranno raccolte nei prossimi articoli, avranno modo di attestarlo, in preparazione dell'imminente Assemblea annuale del "Comitato colPassaparola".
Tino Rigo
8 novembre 2022
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(Betty)
Verso l'Assemblea
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"Cosa vuol dire prendere l'iniziativa? E soprattutto in che cosa consiste? Prendere l'iniziativa è mettersi in gioco in prima persona, nel momento presente, con quello che siamo, le nostre caratteristiche. E' trovare il modo di dare quello specifico contributo che nessun altro può dare."
Le operazioni del "passaparola" continuarono nel tempo, con risultati tali da destare grande meraviglia, dichiarata senza falso pudore, presso gli operatori stessi.
Tocca, stavolta, al vicino della porta accanto. Due storie davvero interessanti.
M. perde improvvisamente il lavoro all'alba dei cinquant'anni, la ditta cambia ragione sociale e non riassume più lo stesso numero di operai, siamo nel novembre 2017. Dramma ulteriore, M. e la sua mamma M. subiscono lo sfratto esecutivo non solo per morosità, anche per legittima necessità del proprietario dell'alloggio. Tengono duro fino all'ultimo giorno utile, forse sperando in un ravvedimento della proprietà, forse semplicemente allibiti e disarmati. Sono costretti a caricare su un furgone quel poco che hanno e lo portano in un deposito "amico".
Che fare? Un'amica del "passaparola" lancia l'allarme. Caritas e assistenti sociali riescono a "ricoverare" mamma e figlio in un alloggio protetto, a un paio di chilometri di distanza, il "passaparola" fornisce loro quanto necessitano a livello personale. Convivono per alcuni mesi con una famigliola con quattro bambini! M. ed M. non vedono l'ora di uscire di casa, anche solo per raggiungere i bagni di un vicino supermercato! Peregrinano ogni giorno al loro vecchio quartiere prendendo l'autobus (di questo costo vengono persino rimproverati!) per ritrovarsi nel loro ambiente naturale. Il disagio cresce...alla fine, dopo sei mesi di convivenza, si trova per loro un alloggio al secondo piano, senza ascensore, in un paese limitrofo, affitto interamente versato per un anno intero dal Comune di appartenenza, mobili e suppellettili varie ricercati e piazzati dal "passaparola". La mamma, claudicante, vede queste scale come una solenne costrizione a casa! Non passa l'anno intero e, autonomamente, il "passaparola" riesce a trovare loro un nuovo alloggio al piano terra, ottenuto con affitto "moderato" grazie agli accordi presi col proprietario e posto addirittura nelle vicinanze della casa dell'altro figlio-fratello! Anche questo alloggio, vuoto di tutto o quasi, viene arredato dagli stessi operatori. Da quel giorno la pace familiare e "sociale" della coppia, dopo quasi due anni di disagio, assume il sapore di una realtà di riscatto vero e proprio!
Quella casa al secondo piano lasciata anzitempo? Sarà data in affitto ad una mamma che ottiene, dopo anni di Istituto, la parziale tutela delle tre figlie. La loro storia sarà oggetto del prossimo articolo...
M. e P. hanno tre figli piccoli. Di origine rumena (dato di fatto Comunità Europea) sono sotto sfratto esecutivo, si avvicina il Natale 2019. Il giorno fatidico dovranno lasciare la loro casa, a suo tempo acquistata con un mutuo, rate non ottemperate da anni. Intervento dell'Ufficiale Giudiziario, il papà andrà da una parte, la mamma forse no, potrà seguire i tre figli necessariamente "requisiti" dagli assistenti sociali. Questo il panorama che appare agli operatori del "passaparola" che si erano precipitati nella loro casa per pagare una multa cospicua e inappellabile ricevuta dal papà, in giro con auto straniera non omologata, con la quale poteva lavorare, un lavoro professionale preciso e specifico, grazie al quale dava dignità alla famigliola. In una settimana esatta viene trovato per loro un alloggio "in comodato d'uso", attrezzato alla bell'e meglio, l'evento straziante scongiurato, la famiglia - convinta del passo fatto - prende fiato, passa un vero Natale e consegna, pacificamente, le chiavi della vecchia casa. In questo cortile la famiglia viene seguita, tenuta d'occhio da un gruppo di parenti ivi residenti ed amici del "passaparola" al punto tale che, dopo qualche mese, viene messo a disposizione un alloggio di loro proprietà al piano terra, nella stessa corte, con affitto calmierato. Il papà bravissimo operaio edile, in un paio di mesi lo "ristruttura" e lo adegua a norma. Convinto e sostenuto dal "passaparola", pur con qualche riluttanza iniziale, apre una partita IVA, ricomincia a lavorare con tanta passione e bravura, riprende contatti con la sua vecchia ditta che gli offre commesse su commesse. Oggigiorno la famiglia procede verso un completo riscatto sociale!
"colPassaparola", di anno in anno, si dimostrò un buon metodo, molto efficace, per affrontare le situazioni di necessità!
Tino Rigo
15 novembre 2022
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Verso l'Assemblea
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"Cosa vuol dire prendere l'iniziativa? E soprattutto in che cosa consiste? Prendere l'iniziativa è mettersi in gioco in prima persona, nel momento presente, con quello che siamo, le nostre caratteristiche. E' trovare il modo di dare quello specifico contributo che nessun altro può dare."
Il "passaparola", divenuto nel frattempo "colPassaparola", porta a termine operazioni di varia natura durante gli anni 2020 e 2021 e perfeziona il metodo di intermediazione pura tra chi necessita e chi può dare, per tutto il 2022.
Smontaggio, trasporto e rimontaggio di mobili da riciclo in case dove c'è grande necessità, assegnazione di abiti e suppellettili per la casa secondo richiesta, consegna di carte prepagate di supermercato (quello abitualmente frequentato dalla famiglia in difficoltà), consulenze e aiuti per trovare casa o un nuovo lavoro. Spesso e sempre di più sono operazioni effettuate in "sinergia" con altre Associazioni o Istituzioni pubbliche, tutto riportato su OPERAZIONI REALIZZATE.
J. come è andata la tua storia? Come è iniziato tutto?
Sono entrata in quella casa al secondo piano (ndr: vedi articolo precedente). Il proprietario dell’alloggio non volle neanche i tre mesi di anticipo! Visto che mi trovavo, in quel periodo, in una situazione particolare, senza un lavoro fisso, ho chiesto aiuto al “passaparola”. Uscivo da un’esperienza comunitaria mamma/bambino con le mie tre figlie, durata due anni. Esco...e questa casa è proprio quello che ci voleva, mi serviva per riuscire ad ottenere l’affidamento esclusivo delle bambine! Lavoro trovato, casa riempita di mobili - e di altro - dal "passaparola". Grazie amici del "passaparola"!
Poi hai cambiato casa perché hai ottenuto la tutela completa delle tue ragazze, ti è stata assegnata una casa popolare.
Nel frattempo, trovo una stabilità lavorativa, altri mobili per questa nuova casa "definitiva", ben sistemati dagli stessi amici. Finalmente riesco a dormire serena la notte! Da un bilocale siamo passati ad un alloggio dove ognuna di noi ha una sua stanza. Ed io, finalmente, ne ho una tutta per me!
Adesso, tu ringrazi "colPassaparola" - e ci sta - come pensi di mantenere un contatto?
Mi rendo disponibile per quello che c'è di bisogno, secondo le mie possibilità e capacita!
J. parteciperà - invitata e a pieno titolo - all'Assemblea annuale del "Comitato colPassaparola", seguirà i lavori e indicherà le linee programmatiche insieme a tutti gli aderenti presenti e soprattutto sarà affiancata da altri personaggi che, come lei, hanno vissuto la stessa esperienza. Il Comitato approverà un'innovazione per il suo Statuto e queste persone saranno chiamate *"Partecipanti", completeranno l'elenco degli aderenti al Comitato in aggiunta a quelli che sono stati già indicati come *"Promotori" e *"Sottoscrittori".
Tino Rigo
22 novembre 2022
*"Promotori" sono persone che liberamente accettano di costituire il Comitato, sottoscrivendone il suo Statuto e collaborando alla sua gestione tramite gli opportuni organismi interni previsti dalla legge, internamente eletti.
*"Sottoscrittori" sono persone che esauriscono con libera oblazione (mobili, suppellettili, vestiti, denaro, tempo libero, competenze) il loro contribuito al Comitato, senza dover partecipare alla sua gestione, partecipando a pieno titolo alle sue assemblee per suggerire e promuovere le scelte operative.
*"Partecipanti" sono persone che sono state aiutate nel tempo dal "Comitato colPassaparola", che hanno temporaneamente o in modo definitivo superato lo stato di necessità e che vogliono, a loro volta, essere d'aiuto a chi fosse in difficoltà.
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Iniziativa presa!
Si è conclusa positivamente l'Assemblea Annuale del
Corrono nuovi tempi...
Ventiquattro persone riunite in Assemblea. Non poche, visti i tempi che corrono. Mi scuso per questo stereotipo che continuo ad usare - visti i tempi che corrono! - ma mi viene (troppo) spontaneo utilizzarlo. Faccio anch'io un salto di qualità: "Corrono nuovi tempi!". E vi spiego il perché. Utilizzo questa stessa pagina, ringraziando sempre per la gradita accoglienza ed ospitalità.
Cosa vuol dire prendere l'iniziativa? E soprattutto in che cosa consiste?
Per quattro settimane questa domanda, con la relativa auto-risposta inclusa, è stata il live motive di "in prima pagina", trascinando con sé in questo mese di novembre, di settimana in settimana, il racconto di alcune operazioni importanti effettuate da colPassaparola.
Visti i fatti a cui ho assistito - con molto piacere - durante l'Assemblea del "Comitato colPassaparola" di sabato scorso, questa domanda ha avuto risposte multiple e valide, a mio modesto parere. Se avete pazienza di leggermi, ve le elenco! Non mancate però di osservare bene, prima di proseguire, la foto che accompagna questo articolo (il classico buco luminoso, laggiù, in fondo al lungo sentiero nel bosco).
1 - Gli aderenti al "Comitato colPassaparola" sono cresciuti, con nuovi personaggi al proprio interno. Persone che erano state aiutate in operazioni realizzate, che stanno tirando il fiato oppure ne sono uscite del tutto, adesso vogliono a loro volta aiutare chi è in difficoltà. Sono stati chiamati "Partecipanti" e sono entrati, a pieno titolo come aderenti nel Comitato, con la solenne approvazione unanime del nuovo Statuto. Sono in aggiunta ai "Promotori" (cioè quelli che hanno sottoscritto lo Statuto del Comitato e lo sorreggono) e ai "Sottoscrittori" (cioè quelli che, una tantum, danno qualcosa per chi chiede aiuto, ma non se la sentono di collaborare alla gestione del Comitato e che sono la stragrande maggioranza degli aderenti).
E' una cosa sorprendente. Non aggiungo altro se non che non l'ho mai riscontrata, espressamente, in nessuna realtà assistenziale - chiamiamola così - laddove chi è stato aiutato, ora si presta apertamente per aiutare a sua volta!
2 - Il Comitato viene rilanciato per un altro anno, confermando in pieno i suoi scopi. Non c'era obbligo alcuno di mantenerlo in vita, per sua natura un comitato dura quanto si vuole farlo durare. Acquista pure sette nuovi "Promotori", oltre ai nuovi aderenti di cui sopra.
3 - Il Comitato agisce come "intermediario puro" tra chi necessita (e chiede) e chi ha la possibilità di dare. Agisce ed agirà sempre di più, decisamente, in tal senso. Se non si è ancora capito bene...chi colma la necessità di chi chiede è come lo facesse direttamente, con l'intermediazione pura del "Comitato colPassaparola", attraverso le procedure interne legate al suo Sito, fatta salva la dovuta riservatezza e anonimato, sia per chi chiede sia per chi offre, che il Comitato garantisce e sancisce come sua caratteristica peculiare!
Tanto vi dovevo di cuore,
Ravi
29 novembre 2022
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Gennaio - Farsi prossimo a chi è nel bisogno
Febbraio - Costruire la solidarietà con piccoli gesti d'amore
Marzo - Allargare cuore e braccia ai bisognosi
Aprile - Accogliere tutti
Maggio - Rispettare la dignità
Giugno - Essere generosi
Luglio - Operare gesti concreti
Agosto - Avere il coraggio di andare controcorrente
Settembre - Condividere le ansie e le difficoltà del prossimo
Ottobre - Cogliere il positivo che c'è negli altri
Novembre - Prendere l'iniziativa
Dicembre
Aiutare a rialzarsi
La sequenza delle citazioni nei vari mesi (farsi prossimo, costruire la solidarietà, allargare il cuore, accogliere, rispettare, essere generosi, operare gesti concreti, avere il coraggio, condividere, cogliere il positivo, prendere l'iniziativa) viene chiusa da questo ultimo intervento che vorrebbe essere di grande aiuto per tutti: Aiutare a rialzarsi.
"Nella vita incontriamo difficoltà, possiamo inciampare e cadere: sono il segno della nostra debolezza e del nostro limite di cui dobbiamo renderci conto.
Se amiamo chi è in difficoltà lo aiutiamo a rialzarsi, senza mortificarlo ulteriormente, incoraggiandolo e sostenendolo.
Il fratello aiutato dal fratello riprende fortificato e con fiducia il cammino della vita".
Chiude un anno solare, chiude un anno sociale di colPassaparola. Rileggo, io stesso, le OPERAZIONI REALIZZATE quest'anno e mi commuovo.
Mi congedo da voi, da questi inserti mensili di "in prima pagina" durati un anno intero.
Tino Rigo
6 dicembre 2022
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(Giuseppe)
Storie di solidarietà
- 1 -
Storie di solidarietà
- 2 -
Continua la nostra proposta di letture in attesa del Natale e dell'Anno Nuovo.
Altre tre storie, una vicinissima al territorio in cui opera colPassaparola, una che sembrerebbe non avere territorio alcuno tanto da essere così "semplice" e splendida, una che - apparentemente - sembra affondare in un territorio senza territorio (pubblichiamo quest'ultima non per deprimerci, ma per innalzare la nostra sensibilità, al giusto livello!)
Ospedale di Rho, Mercatino di Natale
"Ringrazio a nome mio e degli "Amici di Stanley" per l'opportunità che ci è stata riservata invitandoci al Mercatino. Nonostante siamo stati gli ultimi diciamo che è andata bene. Saranno contente le famiglie in difficoltà che usufruiranno di una card alimentare che acquisteremo col ricavato".
Ci era stato proposto di partecipare, a turno con altri, al Mercatino interno Ospedale di Rho e come "Amici di Stanley" abbiamo colto l'occasione al volo! Di tutta fretta ci siamo impegnati per fare i nostri lavoretti che poi abbiamo venduto: nonostante viviamo un periodo buio dove si denota solo egoismo diffuso, c'è ancora una fetta di gente che sa essere vicina a chi ha bisogno e acquista manufatti al posto di altri...abbiamo trovato così il "nostro Natale".
Manuela
LA STORIA di StanleyPassaparola - Benvenuti su stanleyeco! (jimdofree.com)
Progetto Tucum: tecnologia ed economia sospesa
insieme per combattere la povertà
In quel momento - racconta Giandonato Salvia - pensai: "Come posso offrire al bar un caffè sospeso, allo stesso modo io potrei offrire un farmaco in farmacia, una visita medica presso uno studio specialistico o della frutta dal fruttivendolo". Un'intuizione che ha generato l'idea di uno strumento che intendevo mettere a disposizione per il contrasto alla povertà in termini sia di distribuzione di beni e servizi a persone e famiglie che di restituzione di occasioni lavorative per coloro che le hanno perse. E le povertà più grandi, in un contesto di strada, sono fondalmente due: l'assenza di una casa e l'impossibilità di trovare un lavoro.
Progetto Tucum: tecnologia ed economia sospesa insieme per combattere la povertà | Italia che cambia
Morire di freddo a diciannove anni nella città più ricca d'Italia
è una vergogna senza fine
Il fratello di Mostafa: "Voleva aiutare la sua famiglia, soprattutto la sorella maggiore. Noi siamo poveri e voleva renderci la vita più facile, così ha messo a repentaglio la sua".
Bolzano, morto di freddo a 19 anni: "Nel dormitorio non c'era posto" - la Repubblica
Al momento di andare in stampa - come si suol dire - ecco un'altra storia edificante, di pieno e "indiscutibile" riconoscimento di Solidarietà&Condivisione
https://www.avvenire.it/papa/pagine/il-papa-festeggia-i-suoi-86-anni-premiando-l-amore-ai-poveri
E poi il saluto a una carissima amica di colPassaparola
Ciao Carla!
19 dicembre 2022
"E' bastato conoscere Carla e, in un istante, si è fatta subito una di noi. Anche se le parola sono ben poca cosa in queste circostanze, porgiamo a te, a papà e a tutta la famiglia le nostre più sincere condoglianze"
colPassaparola
Questo il messaggio inviato alla figlia.
Carla ci ha conosciuto e ben presto scriveva sulla nostra chat:
"Non sono di penna facile ma appoggio le iniziative di attenzione attiva alle persone e quindi sicuramente "colPassaparola" (che finora ho seguito solo riguardo l'attività svolta da voi operatori effettivi)
(22 maggio 2021).
E ancora: "Sto leggendo i vari articoli (ndr proprio di questa "in prima pagina"!). Grazie ancora!".
(Uno dei martedì - come oggi - quando esce l'articolo settimanale)
Lo Statuto è chiaro, lineare ed esaustivo. Grazie per per la costanza e l'impegno messo in campo per raggiungere la stesura di questo documento.
(6 novembre 2021)
Grazie! Sono contenta anch'io di far parte immeritatamente del vostro gruppo collaudato.
E Carla firmò la costituzione del "Comitato colPassaparola"
(13 novembre 2021)
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L'anno nuovo
Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
"Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno."
Gianni Rodari
27 dicembre 2022
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