"passaparola!"
Solidarietà&Condivisione
<Andare avanti sempre con fiducia e convinzione> (Isa)
"in prima pagina"
2024
ma ricordati di leggere
e anche un po' di storia!
La Storia di "Stanley&Co" (4 novembre 2013 - 11 ottobre 2018)
La Storia di "StanleyPassaparola" (11 ottobre 2018 - 9 ottobre 2019)
La Storia di "colPassaparola" (13 novembre 2019 - 13 novembre 2020)
La Storia di "Comitato colPassaparola" (13 novembre 2021 - 12 maggio 2024)
"Work In Progress" (dal 21 maggio al 24 settembre 2024)
"in prima pagina" anno 2018-2019
"in prima pagina" anno 2017-2018
Buon 2024
Come
un bimbo piccino eccoti colmar le ore attese
arrivar tra le genti che, ansiose, ti attendono.
A te ognun si appresta a chieder
tutto ciò che il cuore possa rallegrar.
Una ventata di novità che il nostro animo allietino,
che le ore attese in salute trascorrano,
come armoniose note che s’apprestano
a donar carezzevoli gioie d’amor condiviso.
Bimbo piccino, ognun da te attende
che il tuo tempo sia una dolce carezza,
come un lieve refolo di vento,
che dolcemente, amorevolmente,
si avvicina al cuore teneramente.
Caro 2024 non deluder le attese,
ferma la mano di color che, maldestramente,
si dimenticano d’esser parte dell’umanità.
Regalaci tante gioie, tanta salute,
tanta serenità, dolcezze ed armoniose allegrie.
E ti ricorderemo come un saldo valore
di speciali doti che ci avrai donato.
Auguroni Felice Anno Nuovo
Gaetano D’Alessio
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Gennaio 2024
Prestare attenzione
Un cuore che ama non è chiuso in se stesso ma attento ad ogni prossimo, per cogliere le sue necessità e aiutarlo. E' un cuore che presta attenzione.
Il bene fatto al fratello ci ritorna sempre come serenità interiore, perché è la nostra stessa umanità che viene aiutata.
Quando si tratta di fare il bene, dobbiamo essere generosi e non possiamo mettere dei limiti.
La nostra azione per fare il bene può essere diretta a chiunque senza fare alcuna distinzione.
Ci sono persone che sono instancabili nel fare il bene. Usano tutta la creatività che l'amore suggerisce per aiutare chi ha bisogno.
Diffondiamo la cultura del DARE, favoriamo tanta solidarietà e condivisione.
2 gennaio 2024
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Indicazioni operative - 1
Intermediazione pura
Donatella apre il Sito colPassaparola.it e ci chiama sul cellulare.
Vorrebbe offrire un divano in ottimo stato. Facciamo presente che il nostro problema è trovare un camion, chi necessita ci sarebbe.
Per alcuni giorni corrono con lei conversazioni sul cellulare.
Gli accordi sono quelli di sempre, come da metodo, cioè saremo noi di persona ad accompagnare chi necessita in loco, per il ritiro.
All'appuntamento, finalmente fissato, questa signora si presenta con in mano due cose, un sacchetto nel quale c'è un pandoro (che offre con delicatezza a chi riceve il divano) e, inaspettatamente, una busta che consegna all'operatore del Comitato colPassaparola. Lì dentro, con stupore, troviamo proprio la cifra che ci occorreva per il vettore!
Questa operazione compiuta, una delle ultime del 2023, fa testo!
Per inquadrare una nuova indicazione operativa che il Comitato colPassaparola vorrebbe darsi - intermediazione pura - viene spontaneo tratteggiare alcuni quesiti di facile comprensione.
"Senta, potrebbe garantire lei qualcuno che smonti la sua cucina e la porti al piano? Così un camion può recuperarla con più facilità!". Oppure: "Potrebbe trovarlo lei un camion che porti a una famiglia in difficoltà la cucina che lei vuole offrire?". O ancora: "Possiamo cercarlo noi il camion, lei potrebbe farsene carico, contribuendo?".
Viceversa: "Potresti venire tu di persona a smontarti la cucina che ti serve, se sei in grado di farlo?". O almeno "Potresti venire ad aiutare una persona competente, trovata da noi, che te la smonta? Caricarla sul camion e portartela a casa tua? Magari con un camion trovato da te." (n.d.r. il metodo vuole promuove una responsabilizzazione da parte di chi riceve, per una contribuzione minima di tempo o denaro, secondo le proprie possibilità, da zero a poco a tanto...quel che basti!).
Al camion, se qualcuno non potesse contribuire, ci pensiamo noi! O meglio, troviamo noi la persona che può offrire una cifra utile al trasloco (magari ha già segnalato la sua disponibilità tramite il Sito!) come se fosse lei stessa ad aiutare direttamente di persona, tramite colPassaparola.
L'intermediazione crescerebbe e prederebbe piede con più facilità!
Fin qui un esempio per quanto riguarda mobili o arredo per la casa, accessori o piccoli elettrodomestici.
Immaginate adesso la competenza propria che qualcuno potrebbe offrire per gestire le richieste di aiuto "cerco lavoro" oppure "cerco casa" oppure "cerco aiuto per sbrigare una pratica" vitale per la persona o per la famiglia? L'intermediazione pura garantirebbe che persone competenti, che lavorano in questi campi o ci hanno lavorato negli anni, possano prestare il proprio tempo libero, grazie al contatto con colPassaparola. Oppure ci scappa che qualche volontario intraprenda, di punto in bianco, questo servizio per sensibilità propria.
Non è da spiegare o da commentare l'offerta che spesso riceviamo di schede prepagate di supermercato (per una spesa viveri vitale, ben appurata) nel caso qualcuno volesse donarle tramite colPassaparola!
Sarebbe da rinverdire addirittura l'esperienza positiva, fatta ancora tempo addietro, di accompagnare direttamente al supermercato la persona che necessita. L'operatore di colPassaparola potrebbe conoscerla meglio, approfondire il colloquio con tanta condivisione e solidarietà, potrebbe visionare, con discrezione, il contenuto del carrello condividendo - addirittura consigliando - la scelta di prodotti di prima necessità, per presentarsi poi alla cassa per il pagamento secondo la cifra stabilita e dichiarata in partenza.
In sostanza questa indicazione operativa, di intermediazione pura, può servire per agevolare gli operatori di colPassaparola anche con una partecipazione attiva del donatore e del ricevente di varia natura: tempo, logistica, denaro.
Chi vuol contattare colPassaparola può offrire aiuto come se fosse lui stesso a darlo di persona. Chi vuol chiedere aiuto lo riceve senza troppi passaggi, come se lo ricevesse di persona da chi aiuta! Anonimato garantito per tutti. Ci mette "la faccia" colPassaparola!
Nei prossimi due articoli di gennaio saranno illustrate le indicazioni operative che colPassaparola vorrebbe attuare per un Momento Operativo Comune e per realizzare tanta Sinergia.
Tino Rigo
9 gennaio 2024
E' gradito il riscontro del lettore tramite
messaggi whatsapp al cellulare del Sito 351 5443995
o via mail a [email protected]
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Indicazioni operative - 2
Momento Operativo Comune
Martedì sera, ore 18.00, va in scena colPassaparola!
Ogni martedì della settimana.
Ci piacerebbe che la gente che viene a conoscere colPassaparola, che l'apprezza e vuol collaborare, possa partecipare, attraverso i cosiddetti social, ad un incontro collettivo.
Questa è un'indicazione operativa emersa durante l'Assemblea annuale del Comitato colPassaparola. Potrebbe durare un paio d'ore, dalle 18.00 alle 20.00 del martedì di ogni settimana, due ore dedicate ad un incontro aperto a chi volesse, anche solo di ascolto, senza interlocuzione forzata.
Due ore nelle quali ci si potrà collegare con uno dei metodi, ormai conosciuti da tutti, per una conversazione collettiva.
Due ore entro le quali far conoscere le segnalazioni arrivate durante la settimana, le operazioni che stanno partendo, quelle che si stanno concludendo o quelle a cui manca ancora qualcosa, quelle concluse positivamente. Insomma una rassegna dinamica di informazioni utili per partecipare, condividere e solidarizzare.
Due ore in cui chi vuole si collega per un attimo, per il tempo che vuole o che ha a disposizione, mentre sta tornando a casa in auto dal lavoro, mentre sta cucinando per la cena, mentre sta cercando un'occasione per mettersi al servizio di qualcosa o di qualcuno. Sembra difficile? In realtà questo Momento Operativo Comune, se si vuole, è possibile realizzarlo!
Questa necessità è emersa per creare sempre di più compagine, gruppo di lavoro, per "stanarci" da possibili pigrizie a fronte di impegni propri sicuramente basilari quando importante è anche aiutare qualcuno in difficoltà.
"Il bene fatto al fratello ci ritorna sempre come serenità interiore, perché è la nostra stessa umanità che viene aiutata" recitava l'articolo della prima settimana di gennaio, valido per tutto il mese e per tutta l'annata all'insegna della cultura del DARE!
Tino Rigo
16 gennaio 2024
E' gradito il riscontro del lettore tramite
messaggi whatsapp al cellulare del Sito 351 5443995
o via mail a [email protected]
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Indicazioni operative - 3
Sinergia
"Voi di colPassaparola potete fare qualcosa?".
Spesso ci viene sottoposta questa domanda da Associazioni, Enti o Istituzioni varie con cui siamo in contatto, che già operano sul territorio (Centri d'ascolto e di distribuzione Caritas, Armadio Solidale, San Vincenzo, Centro d'aiuto alla vita, Associazioni di Volontariato, Assistenti Sociali di vari Comuni).
Il Sito colpassaparola.it vorrebbe mettersi a loro disposizione.
Lo ha sempre fatto, ma adesso lo farà come una delle sue indicazioni operative in atto. Vorrebbe creare tanta "Sinergia" secondo i dettami dello Statuto stesso del Comitato colPassaparola, tra i quali "fare sinergia" è forse il primario.
L'Intermediazione pura, prima indicazione operativa, rende più snello l'intervento a favore di chi necessita. Immaginate, ancora di più, come sarebbe d'aiuto per un'associazione, un ente che fatica a fare del bene, come ultimamente fatica si fa, ahimè! L'aiuto reciproco migliorerebbe tante situazioni e le forze che entrerebbero in gioco si moltiplicherebbero, il volontariato crescerebbe a dismisura, per il bene di chi è in difficoltà e per quello stesso di chi vuole aiutare.
Il Comitato colPassaparola si renderà ancora più utile a chi opera nel sociale attraverso la seconda indicazione Momento Operativo Comune che migliorerà la propria attività. Le operazioni si potranno svolgere con più dinamismo, partecipazione e concretezza!
Alcuni operatori di colPassaparola incontreranno infine nei prossimi mesi queste realtà presenti sul territorio, alcune già conosciute altre nuove, in un momento del loro abituale incontro assembleare a cui chiederanno di poter partecipare. Lì potranno presentare brevemente il loro Sito, potranno illustrare quanto può essere utile parlarsi tra di noi, concretizzare insieme l'aiuto per i bisogni della gente, intersecando tra di noi o con noi momenti operativi comuni, in Sinergia!
Inutile dire che il Comitato colPassaparola con queste tre innovazioni operative "Intermediazione pura", "Momento Operativo Comune" e "Sinergia", potrà crescere e potrà davvero fare cose buone per lo scopo per il quale è nato!
Tino Rigo
23 gennaio 2024
Al termine di questi tre articoli
circa le indicazioni operative
diventa indispensabile,
oltre che gradito,
il riscontro del lettore
tramite messaggi whatsapp
al cellulare del Sito 351 5443995
o via mail a [email protected]
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La natura non teme l'inverno, il difficile rigore climatico, anzi, si accende
nei chicchi vermigli della nandina, nelle sue foglie verdi e croccanti,
nei grappoli pesanti che si offrono generosamente al becco affamato e coraggioso.
La natura è maestra di pazienza; sfida il tempo e regala generosamente profumi e colori.
Osservare è un'emozione gradevole.
C.
Piacevoli riscontri
Ottima idea quella degli incontri del martedì sera!
Quando si comincia? Su quale piattaforma?
(Marco)
Comincia così una serie di riscontri piacevoli circa gli articoli sulle innovazioni operative che sono all’esame di colPassaparola (vedi articoli precedenti a questo).
Ho letto gli articoli. Non sono difficili. Le proposte sono interessanti. Per quanto riguarda sinergia e intermediazione penso che bisogna procedere a piccoli passi con pazienza ma alla fine il risultato potrebbe essere grandioso. Per la conversazione collettiva online... perché non provare?
(Maria)
Esserci nel momento del bisogno! A volte bastano piccole cose fatte con il cuore per dare gioia a qualcuno.
Anche se a volte non si riesce a fare quello che necessita o qualcosa non va in porto, bisogna sempre aver fiducia nella provvidenza.
Se escono innovazioni per quanto riguarda il metodo...ben vengano se possono servire!
Aggiungerei anche che è importante avere la consapevolezza di farlo per gli altri e per chi ha bisogno, senza pensare a noi per quello che facciamo.
(Silvia)
Mi sembrano articoli che delineano in modo splendido sia il metodo che prevede i tre momenti, sia la potenzialità che sottendono: lo slancio operativo adatto ad ogni persona, nel proprio specifico ambito di competenze, in qualsiasi stato/situazione della vita si trovi.
(Marisa)
Sinergia e disponibilità al primo posto per poter fare del bene insieme.
(Donatella)
E' molto difficile prendere altri impegni come Centro di Ascolto Caritas, ma sono contento di ricevere aggiornamenti e di scambiarci le richieste di necessità.
(Pino)
Credo che la proposta contenuta negli articoli sia molto valida e apprezzabile anche perché lascia molta libertà di intervenire e semplicemente ascoltare gli sviluppi di ciò che viene proposto e realizzato durante la settimana dal Comitato. Personalmente sono già impegnato con la Caritas della mia parrocchia ma non fa mai male adoperarsi per fare il bene in tutte le occasioni possibili!
(Sergio)
Ma quando avverrà questa così tanto desiderata Sinergia? Ne parliamo da così tanto tempo e vederla
camminare ancora accanto ad utopia mi fa male.
Mi viene in mente la parabola del seminatore, e mi chiedo: che terreno troverà, dove andrà a finire il seme che andremo a spargere? Noi possiamo
coltivare la Speranza che questo seme possa trovare un terreno fertile. Essenziale da parte nostra continuare a credere di essere già noi parte di quel terreno fertile, far vedere la nostra
sinergia frutto di tanta fatica, auspicio di una grande piantagione aperta a tutti dove si possa godere e donare a tutti il frutto di questa benedetta Sinergia.
Il nutrimento di questo campo è e dovrà essere sempre l’Amore per il bene comune, niente di
meno.
Allora, andiamo con entusiasmo, diffondiamo, facciamo conoscere la fragranza di questo frutto perché tutti ne possano godere ed essere ammaliati. Auguri di buona semina a tutti noi.
(Giovanna)
L'idea di coinvolgere a quattrocchi le altre realtà di solidarietà è un pensiero molto buono, e sicuramente porterà dei progetti più mirati a quelle persone che chiederanno
aiuto!
(Elena)
Grandi!!!
Ottima organizzazione. La sinergia porta sempre buone cose.
(Sonia)
Condivido totalmente quanto scritto in riferimento ai tre momenti operativi.
(Silvano)
Grazie per tutto quello che fate. Personalmente penso che le opinioni espresse negli articoli siano ineccepibili. Cerco di trasmettere la mia opinione in merito. Condivido pienamente quanto scritto sul sito.
Mi auguro che le iniziative siano sempre condivise, sia con le persone del gruppo, che con le persone che in qualche maniera vengono "aiutate". Perché le idee quando sono espresse e diventano realtà possono avere un valore speciale, perché chi riceve spesso può essere testimone e tramite di una nuova realtà fatta di condivisione e di apprezzamento per ciò che ha vissuto direttamente.
(Gaetano)
Leggo sempre con attenzione gli articoli ed in merito agli ultimi tre relativi alle tre nuove linee guida ne appoggio pienamente lo spirito.
Credo sia necessario battere l'inerzia del nuovo "cammino" e "tenere botta" alle prime difficoltà/rallentamenti.
Io non sono un tipo "social" ma un po' di pubblicità potrebbe diffondere maggiormente le intenzioni, arrivare ad orecchie al di fuori del giro di conoscenze ampliando maggiormente le possibilità di interazione anche con altri enti...ad maiora!
(Marco)
Ho letto e riletto gli articoli. Parto dall'ottimo input benefico che propone “diffondiamo la cultura del dare, favoriamo tanta solidarietà e condivisione” e schematizzo e annoto le mie riflessioni durante la lettura degli altri.
Intermediazione pura: il volontariato crescerebbe per il bene di chi è in difficoltà, io dico (dalle difficoltà tutti imparano).
Momento operativo comune: partecipazione e dinamicità. Ok.
L'una più l'altro = indicazione per realizzare sinergia tra realtà operanti sul territorio.
I principi e le riflessioni sono precise, importanti belle ma, tra le righe, leggo e avverto una vena di amarezza, come se quello che le persone impegnate fanno non sia sufficientemente realizzato in pienezza. Il tempo a disposizione è da distribuire tra le necessità esterne e quelle famigliari. Io sono la prima a dare una mano ma dietro le quinte. Se mi viene chiesto di procurare materiale per la casa, stoviglie o lenzuola, io mi attivo, recupero o provvedo, consegno...e il mio contributo finisce lì...per motivi famigliari.
(C.)
Concordo pienamente con l'ultima frase dello scritto del 23 gennaio scorso: "Il Comitato colPassaparola con queste tre innovazioni operative potrà crescere e potrà davvero fare cose buone per lo scopo per il quale è nato!".
(Alberto)
Seguo spesso il sito di colPassaparola e, leggendo i periodici aggiornamenti, nasce in me il desiderio di coinvolgermi più attivamente.
(Damiano)
Penso che le tre proposte operative (intermediazione pura, momento operativo comune e sinergia) siano davvero ottime innovazioni per il Comitato colPassaparola. Spero con tutto il cuore di poter dare anche il mio contributo affinché si possano concretizzare!
(Serena)
30 gennaio 2024
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"Non ci è rimasto più nulla da dare!
Potremmo ancora dare..."
Continua, con il mese di febbraio, la proposta di colPassaparola per incrementare una cultura del DARE.
6 febbraio 2024
"Non ci è rimasto più nulla da dare...potremmo ancora dare"
Mentre gli ultimi comunicati dei notiziari televisivi e dei social media danno previsioni catastrofali sul futuro che ci aspetta mostrando foto e filmati di eventi meteorologici estremi ed inaspettati che causano danni alle persone, alle proprietà o all'ambiente. O assistiamo ad approfondimenti sul riscaldamento globale che porta le temperature del nostro pianeta ad alzarsi e ad accelerare lo scioglimento dei ghiacciai come reagisce lo spettatore?
Sembra che lo spettatore si sia abituato a sentire “sempre” le stesse notizie da farsele scivolare addosso come se l'argomento non fosse di sua competenza; “non dipende da me, ci pensassero i GRANDI della terra a risolvere i problemi dell'inquinamento!”
Qualcosa POSSIAMO ancora fare, non solo per noi, ma per tutto il genere umano.
Sì tratta di piccole azioni quotidiane:
1 Prediligere mezzi di trasporto a basso impatto per gli spostamenti quotidiani;
2 Ridurre i viaggi a lunga tratta e prediligere il treno rispetto all'aereo;
3 Azioni per ridurre i consumi energetici in casa;
4 Passare a fonti di energia rinnovabile;
5 FARE acquisti consapevoli;
6 Consumare meno, consumare meglio;
7 Non sprecare il cibo;
8 Prima di buttare un oggetto, aggiustiamolo;
RIDUCI, RIUSA, RIPARA, RICICLA.
“potremmo ancora dare"
Silvia Sciarrillo
Proprio ieri sera mi sono messo in poltrona dopocena, per ascoltare le notizie dei telegiornali.
Da tanto tempo rifuggivo questa eventualità, un po' per coscienza altissima che avrei ascoltato una sequenza infinita (e uguale a se stessa da tempo, quasi preconfezionata, non parliamo di politica dove la carrellata in cui tutti devono comparire e poter dire la loro potrei farvela io, se mi chiamate!)...una sequenza di notizie una più brutta dell'altra, una più strana dell'altra, una più singolare dell'altra. Un po' rifuggivo per altri motivi contingenti.
Ma le notizie "normali" e soprattutto "positive" i cronisti le hanno dimenticate? O quantomeno, se stai dando una notizia discutibile, vista l'ora e le possibile presenza di minori all'ascolto peggio ancora alla visione, uno sforzo per dire l'essenziale, se proprio lo devi dire, non sarebbe auspicabile, professionalmente parlando?
Volevo dirvi che la prima immagine che ho visto, appena seduto, erano "decine di immagini" di palazzi sventrati dalle bombe, sotto i quali la gente vive a Gaza, senza più pareti solo la copertura frammentata delle solette di cemento armato che hanno resistito, in qualche modo, alle bombe. La gente seduta come può cucina legge accudisce i bambini i vecchi sdraiati come possono chiacchiericcio infinito angosciante senza aspetti privati se non coperti da un vago lenzuolo a fare da parete...e quant'altro! Il cronista dice persino "un solo gabinetto" per 250 persone! No comment.
Occorre provare la guerra? Occorre averla provata (qualcuno tra i più anziani se la ricorda...)?
Credo di no, la quotidianità delle cose piccole, degli atti d'amore, delle cose offerte per DARE qualcosa agli altri, anche a se stessi, hanno il privilegio della quotidianità che sguazza grazieddio, per ora, nel "benessere" attuale fino a prova contraria!
Tutte le difficoltà che ci passano sotto gli occhi e che possiamo fare nostre, quelle che attraversiamo noi personalmente, possiamo inglobarle in questa cultura del DARE.
Io credo in colPassaparola!
Tino Rigo
Lo sconcerto assalì gli apostoli quando, avvicinandosi la sera, chiedono a Gesù di congedare la folla di circa cinquemila persone, perché non hanno di che sfamare tale moltitudine.
Ma Gesù sorprende i suoi con un invito assurdo: siano essi stessi, gli apostoli, a provvedere.
Certo ma in quella circostanza c'era Gesù che poi opera il miracolo.
Allora facciamo un altro passo.
Quanto costa un "Buon giorno", un sorriso, una gentilezza qualsiasi, un "ti accompagno", "vuoi che aspetti con te?...".
"Non preoccuparti, vado io in farmacia, ti prendo io il bambino da scuola", "ti serve un passaggio?".
Sono tutti atteggiamenti di prossimità.
Forse non abbiamo soldi e ci sembra di non avere proprio nulla da poter donare.
Forse abbiamo
esaurito anche tutta la nostra speranza o la nostra pazienza o il nostro tempo.
Non cadiamo nel tranello che se ci priviamo del nostro tempo non saremo in grado di svolgere tutti i nostri impegni.
Facciamo la prova.
Io l'ho fatta e vi assicuro che ne rimarrete sbalorditi.
Ma c'é una clausola: tutto deve essere fatto senza calcolo, nella gratuità più assoluta.
Allora troveremo tutto moltiplicato, oltre a sentirci pervasi da sensazioni indescrivibili da constatare.
Maria Luisa Ciprandi
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(Alberto)
Benevolenza: volere
il bene dell'altro
Esordisco con un altro piacevole riscontro per colPassaparola:
La vostra empatia è visibile anche tramite le vostre parole e poi per quello che fate nella pratica direi che non ci sono parole!
(Luis)
Benevolenza: volere il bene dell'altro.
È “farsi uno” con lui, accostarlo essendo vuoti completamente di noi stessi, dei nostri interessi, delle nostre idee, dei tanti preconcetti che ci annebbiano lo sguardo, per addossarci i suoi pesi, le sue necessità, le sue sofferenze, per condividere le sue gioie.
È entrare nel cuore di quanti accostiamo per capire la loro mentalità, la loro cultura, le loro tradizioni e farle, in certo modo, nostre; per capire veramente quello di cui hanno bisogno e saper cogliere quei valori che Dio ha disseminato nel cuore di ogni persona. In una parola: vivere per chi ci sta accanto.
Chiara Lubich
A conti fatti questo scritto mi entusiasma, e mi commuove.
Cercavo chissà che cosa, pur nelle difficoltà del momento, della mia vita in discussione. Ed era giusto che cercassi.
Vivere per chi ci sta accanto ha una portanza entusiasmante.
Il che è tutto dire se il momento che si sta vivendo tendesse a farci chiudere in noi stessi. Questa espressione felice di Chiara Lubich è disarmante per obbligare chiunque a uscire da se stesso, anzi non obbliga affatto, invita spudoratamente a saper cogliere quei valori che sono disseminati nel proprio cuore. E in quello degli altri.
Ribaltone. Dopodiché, "farsi uno" con gli altri spalanca le porte al futuro. E l'invito a saper cogliere la bellezza che c'é negli altri colma tutte le lacune, le difficoltà, i pesi, le necessità loro, e le proprie.
Cosa di meglio per concretizzare una cultura del DARE?
Non ho mai visto una persona aiutata "brutta" o abbruttita dall'aiuto ricevuto! Tutt'ora, dopo dieci anni di colPassaparola, ne incontro ancora di quelle persone di un tempo (magari ancora non del tutto riscattatesi) ed è una festa!
Anche dentro di me.
Tino Rigo
13 febbraio 2024
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Il TU ha preso il posto dell'IO
"Abbiamo dato tutto ora non abbiamo più nulla da
dare!".
Spesso nelle situazioni di conflitto si arriva alla resa dei conti, magari con una sconfitta che ti rimane addosso.
E siccome a nessuno piace essere messo all'angolo, quasi per trovare una via di fuga per autoassolversi vogliamo dimostrare che "abbiamo fatto tutto
e che non ci resta più nulla da dare".
Ebbene solo allora ci rendiamo conto di esserci messi veramente all'angolo.
Se invece alla sconfitta facciamo succedere un altro step d'oro potremmo salire sul podio.
Una autoanalisi potrebbe salvarci.
Ecco la domanda vincente.
Cosa potrei ancora dare?
Ad ogni minuto, ora, giorni, settimane, mesi ci accorgeremmo che potremmo ad esempio fare il primo passo con una telefonata, un appuntamento per un
primo riavvicinamento, portare un dono che sappiamo essere desiderato, organizzare un incontro ludico, una serata particolare, un viaggio e mille altre opportunità che prima avevamo scartato a priori, trovandoci esausti
ed aver gettato la spugna.
Ora invece abbiamo cambiato totalmente la prospettiva.
Il TU diventa prioritario, diamo attenzione al tempo donato e condiviso insieme.
Gradualmente comprendiamo che le nostre relazioni scoprono piste che prima non avevamo considerato.
E ciò che sembrava irrimediabilmente perduto ora sta riprendendo vita e vigore.
La relazione riprende vita, nel deserto si è aperta una nuova via.
Scopriamo che avevamo ancora molto da dare: sorrisi, tenerezza conoscenza dell'altro, scoperta dei suoi interessi, delle sue paure, da
superare insieme.
Fino al punto che abbiamo scoperto in noi stessi un filone d'oro inesauribile, come l'acqua della Samaritana che zampilla senza mai
esaurirsi.
Ciò che ci separava ora si è trasformato in imperitura amicizia, il conflitto si è ricomposto nella pace e nella unità.
L'IO aveva lasciato posto al TU.
Maria Luisa Ciprandi
20 febbraio 2024
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se la natura è la tua maestra, la tua anima si risveglierà
Una goccia dal cuore
Le bellissime parole, colme di contenuti di valore, lette negli articoli delle scorse settimane; volere il bene dell'altro, vivere per chi ci sta accanto, è “farsi uno” con lui, fare il primo passo, diamo attenzione al tempo donato...mi hanno fatto riflettere.
Ma quanto è difficile riuscire a metterle in pratica nella vita di tutti i giorni? Come calarle nella nostra quotidianità, esprimendo con l’azione un concetto desiderabile? Come farle “scorrere” dalla “testa” al “cuore” concretizzandole con le nostre azioni?
“Immersi” nelle nostre abitudini e mansioni quotidiane, familiari e lavorative spesso, non ci accorgiamo che dovremmo portare l’attenzione a noi stessi, prima di rivolgere lo sguardo verso “l’esterno”.
Come ha detto Papa Francesco, all’inizio della Quaresima, serve che ognuno di noi entri nel segreto. Entrare nel segreto significa ritornare al cuore, al nostro cuore. Ma come è possibile “guardarci dentro” se noi per primi ci fossilizziamo nei pregiudizi, nelle critiche verso gli altri, nella nostra convinzione di superiorità verso chi ci sta accanto?
Ritornare al nostro cuore implica ricercare la pace interiore, abbandonarci al silenzio e alla meditazione, ridimensionare il nostro ego facendoci più “umili” lasciando che le azioni di tutti i giorni demoliscano i muri da noi costruiti. Solo allora lo sguardo verso gli altri potrà essere autentico perché “impregnato” d’amore. Buon rinnovamento interiore a tutti noi!
"Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno." (Madre Teresa di Calcutta)
Silvia Sciarrillo
27 febbraio 2024
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Dare un sorriso
"Potremmo ancora dare...un sorriso!".
Abbiamo scelto, per questo 2024, una trama impegnativa ma anche
sorridente, DARE!
Dare quello che possiamo è salutare e ci permette di sorridere.
Di passo in passo, di mese in mese, con colPassaparola potremo sviscerare un concetto: fare il bene fa bene!
Potremo dare...un sorriso, una mano, una fetta di tempo.
Marzo aprile maggio ci accompagneranno con un invito esclusivo su queste pagine, rivolto alla persona: cambia atteggiamento, esci da te stesso, dona qualcosa e ti spunterà un sorriso!
5 marzo 2024
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Un invito sorridente
"Vieni c’é posto!".
E si apre una strada.
Già avevo lasciato ogni speranza, non avrei potuto.
Ma l’invito mi conduce, mi porta vicino.
Ci scambiamo sorrisi e saluti cordiali.
Ma loro non sanno l'inquietudine che mi pervade. Poi parlo, confido. "Vai lo conosco!".
E, rassicurata attraverso il breve percorso, mi avvicino. Chiedo.
Un viso bello sorridente come fiore di pesco al sole pone lo sguardo su di me.
"Vengo subito!".
Interrompe immediatamente la lettura. Lo seguo.
Racconto. Accolgo.
Tutto diventa luce e paradigma.
Tutto si è trasformato!
Rivedo una trama luminosa.
Sono attraversata da una forte vibrazione.
Vedo una scacchiera preparata per i miei passi.
Li ho seguiti, li ho percorsi a partire da quel sorriso donato.
Ora la strada si é inondata di luce.
Maria Luisa Ciprandi
12 marzo 2024
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Un neonato tris
Dare un po' del proprio tempo, tutto sommato, ci può stare, basta volerlo! Credo che nessuno rimanga insensibile davanti a una difficoltà, se ha un po' di tempo si butta ad aiutare! Forse la comunicazione non gli è arrivata bene, forse non sa bene cosa e come deve dare...
Anche per il concetto di dare una mano, se la richiesta vien fatta bene, chi si tirerebbe indietro?
Dare le cose con un sorriso? Qui ci casca l'asino!
E' un periodo discretamente buio per le cose che ci capitano attorno.
Mettiamola sul positivo, le cose che ci capitano, quelle positive, le accogliamo e le custodiamo come in un forziere, non scassinabile, abbiamo timore che qualcosa, qualcuno ce le porti via, che quelle negative (innegabile che ci piombano addosso ultimamente, anche senza averle cercate) prendano il sopravvento.
Un sorriso dato, è liberatorio!
L'altro giorno, tramite colPassaparola, sono andato a consegnare un tris da neonato ad una mamma che aspetta, imminente, il parto. Sapevo che c'era qualche problema, qualche risvolto poco positivo, almeno preoccupante, in questi ultimi giorni affrontati con tanta fatica.
Ha giocato, ancora una volta, il sorriso sulle labbra!
Nel consegnare - sorridendo, non era proprio facile in quel frangente - questo aiuto tanto richiesto, tanto desiderato, anche il suo sorriso di mamma si è stagliato sulle labbra. E il fratellino, nascosto sotto le coperte come a nascondino, ha messo fuori la testa, ha aperto gli occhi, anzi me ne ha schiacciato uno sorridendo.
Un vero, neonato, tris sorridente!
Tino Rigo
19 marzo 2024
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(Tino)
Una prima volta
Condivido, come sempre, il fatto che colPassaparola ci
proponga di "dare una mano", per tutto il mese di aprile. Sarà un bel match, finalmente non avremo
alibi per non buttarci ad aiutare qualcuno in difficoltà.
Il mese successivo, a maggio, ci verrà chiesto di "dare...una fetta del nostro tempo". Forse una tale richiesta era da farsi prima di dare una mano? "Avresti del tempo da dare?". Però, ragionandoci sopra conviene prima "chiedere" una mano (o essere richiesti di darla), per fare un po' di spazio nella vita quotidiana e di conseguenza "dare una fetta del proprio tempo".
A me è capitato proprio così!
Avevo già in animo di concretizzare un mio ideale di vita rimasto un po' sottotono, di aiutare qualcuno in difficoltà nelle piccole o grandi cose della vita. Una cosa è dirselo, una cosa è farlo.
Ebbene, esco dall'asilo dove avevo accompagnato mia figlia, ecco che una nonna, Francesca, stesso impegno col suo nipotino, mi avvicina e mi dice: "Vedi quel bimbo? Fra un po' la sua mamma andrà ospite in una casa di amici, il papà a casa di parenti e lui non si sa dove! Non hanno più casa! Non hanno lavoro. Possiamo fare qualcosa per loro?".
Ecco la richiesta: mi dai una mano per fare qualcosa per loro?
La richiesta era così pulita, semplice e accorata, che mi son detto: eccomi! Non è che ci conoscessimo bene, eravamo vicini di casa, più o meno della stessa età. Ma siamo partiti a razzo!
Incredibilmente le cose sono girate per il verso giusto: trovata la casa; trovato un lavoretto, per l'una e poi per l'altro; la famigliola è rimasta unita e, col tempo, si è anche auto-riscattata, non prima di aver ricevuto di tutto di più, piccole e grandi cose per tirare avanti nella vita di tutti i giorni e anche per le prospettive future. Con questo aiuto dato, dieci anni fa, nacque tra di noi il passaparola che continuò assiduo nel tempo.
Non faccio che ringraziare e ricordare questa "prima volta" ogni volta che incontro Francesca e soprattutto ogni volta che, ritrovandoci, ce la meniamo su circa il da farsi. "Torniamo là!" - ci diciamo sempre - e via, si riparte allo stesso modo! Sai quante volte è successo?
"Ma io non faccio niente di straordinario - dice sempre lei - non faccio che ascoltare qualcosa dentro, mi viene naturale e immediato darmi da fare".
Emmenomale!
Non per essere banali, ma c'è sempre una prima volta...
Intanto diamo quel che possiamo, abbiamo ancora qualche giorno di questo mese di marzo davanti, per darlo con un bel sorriso!
Ravi
26 marzo 2024
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A te, Nostro Signore,
Unico, nella Tua infinita
Grandiosità di
Uomo immenso
Risorto alla vita
Imploriamo umilmente
Benevolenze sincere
Universali ed infinite.
Onoriamo le Tue
Notevoli dolcezze:
Aperture di dolci emozioni
Essere speciale.
Sicuro, nel Tuo essere
Ammirevole nel cielo infinito
Nella speciale armonia della
Tua immensa e Santa
Anima grandissima
Possa tu, con il tuo cuore,
Accogliere ciò che umilmente e
Semplicemente Ti domanda
Questo nostro
Umile e semplice
Augurio di serenità
Gaetano
D’Alessio
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Dare una mano
"Potremmo ancora dare...una mano!".
Tutte le volte che si parte con una operazione di colPassaparola ci si domanda: qualcuno ci darà una mano?
Il più delle volte ci si dà una mano reciprocamente.
Abbiamo ampliato, nel tempo, questa richiesta di reciprocità. Ci siamo richiamati sempre di più ad una "intermediazione" fattiva, collaborante, condivisa con chi chiede aiuto, con chi offre aiuto, entrambe le parti tra di loro, ovviamente sotto l'attenta regia del Comitato colPassaparola.
Diamoci una mano reciprocamente!
Occorre forza giovane! (dove non lo si sente dire? In tutti gli ambiti compare questa esclamazione). Sembra che i giovani non siamo più capaci di dare...e quando mai? E' sempre stato così e sempre la parte giovane del mondo ha dettato nuovi orizzonti, attenti, aperti e produttivi, soprattutto verso chi è nella necessità.
Sotto a chi tocca dare una mano!
2 aprile 2024
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(Michela)
Una seconda volta
Dopo una prima volta, il sottoscritto può benissimo
tirar fuori dal cappello una seconda volta, sempre nel contesto di colPassaparola.
A dire il vero, come già dichiarato nell'articolo precedente, le volte successive la prima sono state "tante".
Il fatto che vi voglio raccontare oggi si riferisce all'epoca in cui il "passaparola" si svolgeva nel contesto di "StanleyPassaparola", altra sigla, altra tornata.
La storia ci insegna che ci sono i cicli, ci sono le riedizioni, ci sono eventi nuovi ma il contesto (grazieaddio?) resta sempre quello e dal quale non voglio allontanarmi (lungi da me, non voglio fare politica, non voglio fare proselitismo, non voglio fare giornalismo...). Il fatto resta ben saldo, cioè all'interno della sana e indiscutibile intenzione di fare tanta bella Solidarietà&Condivisione, insieme a tante persone.
Have a drink! (beviamoci un bicchierino!)
"Con questo breve e significativo appuntamento gli amici di StanleyPassaparola vogliono cominciare una nuova avventura e cercano sostegno" così inizia un articolo datato 8 novembre 2018, che rileggo io stesso volentieri e che propongo pure a voi tramite il link StanleyPassaparola. Che sia di buon auspicio anche per colPassaparola, alle prese con un drink tra i sostenitori nei prossimi giorni?
Ecco, in sintesi, il fatto che voglio riportarvi.
A ridosso del Natale 2018, andiamo a trovare una famiglia, papà mamma e tre figli, conosciuta tramite un passaparola, a causa di una multa improvvisa e pesante. Andiamo da loro per aiutarli a pagarla, ma scopriamo ben altro! Incombe, imminente, lo sfratto da casa. Papà licenziato da un lavoro fisso non era più riuscito a pagare il mutuo da anni, siamo all'epilogo. Una disfatta!
Paghiamo subito la multa, troviamo un alloggio offerto, su due piedi, in comodato d'uso per quattro mesi da una persona davvero disponibile. Evitiamo ai bambini il trauma...giudice, carabinieri, Servizi Sociali, sarebbero intervenuti pesantemente nei confronti del nucleo famigliare. L'alloggio viene allestito in una settimana, di sana pianta, la famiglia non ha nemmeno la forza (e l'interesse) di spostare i propri mobili, consegna le chiavi della "vecchia" casa per tempo.
Quel papà, ottimo lavoratore, invitato da noi ad aprire una partita IVA, incoraggiato e sorretto per le spese iniziali, tramite un commercialista amico, riceve subito commesse di lavoro preziose dalla stessa ditta da cui era stato licenziato causa trasformazione aziendale, pur essendo professionista specializzato, con la quale StanleyPassaparola intrattiene buoni rapporti.
La vita riprende. Dopo quattro mesi di questo alloggio una famiglia vicina di casa, stupita e ammirata dalle vicende di questa operazione passata sotto i loro occhi, decide di affittare loro un vecchio appartamento nella stessa corte. Il papà, con arte, la sua arte, lo ristruttura e lo mette a norma detraendo cifre preziose di anticipo di affitto.
All'interno del Comitato colPassaparola, abbiamo coniato un termine, "Partecipanti": sono coloro che, dopo aver ricevuto un aiuto, auto-riscattatisi o quasi, magari ancora non del tutto, si offrono per aiutare - loro stessi - altre persone in difficoltà e partecipano a pieno titolo alla vita del Comitato.
Uno di questi "partecipanti" è proprio quel papà!
Continuate a leggere quelle pagine di storia di StanleyPassaparola, se volete, potrete trovare altri dettagli! Vi elenco intanto le operazioni effettuate in poco più di un'annata: mercatini di Natale per raccogliere fondi, cinque case per cinque famiglie, tre tirocini lavorativi per un futuro di autonomia.
Ravi
9 aprile 2024
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Il moncone fiorito
Ieri solo nudità
bruttezza
alito mortifero
oggi colore e fragranza
la vita fiorisce
un passato aspro
mutilante.
Il domani già profuma.
(Marisa)
Una storia che inizia con un "Ciao"
"Ciao, come stai?".
"Non bene...ho in mano lo sfratto da casa".
"Ma hai contattato i Servizi Sociali?".
"Si, ma non sono presa in considerazione".
Segue poi il racconto della storia di una vita amara, pesante con tradimenti ed abbandono.
Conoscevo M. ed anche il figlio M. al quale si accompagnava.
È il mese di novembre 2017.
Lo sfratto imminente.
Il freddo anche.
Non riesco a darmi pace nella mia casa confortevole soprattutto la notte.
Ne parlo nel mio Gruppo di Amici, nella mia famiglia.
M. compagno di Scuola Elementare di mio figlio ha perso il lavoro...la mamma ha una piccola pensione, ma i guai cominciano proprio dal licenziamento del figlio.
Mi faccio paladina dei due e riesco a presentarmi con M.&M. ad un appuntamento con due figure operative nel Comune di appartenenza. Mi procuro un incontro politico con l'Assessore ai Servizi Sociali, mi relaziono anche con il Sindaco.
Si arriva infine ad una soluzione: il Comune provvede ad un alloggio provvisorio che i
due condivideranno con un altra famiglia con tanti figli, in un paese limitrofo, scatta però l'impegno tassativo di trovare una casa con affitto calmierato...il Comune si impegnerà a
pagarlo per un anno intero.
Le mie strade mi avevano già avvicinato oltre alla Caritas anche ad un amico di "StanleyPassaparola".
La macchina che aveva cominciato a partire, ora un po' sbuffando, viaggia.
Nel frattempo M. trova impiego con l'aiuto di "StanleyPassaparola", poi Caritas ne trova un altro, per alcuni mesi, ma non verrà confermato.
Io trovo loro la casa e l'efficiente équipe di "StanleyPassaparola" la rende agibile, la fornisce di arredo oltre a stabilire un rapporto amichevole e di supporto notevole con madre e figlio.
Poi il colpo strategico.
Prima che scada l'anno di affitto, "StanleyPassaparola" con abilità sottili, acute, rispettose, trova nelle amicizie la fiducia e propone a mamma e figlio un altro modulo meraviglioso: un lavoro temporaneo (che non avrà molto futuro) ed un'abitazione più confacente (la mamma non riusciva più a salire due rampe di scale!).
Provvidenzialmente "StanleyPassaparola" intercetta un alloggio dove finalmente il grande cerchio, durato più due anni, si chiude.
Per M.&M. la vita riprende con maggiore serenità.
Ho tralasciato moltissimo.
La brutta avventura di vita sofferta si é conclusa.
Il figlio M. continua a vivere con la mamma.
L'ho incontrato e gli ho visto il viso illuminato dal sorriso buono e sereno di sempre. Entrambi vivono vicinissimi all'abitazione dell'altro figlio sposato, provvidenziale casualità!
Finalmente la famiglia è riunita anche negli affetti.
Maria Luisa Ciprandi
16 aprile 2024
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"Rinunciare" e "Dare"
Mi è capitato sott'occhi questo scritto:
Il modo più semplice di "rinunciare" è "dare".
Amiamo tutti, pronti a giocare tutto per loro.
Anche se non ci può sembrare, abbiamo tante ricchezze da mettere in comune, abbiamo affetto nel cuore da dare, cordialità da esternare, gioia da comunicare; abbiamo tempo da mettere a disposizione, preghiere, ricchezze interiori da mettere in comune, abbiamo a volte cose, libri, vestiti, automezzi, soldi... (Chiara Lubich)
Giuro che ho letto, ad uno ad uno, con circospezione tutti i "dettagli" riportati quali esempi di ricchezza da donare (circospezione? Sono balzato sul vocabolario per cercare cosa significasse questo termine appena mi è balenato in testa: "cautela, accortezza, prudenza dettata da timore o sospetto, o anche da un calcolo accurato delle probabilità o delle circostanze").
Mi sono sentito piccolo piccolo. Ma disponibile!
Affetto del cuore (potrebbe essere duraturo e infinito! Chi me lo impedisce?).
Cordialità (potrei essere meno rigido?).
Gioia (in questo momento mi manca da morire, ma per caso mi dovrei fermare? Penso proprio di sforzarmi, magari di vederla negli altri).
Tempo da mettere a disposizione (ci misureremo tra poco! Sarà la proposta operativa che colPassaparola farà per il mese di maggio).
Preghiere (non ne ho più...esaurite).
Ricchezze interiori (grazieaddio non mancano a nessuno, a pensarci bene).
Cose, libri, vestiti, automezzi, soldi...da poter donare.
Basta così carissima Chiara!
Sei convincente al 100%.
Tino Rigo
23 aprile 2024
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Siamo come le fronde degli alberi
Solo col penetrare della luce
Si trasfigurano
Perché si lasciano irradiare
(Marisa)
Trasfigurare il lato oscuro
E' proprio di colPassaparola "DARE"
"DARE". Ora viene messo sulla bilancia col suo opposto: "rinunciare" (vedi
articolo di settimana scorsa).
Mi sembra una metodologia efficace per mostrare l'altra faccia oscura: "alter ego" di ogni essere umano. Quello che tutti abbiamo nel nostro DNA e che, a volte, può
condizionare molte scelte radicali.
Non é difficile andare con la mente al santo poverello, Francesco d'Assisi!
Rinunciare a dare equivale a trattenere per
sé.
É un aspetto del carattere che si manifesta soprattutto fin dalla prima infanzia, quando "tutto é mio". E l'educazione deve prendere le mosse fin da quel momento.
Ma il superamento dell "egocentrismo" infantile a volte perdura e deve essere costantemente superato, anche nell'adolescenza e
nell'età matura.
Siamo costantemente spettatori di femminicidi, di prevaricazioni soprattutto, ma non solo sui soggetti più deboli: in famiglia, a scuola, tra amici, nella società, tra gli stati.
Quante guerre devastatrici!
No dare, rinunciare a dare, nasce dal principio di conservazione fisico psicologico, culturale.
Può diventare patologico. É sempre in agguato e latente, si declina e viene scientificamente definito a seconda delle sfere cerebrali od emozionali cui si riferisce.
Perciò ottima l'intuizione di
mostrare il lato oscuro del dare cioè il suo contrario: non dare. Tenere per sé come forma di primordiale istinto: è mio, é tutto mio.
Di conseguenza ci fa bene conoscere meglio il nostro lato oscuro.
Il passo è impegnativo. Sarà da mettere in conto: l'insuccesso, la tentazione, la recidiva, ogni categoria di alibi.
Se trasfigureremo il lato oscuro con l'impegno categorico di "DARE CON GIOIA" scopriremo un orizzonte infinito.
Occorre sperimentare.
Si può suggerire, ma il passo rimane sempre un discernimento personale.
Allora coraggio, proviamoci!
Maria Luisa Ciprandi.
30 aprile 2024
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Dare una fetta di tempo
"Potremmo ancora dare...una fetta di tempo!".
La torta affettata (nella vignetta in questione) rende l'idea!
Attorno a una torta ci si sente a proprio agio.
Una fetta per ciascuno rende la situazione paritetica, sia personale che collettiva.
La torta, confezionata come un orologio nell'immagine, scandisce bene il tempo! Il tempo della solidarietà e della condivisione così cari a colPassaparola.
Hai la possibilità di dare una fetta del tuo tempo per confezionare una torta succulenta?
Fatti avanti!
Chiama il 351 5443995
O scrivi a [email protected]
7 maggio 2024
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"se il chicco non marcisce..."
COMUNICATO
Viene indetta l'Assemblea Straordinaria per sabato 11 maggio 2024: presa d'atto e ratifica dello scioglimento del Consiglio Direttivo.
Segue un passo successivo: votazione sulla proposta di chiusura del Comitato colPassaparola. L'esito è positivo, si chiude il Comitato colPassaparola, ma non colPassaparola!
Si darà vita ad una cosa nuova, "evoluzione di colPassaparola": linfa nuova e nuovi progetti.
A nome dei partecipanti l'Assemblea
Maria Luisa Ciprandi
12 maggio 2024
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"Incredible"
Questo racconto ha dell'incredibile
"Ciao Antonio! Allora ce la facciamo pomeriggio a consegnare la lavatrice che abbiamo recuperato ieri?".
"Sono in giro con un furgone...però ho davvero poco tempo, vediamo!".
Sono le dieci del mattino, mi aveva chiamato nel frattempo Luis: "Il mio vicino di casa sta buttando in discarica un divano letto in buone condizioni, può servire a qualcuno? Se volete posso tenerlo io un paio di giorni nel mio garage, piuttosto che niente, lascio fuori la moto!".
Sopraggiunge una chiamata di Mauro: "I due materassi che erano disponibili sul Sito si possono ritirare anche subito! Così li portiamo alla famiglia a cui avevamo comprato il letto matrimoniale settimana scorsa".
Giovanna, proprio il giorno prima, mi ricordava il frigorifero che ci avevano promesso: chi lo offre l'ha svuotato ed ora si può ritirare.
Che fare?
Il passaparola fa tutto lui!
Antonio conferma che può passare con la lavatrice nel pomeriggio, che prenderà anche il divano (era stato richiesto proprio a lui, nel frattempo gli avevo mandato alcune foto istantanee fatte da Luis).
Non sa, Antonio, che ci sarebbero anche i due materassi...e il frigorifero!
Ma la sorpresa è assai grande anche per me!
Appena riesco, metto insieme tutti i pezzi, coi relativi indirizzi, per creare un percorso.
1 - Ci ritroviamo alla casa dove dobbiamo lasciare la lavatrice.
Il beneficiario quasi si inginocchia a ringraziare: "Quanto sarà felice mia moglie, finalmente!".
2 - Qualche centinaia di metri e ci rechiamo al divano, davvero in buono stato. Si affaccia da una finestra dello stabile una signora; "Avrei un letto pieghevole nel box, prendetelo!". Preso anche quello.
3 - Davvero a due passi, a 50 metri, il proprietario dei materassi conosciuto tramite intermediazione, ci stava aspettando. Dal suo volto sembra rimanere stupito di questo "traffico", che abbiamo modo di raccontargli e gli facciamo avere anche il link al nostro Sito.
4 - Incredible, chi riceverà i materassi, da mettere sul letto matrimoniale nuovo di zecca appena ricevuto da colPassaparola, abita ad altri 50 metri di distanza! Prende i materassi. E pure il lettino pieghevole con le ruote: "Finalmente posso far dormire la mia bambina in un lettino, non nel lettone con noi, lo posso spostare con le ruote!".
5 - Come dire ad Antonio, a questo punto, che ci sarebbe anche un frigorifero da caricare? Quando gli racconto che è a meno di 500 metri di distanza e che una signora ci starebbe aspettando, si mette a ridere di gusto: "Ma guarda questo qui!".
Ma guarda che spettacolo colPassaparola!
In poco meno di un'ora, nello stesso pomeriggio, totale un chilometro scarso, abbiamo realizzato cinque operazioni.
Chi se lo immaginava?
Se non è questo un passaparola...
Tino Rigo
14 maggio 2024
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(Esulta per bici ricevuta!)
Work in Progress
Avevo scritto un articolo per proporlo, come di consueto, alla Redazione di questa ”La Rivista di colPassaparola”. Ho cominciato poi a farlo leggere ad alcuni amici che mi ponevano interrogativi, con un contatto personale assai gradito, da parte mia, di questi tempi! Grazie al loro contributo, questo articolo rimaneggiato è finito in una nuova pagina del sito che viene a chiamarsi “Work in Progress” e sulla quale tutti i lettori potranno intervenire!
Mi scrive Marisa: “Tutti in meditazione! Quando metterai l’articolo e chiamerai a raccolta per mettere in atto il “work”, auspicherai la partecipazione delle persone che credono a valori inalienabili che già li videro all’opera”.
E poco prima: “Proprio perché i principi fondamentali rimangono inalienabili stiamo dando una rivitalizzazione che intendiamo denominare Work in progress, proprio per sottolineare che nulla è preconfezionato, proprio per evidenziare un lavoro condiviso. Utilizzeremo il giorno del martedì con Google Meet come un’operazione comune, come aggiornamento settimanale vetrina aperta a tutti!
Conclude: “L’impegno è di tutti i membri a secondo delle proprie attitudini e peculiarità, così da dare vita a una squadra, una compagine che si allinea fino a quando ogni partecipante abbia ben compreso il proprio ruolo e scoperto il tratto operativo che sente come suo proprio. Siamo concordi su qualche nuovo passo da compiere”.
Mi scrive Antonio: “IO NON ABBANDONO! Chiedo di cambiare il nome a questo gruppo, se occorre, ma di continuare!”.
Silvano mi chiede: “Mandami quel tuo articolo!”. Detto fatto, mi risponde: “Ho letto l’articolo, dovresti renderlo più “snello”. Forse sbaglio, ma mi sembra di cogliere un pochino di polemica per i mancati risultati...”. Grazie Silvano! Tolgo immediatamente tutti i riferimenti al passato, articolo rivisto e rinnovato!
“Letto tutto il tuo articolo” Anche se un po’ deja vu...Ne parliamo presto!” mi scrive, confermando l’andazzo, Marco col quale avevo condiviso i miei reiterati appelli - e mi scuso immensamente - a cambiare le cose, pronto a tirare in ballo, insieme a lui, cose nuove!
Tino Rigo
21 maggio 2024
E' stata creata, appositamente, una nuova pagina
si chiama WORK IN PROGRESS
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"Work In Progress" comincia a raccogliere testimonianze.
Far spazio all'altro
Il bene non fa rumore
Una mattina d'aprile ricevo questa provocazione. Ero proprio alle strette quel giorno!
"Le notizie che riceviamo sono spesso negative da far pensare che il bene non esiste più. Niente di più falso. Il male fa rumore mentre il bene cresce nel silenzio, ed è tanto".
Passa la giornata invano. Verso sera arriva una richiesta esplicita. Ancora? Ancora ci chiedono di svuotare una casa? Va bene, ci sta, è passata questa voce "svuotano case!". E' passato questo messaggio, tra i tanti, che colPassaparola ricicla mobili per chi ha necessità. Non perdo l'occasione e propongo subito un sopralluogo.
Occorre far spazio all'altro, che offre qualcosa perché vada a buon fine, piuttosto che in discarica.
Non passa un'ora e la seconda richiesta è sorprendentemente paritetica. "Avremmo bisogno di una camera da letto". "Siete in casa? Siete liberi? Vengo subito!". Materassi buttati a terra, vestiti ammonticchiati in un angolo, su quella che era una seggiola in buono stato. Ordine, pulizia, non c'è che dire. Ma, si può arrivare a quel punto? Una coppia giovane, che lavora da mane a sera senza contratto alcuno!
Occorre far spazio all'altro, che chiede qualcosa di cui necessita.
Il giorno dopo, d'incanto, prende forma l'operazione e, ancora di più, solo qualche giorno dopo si riesce a fare il passaggio di questa roba, trovato il camion giusto, trovati quei mobili già smontati da qualcuno e in perfetto ordine per essere donati e caricati al volo!
Ai due beneficiari era stato chiesto di collaborare a caricare il camion e a scaricarlo. "Il camion approfitterà per reperire anche altra roba nel suo giro, per portarla in altre destinazioni, accettate di aiutarci?". Accettano. Arrivano persino con un aiuto, un ragazzo attento e ben disposto. L’operazione si conclude positivamente. "Avete bisogno di altro?". “Non ho casa - risponde timido il ragazzo - solo un posto letto a casa dello zio, non ho spazio. Mi piacerebbe...una chitarra!". "Bene! Forse anche qualche vestito?". "Sì, grazie, vestiti, sì!".
Visitando le situazioni, anche se circoscritte ai mobili da riciclo, si conosce la gente, si vengono a conoscere necessità di altro tipo, ancora contingenti quali vestiti o suppellettili per la casa (pentole per cucinare!) altre più "importanti" quali un lavoro che manca, perché no la richiesta di una casa "diversa", forse non condivisa con altri?
Evvai con la chitarra! Non una, due, tre ne vengono fuori! Hanno bisogno di riparazione, di restauro, una corda di una può servire per l'altra. "Hai un piccolo spazio per tenerle? Puoi sistemarne una, quella che più ti piace, le altre vediamo...". Vestiti? Si chiede ad “Armadio Solidale” e si trovano, in buono stato. Quattro “Amici di Stanley” hanno ancora un gruzzoletto a disposizione e comprano subito due paia di pantaloni e due magliette.
Arriva una macchina sul posto. Si apre la portiera e in uno zaino di buona fattura ci sono alcuni vestiti usati, gli altri sono stati riposti in una borsa della spesa. Poi salta fuori un'altra borsa, nuova di zecca, quella dei vestiti comprati! Stupore e meraviglia: "Ma questi sono nuovi!", dice il ragazzo. "Certo! E se non sono della tua taglia possiamo anche cambiarli!". Alla fine si apre il baule: tre chitarre in un colpo solo!
Lo stupore prende il sopravvento...il cuore batte forte, sia in chi riceve sia in chi porta, il bene non fa rumore!
28 maggio 2024
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Darci un'idea
Per il mese di giugno la Redazione di "in prima pagina" aveva previsto di proporre a tutti i lettori la vignetta DARE un'idea.
Provvidenziale sequenza! In realtà occorre darci un'idea!
I tempi sono cambiati e a colPassaparola.it occorre una nuova forma.
Abbiamo cominciato il discorso su una nuova e apposita pagina Work In Progress all’interno de “La Rivista di colPassaparola”, su cui vorremmo debitamente documentare, alla luce del sole, le intenzioni future.
Per proseguire con le attività abbiamo bisogno anche della tua collaborazione caro lettore! Vuoi continuare a darci una mano?
Maria Luisa Ciprandi
Tino Rigo
L’idea c’è già, ed è semplice: aiutare chi ha bisogno, dedicando un poco del nostro tempo libero in funzione delle nostre capacità ed attitudini. Tutto qui.
Per realizzarla ne abbiamo molte altre, di idee. Sempre in funzione dei nostri - ormai ben noti - tre pilastri: intermediazione pura, momento operativo comune, sinergia.
C’è bisogno dell’aiuto e del supporto di tutti: chi ci dà una mano?
Marco Terzi
Stiamo creando un gruppo whatsapp "sonocolpassaparola" basato sull'adesione che tanti amici di colPassaparola hanno dato tempo fa, per ricevere un link settimanale al Sito.
Vogliamo aprire questo gruppo a tutti i lettori di questo articolo, che sono invitati ad aderirvi!
Andrea Lombardi
Colleghiamoci martedì 4 giugno!
E tutti i martedì successivi di giugno, durante l’ora stabilita per il Momento Operativo Comune, tra le 18.30 e le 19.30
La nuova forma per colPassaparola.it salterà fuori!
Antonio Ramirez
4 giugno 2024
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(Alberto)
Sinergiaaaaaaa!
Lo diremo come conclusione di questo articolo ma vogliamo anticiparlo: "E allora, vi basta così? A noi sì, cari lettori!".
<L'articolo scorso mi e' piaciuto molto e mi ha fatto per un momento venire la pelle d'oca...non so perché...ma è stato così. Il bene c'è: l’aiuto al prossimo nella sua concretezza e immediatezza e non fatto col “va bene, dopo vediamo, ti chiamiamo o, peggio ancora, devi prendere un appuntamento"...ecc.
Questo contraddistingue colPassaparola e penso sia davvero apprezzato soprattutto da chi ha bisogno e vede in voi tutti un'àncora, un appiglio concreto a cui aggrapparsi per....sopravvivere o vivere in modo dignitoso. Grazie al passaparola concreto e non ciarlone! Do il mio consenso a comunicazioni e attività, non riuscirò a collegarmi (n.d.r. al Momento Operativo Comune del martedì sera) per motivi di lavoro e ormai, dopo tanti anni, per un po’ di repulsione a computer e video!>
Così ci scrive Mario.
Vorremmo riportare altre “conversazioni” con messaggi Whatsapp, comparse sulla nuova chat “sonocolpassaparola” battezzata così in questi ultimi giorni inserendo numeri di cellulare di persone che, a suo tempo, avevano dato il loro consenso per ricevere il link a questo Sito tutti i santi martedì di ogni settimana.
<Continuo a seguire volentieri comunicazioni ed attività ma, per impegni di famiglia, non potrò collegarmi.> Carmen
<L'ora e il giorno non concilia con altri impegni. Vi seguo con attenzione.> Maria
<Idem, anche per me.> Teresa
<Grazie ma sono già parecchio impegnata e non riesco a seguirvi.> Silvia
<Mi scuso ma non riesco a partecipare al vostro volontariato perché già impegnata in altre attività. Vi auguro di continuare con lo stesso entusiasmo e la stessa determinazione.> Rossella
<Anch’io non riesco a collegarmi...> Ezia
<Grazie. Per il collegamento non riesco, mi dispiace.> Luciana
<Buongiorno non riesco a partecipare come vorrei, sono a vostra disposizione per fare passaparola. Grazie per ciò che fate, a favore di chi ha più bisogno.> Anna
Qualcuno tenta anche un ingaggio e risponde.
<Beh...c’è bisogno anche (soprattutto) di persone che siano disponibili a delle azioni operative, in base alle proprie attitudini. Gli incontri del martedì sono solo una parte delle nostre attività! Tu hai tempo da dedicarci?> Marco
E ancora.
<Ciao, come ho scritto sul Sito,
sulla pagina Work In Progress, vi seguo ma non riesco a partecipare alle dirette. Invio quando posso offerte o richieste, spesso andate a buon fine. Di più per ora non
posso!> Lidia
<Ciao anzitutto vi ringrazio per tutte le cose belle che fate! Siete spesso un esempio e un appiglio per cercare di essere un piccolo seme anche sul nostro territorio (Abbiatense). No riesco a
partecipare attivamente e a seguire anche colPassaparola, teniamoci però in contatto così la rete solidale è sempre più larga!> Paolo
Qui vengono a proposito, sia Paolo che Lidia, ma in fondo in fondo anche tutti gli altri interventi riportati sopra, tutti!
Sentite un po'...
Ma il terzo obiettivo di colPassaparola.it non si chiama Sinergia?
Intermediazione pura tra chi offre e chi chiede. Momento Operativo Comune un'ora alla settimana, per chi può, anche solo una breve apparizione, un saluto, un ascolto. Sinergia!
Adesso cerchiamo di spiegarci meglio e vi chiediamo tanta tanta tanta pazienza! Sempre che non abusiamo della vostra pazienza...
Il Sito è nato per mettersi al servizio di tutti quelli chi operano già Solidarietà&Condivisione sul territorio, questa sua prerogativa è vecchia come i dieci anni di questa iniziativa che si chiama "passaparola"! Negli ultimi anni è pure cresciuta la prerogativa. Ovviamente il Sito raccoglie segnalazioni anche autonomamente, da singole persone o gruppi, e agisce con i suoi strumenti di lavoro cioè i suoi format automatici CHIEDO AIUTO e OFFRO AIUTO. Ma perché non farsi carico pure di quelle degli altri? Segnalazioni per semplificare, moltiplicare, mirare giusto all'aiuto di chi è in necessità? Per parlarsi, finalmente, e collaborare insieme al bene comune?
Ognuno può dare quel che crede!
Ognuno ha la propria sensibilità!
Ognuno ha le proprie attitudini! O, viceversa, preclusioni!
Ogni Associazione, Istituzione o Ente ha i propri metodi operativi!
E allora, vi basta così?
A noi sì, cari lettori!
11 giugno 2024
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(Alberto)
"Intreccio armonioso nutrito dal cielo terreno"
Operatività
Agenda alla mano cari amici di "sonocolpassaparola" e affezionati lettori dell'articolo settimanale. Appuntatevi questa data, ci troviamo
mercoledì 26 giugno ore 21.00
presso OPA World Food & Beer Piazza della Vittoria, 1 - Parabiago
Sentiamo il desiderio di incontrarci per un amichevole confronto sul significato molteplice di "operatività" esplicitamente riferito alla chat tra gli amici di colPassaparola.it denominata “sonocolpassaparola”.
Il nostro appuntamento favorirà la conoscenza reciproca, svelerà uno scenario operativo che diverrà il motore
di “sonocolpassaparola”.
Parlarne tra di
noi in libera
conversazione metterà in luce le differenti strategie operative che potranno essere messe in azione di volta in volta, caso per caso, quasi seguendo un protocollo che
stabiliremo tra di noi o che inventeremo di sana pianta seguendo le opportunità come risorse creative.
Emergeranno le attitudini personali,
i differenti ambiti di competenza
oltre alla variegata rete di conoscenze ed i legami di amicizie che potranno indicare una ottima via che potrà sfociare, quasi simultaneamente, nella operatività pura, con una partecipazione alle attività in corso.
Ci vediamo online amici di “sonocolpassaparola” questa sera martedì 18 giugno dalle 18.30 alle 19.30 mentre la settimana successiva, mercoledì 26, in presenza alle ore 21.00 presso OPA World Food & Beer Piazza della Vittoria 1, Parabiago.
Vi aspettiamo numerosi.
18 giugno 2024
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"...pedala!"
Rilancio
Vince sempre l'operatività
Poteva chiudersi tutto!
E' vero che il Sito colPassaparola non è mai stato in discussione, anzi era fuori discussione che dovesse andare avanti!
Però, questa volta, le varianti in gioco erano molte, davvero molte. Ad un livello critico mai comparso nella compagine degli amici del passaparola, piccola o grande che fosse negli anni passati (siamo arrivati all'undicesimo!).
Vince sempre l'operatività!
Vince sempre fare tanta Solidarietà&Condivisione!
La forma, una nuova forma, si troverà presto.
"La mia famiglia è molto grata per il sostegno che ci date. Possa Dio illuminare il vostro cammino e benedirvi tutti!".
Tenuto conto della traduzione simultanea in perfetto italiano (la famiglia è sudamericana, appena arrivata in Italia, papà, mamma, un figlio quattordicenne e una bambina di sette anni) il messaggio arrivato a colPassaparola dopo aver ricevuto un letto a castello e i relativi materassi - credenti o non - ci ha commosso tutti!
Tino Rigo
25 giugno 2024
"sonocolpassaparola"
Vince sempre l'operatività,
partecipa alla serata:
mercoledì 26 giugno ore 21.00
presso OPA World Food & Beer
Piazza della Vittoria, 1 - Parabiago
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Per il mese di luglio la Redazione di "in prima pagina" propone un terzetto mica male!
DARE...una spinta.
DARE ascolto!
Confi...DARE
Proprio qualche giorno fa abbiamo assistito alla realizzazione di questa trilogia, se così si può dire per riassumere e relazionare, a tutti voi lettori, una serata di incontro tra gli amici di colPassaparola.
Confi...DARE
Il 26 giugno scorso abbiamo partecipato con entusiasmo alla riunione del nostro gruppo di amici, tutti uniti dal desiderio di aiutare gli altri.
E' stato un piacere conoscere di persona i partecipanti, il che ha permesso di creare maggiore confi...denza e sintonia tra di noi. La riunione ha rafforzato il nostro impegno comune e confidiamo che questa maggiore conoscenza reciproca ci permetterà di collaborare in modo ancora più efficace e significativo in futuro.
Cinzia, Paola, Luca
DARE...una spinta.
Erano le due dopo la mezzanotte. Appuntamento del Gruppo diretto al Gebel Musa il Monte Sinai, la montagna di Mosè, Egitto penisola del Sinai.
La salita diventa molto faticosa ma resisto e continuo passo dopo passo. Finalmente una sosta gradita per tutti, seduti sui gradini ricoperti da tappeti ci viene offerto del tè. Tutti gradiamo, poi ringraziamo.
Ma eccoci davanti ad un tratto impervio: gradoni di massi che si parano davanti agli occhi come un muro. E' ancora notte, avverto la difficoltà della ripresa, sono presa da un profondissimo sconforto.
"Non ce la faccio!" dico a voce alta. Qualcuno dietro a me risponde: "Basta riprendere il passo". Riprendo il passo come se avessi ricevuto una spinta.
Ancora molti gradoni sconnessi alti infiniti, ma quella voce "riprendere il passo" mi accompagna, comanda le gambe. Poi un sentiero. E' finita la salita e uno spettacolo mozzafiato mi rapisce, mi annienta. Una corona di monti mi abbraccia, sono sul monte Sinai, con tutto il gruppo. I monti tutt'attorno cominciano a stagliarsi nel cielo alla luce di un'alba ineffabile, mentre il sole potenza divina si leva magnifico e potente. Nel cuore un canto: "ruha, ruha ruuuuhaa...". Non per potenza, né per forza, ma per lo spirito divino. E' l'alba sul Monte della Legge. Grazie a quella spinta ora sono immersa in tanta potenza, in una dimensione suprema di assoluta magnificenza.
Dare una spinta, dare incoraggiamento.
Facciamolo!
La conclusione della serata del 26 giugno come quell'alba sul Monte Sinai.
Maria Luisa Ciprandi
DARE...una spinta.
Guardando la vignetta in realtà mi sono ritrovato, stavolta, ad essere quello che viene spinto all'insù.
Ci può stare, dopo tante spinte date, riceverne? Ci sta perfettamente. Queste sono - a tutti gli effetti - le mie annotazioni di una serata inaspettata, piacevole, orizzontale (almeno ne sono la conclusione).
Serata inaspettata: tante presenze inattese alla riunione, tante che hanno fatto storia in "passaparola".
Serata piacevole: chi ha domandato, chi ha risposto, chi ha ribadito lo ha fatto con cognizione di causa: DARE una spinta in avanti a colPassaparola!
Serata orizzontale: una serata dove, finalmente, i partecipanti mi sono sembrati tutti parificati, allo stesso piano, ciascuno con una sua caratteristica dignità orizzontale.
Il sottoscritto spinto in avanti dal concorso unanime di tanti.
Ci voleva!
Tino Rigo
DARE ascolto!
L'ascolto è il cuore pulsante di qualsiasi iniziativa di gruppo volta ad aiutare gli altri.
Non solo permette di comprendere profondamente le esigenze di coloro che si intende aiutare, ma rafforzare anche il legame tra i membri del gruppo.
Attraverso l'ascolto attivo, un gruppo di amici può trasformarsi in forza coesa e potente, capace di realizzare cambiamenti significativi e positivi nella comunità.
Andrea Lombardi
Quella sera del 26 giugno.
Io avevo un esame di specializzazione, proprio a quell'ora. Non sono potuto venire ma ho seguito tutto come fossi lì con tutti gli amici di colPassaparola.
L'esame? L'ho superato! Come spero ha superato l'esame anche colPassaparola: non posso che confi...DARE. Con tanto di sorprese, delle quali non ti aspetti mai!
Antonio Ramirez
Avrei voluto scrivere due righe.
Sul tema DARE ascolto!. Ma sarei caduto senza dubbio nella polemica, causa vicissitudini personali: oggi come oggi nessuno ascolta, quindi dare ascolto sarebbe già un fatto eccezionale per la massa.
Allora mi sono focalizzato più sulla forma DARE...una spinta, DARE ascolto, confi..DARE col "dare" scritto in maiuscolo.
DARE in inglese (pronunciato diversamente, ovviamente) significa osare: osare una spinta, osare l'ascolto, osare la confidenza.
E quindi osiamo!
Osiamo! O siamo la "massa"...
Marco La Ruffa
2 luglio 2024
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(Tino - Cascata del Lenteney)
Osiamo
Come Redazione di "in prima pagina", rileggiamo insieme il prezioso e puntuale finale dell'articolo precedente a questo di oggi, a penna Marco.
<Osiamo! O siamo la "massa"...>
"O siamo" che, letto di fila fa ancora "osiamo".
Ben detto, ben venuto scherzetto letterario...
A proposito, Marisa, tu come vorresti "osare"?
Vorrei partecipare a una vera missione d'aiuto.
Vorrei uscire allo scoperto come quando mi adoperai per togliere M. ed M. dallo sfratto nell'imminenza dell'inverno. E ci riuscii anche con l'aiuto di StanleyPassaparola, quello di Caritas, dell'intervento di Amministrazione Comunale e Servizi Sociali.
Mi capitò recentemente anche quest'anno, anche con E. che presentai a Caritas, di cui poi non seguii la conclusione...
A te Tino.
Cosa ti passa per la testa?
Più che in testa, in cuore, anch'io vorrei tornare al passato - per così dire, mai dire così per nostalgia! - mi piacerebbe promuovere un'iniziativa di aiuto dall'inizio alla fine, fino al riscatto pieno o quasi delle necessità, partendo magari dalla "solita" ed "ennesima" richiesta/offerta di mobili per attrezzare una casa vuota di tutto. Ma partendo da qui, interessando"ci" della situazione complessiva che ci troviamo di fronte, produrre un aiuto più completo.
Ti è capitato ancora, Marisa, di avere particolarmente a cuore una situazione incontrata lungo la tua strada?
Sì, recentemente accompagnai C. sempre in Caritas. Non ti dissi nulla. Era una situazione troppo complessa. C'era di mezzo una situazione di
chiusura di attività, di pratiche automobilistiche...e condanna...e altro. Seguo da lontano perché la storia è intricata e non pulita.
E ora, Tino, quale sarà il tuo "osare"? E il mio?
Quel che sarà, sarà! La dinamica delle cose non la detto io, non la dettiamo noi.
Dobbiamo essere e rimanere fedeli alle richieste chiedo/offro aiuto che arrivano al Sito colPassaparola.
Scrupolosamente fedeli!
Questo è fare colPassaparola.
In questo momento sono in vacanza ma appena torno, fra qualche giorno, ci sono già programmati alcuni sopralluoghi laddove alcuni "amici" di colPassaparola segnalano e propongono il recupero di mobili per chi è in necessità.
Oso dire che questa è sempre una priorità!
E tu cosa osi, Marisa?
Cosa "osi" dire?
Lascerei alla Provvidenza la mia prossima chiamata.
Sono certa sarà migliore della mia scelta.
La riconoscerò e mi proporrò.
Maria Luisa Ciprandi
Tino Rigo
Attendiamo di cuore
altri collaboratori per la Redazione!
Contattateci!
9 luglio 2024
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(Tino)
Rassegna stampa
21 maggio 2024, nasce Work In Progress.
Su queste pagine compare l'immagine di un bimbo che esulta per avere ricevuto, finalmente, una bici!
Il martedì 28 maggio, "Far spazio all'altro (Il bene non fa rumore)" tre chitarre - non una! - suonano, altresì, un'armonia commovente (se scorri le pagine all'indietro, cerca l'immagine di una chitarra, potrai rileggere l'articolo, o forse leggerlo per la prima volta).
Il martedì successivo (comprenderà il lettore questa scadenza settimanale, di martedì in martedì, alla quale non vogliamo proprio rinunciare?) occorreva "Darci un'idea" perché la nuova forma di colPassaparola saltasse fuori! Per continuare ad essere operativi.
"Sinergiaaaaaaaa!" si grida l'11 giugno: ognuno può dare quel che crede, ognuno ha la propria sensibilità, ognuno ha le proprie attitudini o, viceversa - perché no? - preclusioni. Però è importante che ci sia! E se poi ci siamo, in sinergia, anche con le altre Istituzioni che si prepongono di aiutare chi è in difficoltà...si decolla! Il passaparola è un mezzo concreto e invidiabile.
Hai ancora tempo lettore? Reggi a cotanti ragionamenti tutti in fila? Magari "cominci" ad essere in vacanza e puoi dedicare un po' del tuo tempo alla lettura.
Martedì 18 giugno "Operatività" inneggia ad un incontro tra amici, un faccia a faccia tanto atteso, basato proprio sulle attitudini personali sopra riportate e sulle aspettative di ciascuno. Si farà presto una serata insieme, diciannove persone arrivano quella sera!
"Rilancio (Vince l'operatività)" conferma una volontà ferrea: fa tanto bene aiutare gli altri. Agli altri e a se stessi! "La mia famiglia è molto grata per il sostegno che ci date..." e ci commuoviamo tutti appena questo messaggio ci arriva martedì 25 giugno.
"DARE...una spinta. DARE ascolto! Confi...DARE questi tre slogan ci vorrebbero accompagnare per tutto il mese di luglio, sempre che tu lettore stia al gioco.
Martedì scorso 9 luglio qualcuno ti ha invitato spudoratamente a stare al gioco: "Osiamo".
O siamo...
La Redazione
16 luglio 2024
Attendiamo di cuore
altri collaboratori per la Redazione!
Contattateci!
Chi si proponesse non deve temere di essere "ingaggiato" piuttosto di poter fruire di una corsia preferenziale nel momento in cui, preso da qualche spunto, avverte il desiderio di comunicare una riflessione, un suggerimento, un apprezzamento sulle dinamiche quotidiane della vita propria, delle operazioni che evolvono, emergono, si presentano, presentano criticità, si concludono.
Tutti possediamo spiccate doti caratteristiche, sentimenti, emozioni, fantasia, anelli preziosi unici che agganciandosi ad altri per similitudine o differenza, generano una prodigiosa rete di idee e di solidarietà attiva e di condivisione creativa.
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Prendersi cura dell'altro
Cosa di meglio?
Lasciatemelo dire!
Prendersi cura dell'altro...fa bene alla salute!
Ancora una volta "in prima pagina" mi offre spazio ed io sono davvero felice di prendermelo. Sapete quanti anni sono che questa rubrica mi ospita? Lasciamo perdere, che forse è meglio.
Ringrazio di cuore la Redazione (cara Redazione, perché non ne facciamo un libro di tutti questi articoli? A novembre saranno proprio cinque anni di colPassaparola, dal novembre 2019).
La "Rassegna Stampa" dell'articolo precedente detta legge in fatto di raccolta di opinioni, sensazioni, esperienze positive. Mi hanno fatto sempre tanto bene e spesso vado a rileggerli questi articoli! Mi sono ripromesso di diffondere colPassaparola e il suo Work In Progress tra i miei amici e conoscenti.
<Bello l'articolo! Facciamolo "girare" se possibile...E' possibile? Possiamo postarlo sui social?> detta inesorabile, d'altra parte, una chiara e genuina impressione arrivata, mi dicono, alla Redazione di "in prima pagina".
Tutto è possibile per prendersi cura dell'altro.
Anche mentre mi accingo a scrivere queste righe un sussulto mi prende il cuore: una mamma, rimasta sola con due ragazzi adolescenti, da oggi - proprio da oggi 23 luglio - sarà per strada, sfratto esecutivo finale, senza aver trovato ancora un alloggio.
Occorre DARE!
Ravi
La tua immagine, Ravi, mi porta a Rembrandt...all'immagine del Padre misericordioso, che attende il "Figlio prodigo" della parabola evangelica icona culturale ben conosciuta.
Due immagini misericordiose di accoglienza e di "cura", due mani (quelle di Rembrandt) maschile e femminile, perché l'amore, la cura, la dedizione concentra sia la mascolinità, sia la femminilità.
Prendersi cura dell'altro è circondarlo nella tenerezza e nella
saldezza, metterlo al riparo dalla furia dell'uragano ed accarezzarlo con la leggerezza dell'alito.
La prima situazione mostra l'attimo premuroso e delicato del risollevare, la seconda situazione quello di attirarlo a sé per accostarlo alle proprie
membra così com'é, quasi accucciato, perché si riposi un po' prima di sentirsi completamente al sicuro, e risollevato gradualmente da colui che si sta prendendo cura, nello spazio: tra le sue
membra; nel tempo: rispettoso dell'attesa della ripresa fino a raggiungere il benessere psicologico della cura totale e ristoratrice.
Asiram
23 luglio 2024
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Passaparola
a tutte le latitudini
Quindici anni fa, Marco Sardella arrivò a Chipata, una piccola città ("piccola" ma non troppo, ci sono 230.000 abitanti) nel sud-est dello Zambia, poco distante dal confine col Malawi.
Dopo anni di cooperazione in tanti luoghi del mondo, fu colpito dalla quantità di piccoli che ne popolavano le periferie.
Molti abbandonati a loro stessi, quasi tutti senza nessuna possibilità di istruzione nè, tantomeno, di svago.
Decise di costruire una scuola, contando sui pochi soldi di cui disponeva, e sull'aiuto di alcuni amici italiani.
Non disponeva (né dispone tutt'oggi) di alcun appoggio da parte di ONG o organizzazioni similari.
Ho incontrato Marco l'anno scorso a Chipata, ed è stata una bellissima esperienza.
La semplice costruzione con la quale iniziò anni fa è ora un complesso che istruisce (e nutre) 320 orfani, di uno o entrambi i genitori.
Due di loro sono ormai all’Università di Lusaka, la capitale dello Zambia, e continuano ad avere un piccolo supporto dalla loro “vecchia scuola”.
La struttura si regge sugli aiuti che arrivano da una vasta rete di sostenitori sparsi per il mondo, "messi insieme"...col passaparola.
Ed è questa la ragione di questo racconto : uno splendido, concreto esempio di come, passando di bocca in bocca, il bene si può realizzare a qualsiasi latitudine e nelle condizioni - apparentemente - meno favorevoli.
Marco Terzi
30 luglio 2024
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DARE spazio
La Redazione di "in prima pagina" intende proporre a tutti i lettori, per questo mese di Agosto, di DARE spazio!
Su colPassaparola.it trovi la lista aggiornata dei suoi CHIEDO/OFFRO AIUTO e, soprattutto, la sua operazione La sedia della solidarietà!
La Redazione
6 agosto 2024
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la sedia della solidarietà
(indicazione operativa: 25 euro a sedia!)
Le sedie destinate al macero, a tre riprese, sono state tutt'e 142 recuperate e attendono di essere acquisite dagli amici di colPassaparola.
Lettore, mettiti in contatto, compila subito il format OFFRO AIUTO!
DARE spazio, riempire spazio!
La Redazione
13 agosto 2024
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Lo stesso giorno, neanche a farlo apposta, mi capita sotto mano quest'altro brano dal titolo "Servizio concreto". Ho pensato bene di "DARE spazio" lasciando che il mio spazio si riempisse in questo modo.
<Facciamo nostro
il detto: “Amare con i fatti”. Servizio concreto.
Amare con le opere. Possiamo farlo tutto il giorno: un atto concreto in favore di un
fratello, poi di un altro o di un altro ancora, e così via. Se
anche un solo bicchiere d’acqua offerto al prossimo non rimarrà senza ricompensa, che sarà di molti (colPassaparola) bicchieri d’acqua?> (Chiara Lubich)
Tino Rigo
20 agosto 2024
Continua la campagna
"la sedia della solidarietà"!
Hai comprato la tua sedia?
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Servizio concreto
Amico lettore de "La Rivista di colPassaparola", ti chiedo scusa perché citerò espressioni evangeliche e, magari, non sei credente. Questo Sito, d'altra parte, non fa che unirci per il bene di chi necessita!
Qualche giorno fa leggevo questo brano di San Paolo proprio quando ho aderito, subito, alla proposta comune di "DARE spazio".
<Fratelli, chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi
semina con larghezza, con larghezza raccoglierà.
Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia> (2Cor. 9,6-7)
Lo stesso giorno, neanche a farlo apposta, mi capita sotto mano quest'altro brano dal titolo "Servizio concreto". Ho pensato bene di "DARE spazio" lasciando che il mio spazio si riempisse in questo modo.
<Facciamo nostro il detto: “Amare con i fatti”. Servizio
concreto.
Amare con le opere. Possiamo farlo tutto il giorno: un atto concreto in favore di un fratello, poi di un
altro o di un altro ancora, e così via. Se anche un solo bicchiere d’acqua offerto al prossimo non rimarrà senza ricompensa, che sarà di molti (colPassaparola) bicchieri d’acqua?> (Chiara Lubich)
Tino Rigo
20 agosto 2024
Continua la campagna
"la sedia della solidarietà"!
Hai comprato la tua sedia?
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Devo comprare
una sedia!
Una di quelle dell'operazione di colPassaparola che mi sia "segno" concreto e mi
rimandi ad una catena di azioni anche rocambolesche (si potrebbe pensare ad una pièce teatrale da mettere in scena) che videro il coinvolgimento di alcuni membri di colPassaparola e non solo. L'operazione si è poi trasformata in una campagna di sensibilizzazione.
Ecco il "segno".
Una sedia da offrire, invito ad accomodarsi, che sottende l'interesse ad aprire una conversazione, una relazione,
dove il primato è sia della parola sia dell'ascolto. Si crea una posizione comoda, si offre uno spazio fisico per sentirsi, ascoltarsi, per condividere pensieri, opinioni, riflessioni,
non unicamente per esternare delle esigenze pratiche.
Talvolta, al contrario, siamo presi dalla necessità di un consiglio, é vero, ma più spesso ci urge proprio il bisogno di argomentare sui temi della vita (o dell'oltre vita) appesantita da fatiche, ansie, paure, che non possiamo né tenerci tutte per noi stessi, né segregarle nell'inconscio o peggio ancora:"lasciamo che siano altri a risolvere".
Ma a questo punto conveniamo che forse sarebbe opportuno aggiungere almeno un'altra sedia e un'altra ancora per
allargare la conversazione.
Ergo una sedia "segno".
Per fare casa di ascolto, di dialogo o di preghiera.
Maria Luisa Ciprandi
27 agosto 2024
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DARE...notizie,
il benvenuto
e (tanto) coraggio!
Mese di settembre, come accordarci amici di colPassaparola?
Dopo un mese di agosto passato a DARE spazio?
DARE ancora spazio per DARE...notizie!
Portare buone notizie, riceverne, diffondere tutte le notizie utili a colPassaparola, per aiutare chi è in difficoltà!
DARE ancora spazio per DARE il benvenuto!
A chi arriva per la prima volta in colPassaparola. Che si trovi a suo agio e che possa collaborare come meglio crede, secondo la propria sensibilità o competenza. Secondo le proprie necessità per le quali chiede aiuto!
DARE ancora spazio per DARE coraggio!
A tutti serve una buona dose di coraggio (non solo ai "principianti"). Per essere sempre all'altezza delle richieste di aiuto ricevute, per poterle concretizzare con lo stile, il metodo e la determinazione che il Sito colPassaparola si è dato da sempre. Coraggio per "osare" a chiedere aiuto!
Allora settembre porterà frutti inaspettati e, soprattutto, condivisi.
A ottobre ciascuno di noi potrà dire: posso DARE ciò che so fare!
A novembre potremo reciprocamente DARE importanza a quello che riusciamo a fare insieme (solidarietà e condivisione innanzitutto tra di noi!).
Chiuderemo l'annata con il mese di dicembre dicendo tutti insieme e in coro, ripercorrendo le vignette ad una ad una: E...mille grazie! Non pensavo di essere così ricco!
La Redazione di "in prima pagina"
3 settembre 2024
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Tanto coraggio!
Dare notizie tutto sommato si può fare, uno lo fa volentieri ed è pure indispensabile per un colPassaparola, no?
"Ho conosciuto questa situazione di disagio, di difficoltà, possiamo fare qualcosa insieme? Vi aiuto anch'io!". Oppure una notizia più precisa: "Occorre un frigorifero. Dai cerchiamolo insieme!". Idem potrebbe essere: "Ho deciso di offrire qualcosa per comprare una scheda prepagata di supermercato da dare a chi ha bisogno!". Oppure: "Ho deciso di dare un po' del mio tempo per fare una cosa concreta per chi è in difficoltà...ditemi, cosa posso fare?".
Dare il benvenuto, pure!
Chi si tirerebbe indietro - braccia aperte! - se si fa avanti qualcuno che chiede o offre o semplicemente vuole condividere con te un'operazione precisa a favore di altri?
Dare coraggio, dice bene la vignetta soprastante sul bilico del trampolino, l'è dura!
Qui la storia si fa personale e l'equilibrio sussiste da solo, se uno si vuole buttare o no, mica puoi costringerlo!
Ma la "incoraggiante" vignetta del trampolino presuppone - come del resto tutte le altre vignette di questo splendido assemblaggio del "DARE" - un discorso fatto assieme, aperto, solidale e condiviso!
Se no, chi è il fesso che si butta?
Tino Rigo
10 settembre 2024
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“Dare il Benvenuto"
È una prassi consueta "Dare il benvenuto" quando inviti amici a casa tua per la prima
volta.
Prepari l'atmosfera, decidi di rendere la tua casa il più accogliente possibile, perché il tuo ospite possa trovarsi a suo agio nel tempo di permanenza e andandosene, possa nutrire il desiderio di ritornare, una specie di nostalgia, perché é stato bene, perché ha vissuto l’ accoglienza come mai l'aveva vissuta prima.
Così deve essere il Benvenuto dato agli amici che si accosteranno al Gruppo, per ora denominato "workinprogress".
Una esperienza di "benvenuto" che perdura e si
rinnova nel proprio io profondo come tempo esaltante, coinvolgente, dinamico, utile, propizio finalizzato a rimuovere i tanti marchi negativi, che attaccano la quotidianità di persone immerse
nella tribolazione, traumatizzate da dinamiche economicosociali conseguenza di uno sfratto, di un licenziamento, di una
separazione, di un lutto, di avversità d'ogni natura, con la fatica di mettere in tavola: colazione, pranzo, cena o in balia dell'ansia, della paura dell'insicurezza per
l'incolumità della propria vita.
Allora non si farà fatica ad entrare come membro attivo in una équipe motivata, compatta, determinata a rimuovere fin dove sia possibile le circostanze avverse o
deleterie.
Il "Benvenuto" sarà la scintilla o il bottone rosso che avvia il sistema operativo della solidarietà fraterna e dell'amore.
Per ben funzionare, necessita di collaborazione, di stima, di intraprendenza, di coraggio, di programmazione.
Ogni singolo individuo della compagine si mette in gioco con diligenza e leggerezza, fino alla fine.
Allora Benvenuto a te amica, amico.
Mettiti in gioco, è una opportunità unica per dare scacco matto alla indifferenza e alla rassegnazione.
Maria Luisa Ciprandi
17 settembre 2024
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"Amare. amare sempre, ossia prendersi cura del prossimo, condividere le gioie, i dolori, uscire da noi stessi per costruire rapporti nuovi, fatti di rispetto reciproco, di comunione fraterna, di aiuto disinteressato, di collaborazione, di ricerca comune.
Un'esperienza straordinaria che può dare un senso ai nostri giorni, che dilata i nostri sentimenti più belli e risponde ad un bisogno profondo che appartiene a tutti".
"Possiamo guardare le persone andando oltre le loro mansioni abituali, per scoprire talenti tante volte nascosti.
Ogni persona ha la sua storia di lotte, dolori e difficoltà ma anche di conquiste e di gioie.
Ascoltare tutti ed interessarci di ognuno in particolare vuol dire stimarlo, dare valore alla sua vita. Conoscendolo più da vicino lo scopriamo soprattutto come persona, con talenti che vanno aldilà delle sue capacità già conosciute".
"L'amore fa vedere il potenziale di ogni persona dentro un disegno più grande, nella convivenza con altri e non solo individualmente, che può contribuire all'arricchimento di tutti. Ognuno è importante, ognuno ha il suo valore, ognuno è un tassello fondamentale nel grande mosaico che siamo tutti insieme!".
Tino Rigo
24 settembre 2024
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L'immagine soprastante compariva a corredo di un articolo da me redatto. Era il 13 novembre 2019, potete rileggerlo qui.
A distanza di quasi cinque anni si ricomincia!
Il Sito
stanleyeco.jimdofree.com
non chiude!
Questo Sito continuerà a vivere di vita propria. Intendo rilevarlo, ancora una volta, di persona.
Lo porterò avanti con altre convinzioni, dopo averlo comunicato più volte e in più occasioni a tutti gli amici, prima ancora in sede di "Comitato colPassaparola" (chiuso il 21 maggio 2024) e poi nel periodo successivo, dopo quattro lunghi mesi di "Work In Progress" (chiuso il 24 settembre 2024).
Lo faccio anche a testimonianza di quello che è stato fatto dal 2013 ad oggi da parte di tantissime persone.
"Dopo colloqui schietti e ben precisi, intessuti con pazienza ed amicizia - esordiva quell'articolo di cinque anni fa (n.d.r. colloqui non privi invece, questa volta, di troppo facili incomprensioni) - sono arrivato ad una conclusione, di non chiudere questo Sito e di rilevarlo di persona.
Intendo rinnovarlo, mettendolo a disposizione di chi è nella necessità (...) niente vieta che questo Sito possa prendersi un impegno preciso, dare voce alle richieste di aiuto e diffonderle col "passaparola" (...) per poter creare tanta "Solidarietà e Condivisione".
E' quello che mi accingo a fare - dicevo cinque anni fa e dico ancora adesso! - col concorso di tanti amici che vorranno aiutarmi (aiutarci!) a sostenere questa nuova idea".
Questo Sito cambierà intestazione e si chiamerà:
passaparola!
"passaparola!", con il punto esclamativo! "Dai, passa subito la parola" per capirci in termini più spicci.
Con il punto esclamativo!
Eccelle, su ogni altro metodo o forma, l'immediatezza di un "passaparola" tra la gente. Cosa di meglio che passare la voce, all'istante, per trasmettere una richiesta di aiuto? E darsi da fare per risolvere concretamente e velocemente questa necessità?
Con il punto esclamativo!
La storia del passaparola continua da tanto tempo (questo è l'undicesimo anno), con formule più o meno valide. Non si rinnega niente! Occorre contestualizzare la faccenda secondo l'attualità, le forze, le competenze, le aspirazioni personali e l'estrema libertà di chi voglia aderire o meno a questo "passaparola!".
Con il punto esclamativo!
Il nuovo "passaparola!" apre ogni spiraglio! Non una porta o finestra che sia, vedi sopra l'immagine dell'uccellino che esce - o entra? - nella fessura del muro (quante cose avrei da dire sui muri!).
Apre ogni spiraglio a tutti quelli che vogliono collaborare.
E si volta pagina!
Concludo questo mio (ennesimo ed ultimo) articolo su "la Rivista di colPassaparola" riportando un messaggio che mi è arrivato, a sorpresa, da un mio carissimo amico...amico di colPassaparola!
Ciao Tino,
sto rileggendo un tema di Margaret Karram.
Quando sono arrivato a questo paragrafo, mi sei subito venuto in mente tu ed il “colPassaparola”, allora mi sono dovuto fermare e
scrivertelo subito, non potevo andare avanti a leggere.
In realtà, ciò che ha attirato tutti noi – penso che se ognuno di
noi fa un esame di coscienza: cosa ci ha attirato? - è l’amore, che ha messo in moto ciò che di più prezioso siamo e abbiamo.
E l’amore, quando ci raggiunge, dà coraggio, ci fa prendere l’iniziativa, è dinamico,
ti fa avvicinare gli altri con rispetto e gratuità e ti mette in un atteggiamento umile di ascolto, che non fa distinzioni di alcun genere. La sua dimensione è quella del dono, dell’offrire senza
interesse di ricevere, senza aspettare nulla in cambio. È concreto ed usa tutto di noi...mente, cuore, mani, tempo, per arrivare a consolare e sollevare gli altri.
Margaret descrive quello che fate in
"colPassaparola"!
Grazie per la vostra testimonianza!
Sempre "vostro"
Tino Rigo
1 ottobre 2024
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(Buona fortuna!)
Attesi riscontri
Mi sono arrivati i primi riscontri al mio articolo precedente.
Il più empatico, simpatico e financo "mediatico" risulta essere questo
<Ho letto il tuo articolo, ma sinceramente non conoscendo il "non detto" non ho capito sino in fondo il perché di questo nuovo cambio.>
<Essì, c'è tanto di "non detto", prudentemente non detto. Però, si capisce bene che si ricomincia?> domando a Davide, preoccupato come sono che qualcuno azzardasse io voglia fare sempre le cose come dico io...ecc. ecc.
<Un pochino di "chi mi ama mi segua" traspare...> conclude Davide, aggiungendo una piena e sorridente faccina!
<Lungi da me! Ma potrebbe essere un rischio a livello di comprendonio, correrò ai ripari...ma tu mi conosci bene, Davide, basta guardarmi in faccia ed il chimiamamisegua lo smentisco a prima vista!>
La faccina con sorriso pieno stavolta è mia!
<Ti capisco. Molto. Fai bene ad andare avanti con coraggio tornando alle radici.>
Ornella
<Io sono d'accordo con Ornella. L'immagine io l'ho interpretata come un simbolo di sicurezza e fierezza di poter essere un aiuto concreto per chi lo richiede in quel momento (non chissà quando). Da quel pertugio non c'è spazio di passaggio per chi non ha capito il vero senso del "passaparola!". L'uccellino è piccolo ma la tenacia è gigante.>
Luciana
<Ho capito che continui col "passaparola!" a fare quello che stai facendo da anni. Punto esclamativo nel senso: dai, diamoci una mossa. Non stiamo lì a guardare o a perdere tempo. Ci sono delle incomprensioni e prosegui comunque? Non mi sembra
di intendere che vuoi fare da solo. Del resto le incomprensioni possono capitare e non sempre è facile mediare.>
Rispondo a Maria: <Stavolta lo giuro è stata dura! (troppe facili incomprensioni!) Non escludo niente, non precludo niente. Vado avanti e soprattutto in compagnia!>
<Ciao Tino. Ho riletto il tuo scritto. La situazione, a mio parere, varia solo nella guida: tu sei "tornato" responsabile del "passaparola". Non cambiano gli ideali, gli stili di collaborazione, i tempi intesi come disponibilità. L’importante che chi collaborava abbia accettato questo cambiamento e continui in modo diverso a dare mani e cuore.>
C.
<Devi capire cosa di bello c'è stato finora e che cosa non è andato (analisi degli errori e dei successi). Ripartire verso una esperienza nuova tenendo presente alcuni punti fondamentali. Spero di esserti stata un pochino utile e di sostegno. Un abbraccio. Sono sicura che uscirà ancora una bella esperienza di cui potrai essere orgoglioso.>
Loredana
<Come ho già avuto modo di dire in assemblea, per quanto riguarda la mia disponibilità è confermata, sempre nel limite delle mie possibilità io ci sono! Ma non voglio entrare in un gruppo "strutturato"! Di strutture ce ne sono già tante...meglio aiutare loro. Il "passaparola!" può favorire il dialogo e sveltire le pratiche di aiuto alla gente.>
Marilena
<Tino caro, ma quando tu dici che vuoi proseguire da solo mi chiedo "ma ci sarà qualcuno che poi ti aiuterà? Non c'è il rischio di personalizzare troppo la cosa?". Ti scrivo questo perché anch'io ho lo stesso problema nella mia associazione e alla fine, se diventa una cosa "ad personam" non funziona. E' un continuo mediare con gli altri...se deve funzionare deve essere così! Mi raccomando, "passaparola!">
Piera
<Non sono mai stato da solo...mai! Ho sempre trovato compagnia>
rispondo orgoglioso, con testa e cuore.
E sarà così anche stavolta. Se no, conviene "ad personam" andare in pensione anche in queste cose...
Ultima nota di colore:
<Abbiamo conosciuto il passaparola come "gruppo di amici (non al bar) tra di noi" e, anche se non ci siamo impegnati "fisicamente", abbiamo contribuito alle esigenze di bisogno e alle offerte. Ciò che è stato fatto insieme in questi anni tramite il passaparola, forse con un po' di difficoltà nel metodo, è sicuramente lodevole. Ben venga il ritornare alle origini se ciò potrà aiutare meglio chi è nel bisogno.>
Gianni, Giuseppe, Marco, Sergio, Silvano
Tino Rigo
8 ottobre 2024
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Riscontri veritieri!
Una storia che non posso fare a meno di raccontare
Questa storia può essere successa ieri, anche un'altra volta, tante volte ancora in passato, è successa - esattamente - l'altro ieri...
Due riscontri veritieri!
"passaparola!", di nuova istituzione, ha ereditato un'operazione, anzi due! Due operazioni che si dilungavano nel tempo, con grande disappunto rispetto alle aspettative, non solo per chi chiedeva aiuto ma anche per chi stava operandoci sopra.
Capitolo uno.
"Ci vorrebbe un letto un po' speciale, con delle sponde, la bambina cade spesso dal letto!" questo l'accorato appello fatto al cellulare da parte del fratello, adolescente, che spiega - alla fine - quale è la reale questione, facendosi portavoce della mamma che mastica poco l'italiano.
Era poco prima dell'estate, fine primavera.
Capitolo due.
"Non ne possiamo più della muffa, sono anni che conviviamo con essa! Abbiamo fatto domanda di una casa popolare ma, ancora niente!". E si avvicinava, inesorabile, l'inverno passato.
Regalo dello scorso Natale, l'alloggio viene assegnato! "Però dovete aspettare un poco, l'intero stabile è in ristrutturazione, verrà pronto presto". Un anno intero di lunghissima attesa. I ragazzi avrebbero dovuto riprendere la scuola un mese fa, vengono iscritti là dove avrebbero avuto la nuova casa. Inizia l'anno scolastico e tutti i santi giorni sono acrobazie per portarli, all'alba, in pre-scuola da parte del papà mentre si sta recando al lavoro, laddove arriva inesorabilmente in ritardo... Una volta usciti da scuola, tutti i giorni alle 14, la mamma prende il treno, un paio di stazioni, attraversa la città intera a piedi o coi bus, recupera i figli, riattraversano insieme la città, arrivano a casa per le 16.00. Non c'era altra possibilità. Dall'alba al tramonto.
"passaparola!" si attiva immediatamente. A disposizione ci sono alcuni fondi residui di altre due iniziative, positivamente concluse.
Capitolo uno. Indovinate un po'? Oltre al fratello "traduttore" e alla mamma, che teneva calda la richiesta durante l'estate con qualche ripetuta, discreta, faccina tramite whatsapp - giusto per dirci "noi ci siamo, siamo ancora qui" - stavolta si fa vivo...il papà! Perora la causa di persona, con poche scarne parole e commuove, inesorabilmente, l'interlocutore.
Si riparte a spron battuto. Prima di sera il consulto tra gli operatori decreta: si decide di acquisire su internet un letto speciale e ci sta dentro pure il suo materasso...esattamente al centesimo!
Capitolo due. Viene interessata del caso un'Agenzia competente sul territorio, da tempo amica del passaparola. Chissà come mai, la settimana successiva saltano fuori le chiavi della casa popolare, la famiglia esulta! Quel tanto che, di botto, saltano fuori purtroppo gli incombenti problemi di trasloco.
Il passaparola aveva già accumulato per loro alcuni mobili e suppellettili varie in un deposito improvvisato, gentilmente e squisitamente concesso. Rinunciando purtroppo a qualche passaggio intermedio, tra costo del camion, persone addette al carico e scarico, collocazione in loco...quel poco che rimaneva risultava poter bastare...si decide di agire.
Pensate sia finita così?
La mattina stessa del fatidico e stabilito trasloco arriva, improvvisa, un'offerta: "usatela come volete!". Non solo copre le necessità, ma annulla anche le rinunce operative adombrate, che spariscono seduta stante e spalancano tutte le possibilità di concludere l'operazione fino in fondo...anche qui esattamente al centesimo!
Avrei voluto scrivere altre cose in questo articolo, programmate nei miei appunti, altri concetti base che avevo preparato nella mia testa, se non nel cuore, visto il momento che sta passando "passaparola!",
Mi prendo una rivincita.
Ricopio solamente - tale e quale, con notazioni redazionali - un altro tipo di riscontro veritiero sopraggiunto nel frattempo (vedi articolo precedente).
<Ciao Tino, scusa il ritardo...ho letto il tuo articolo e condivido il punto esclamativo: passaparola! Come ti scrivevo tempo fa apprezzavo e apprezzerò ancora la tua decisione di rimetterti (rimetterci tutti!) alla guida del fare.
Riscontro ormai anche nel lavoro la tendenza a creare relazioni forzate con i famosi "team building"...o con corsi per imparare a "star meglio con gli altri", oppure i "solving problem"..."manager team" etc. etc....io rimango di quelli che bisogna rimboccarsi le maniche e portare aiuto dove c'è bisogno, adesso, senza aspettare domani. Apprezzo e ammiro la tua (e nostra!) voglia ancora "di fare".
Mario
Grazie Mario!
Tino Rigo
15 ottobre 2024
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Contattiamoci!
Per ottobre,
la Redazione di
"in prima pagina"
aveva pensato di proporre
"DARE ciò che so fare".
A novembre
potremo reciprocamente
"DARE importanza".
Per poter dire tutti insieme, a dicembre:
E...mille grazie! Non sapevo di essere così ricco!
Viene proprio istintivo continuare e concludere bene questo 2024.
Scrivevo un mese fa, esattamente il 24 settembre scorso, "alcuni capisaldi irrinunciabili" per il passaparola: "la solidarietà è l'unico investimento che non fallisce mai", "far spazio all'altro" e ancora "il bene non fa rumore".
Il Sito stanleyeco.jimdofree.com non chiude, anzi viene ribattezzato "passaparola!", col punto esclamativo, "proclamavo" la settimana successiva.
Nel frattempo chiedevo agli amici del passaparola "attesi riscontri" su questa scelta, ottenendoli alquanto chiari, amichevoli e costruttivi. Rileggeteli!
Durante quella settimana ho potuto sperimentare, clamorosamente e di persona, "riscontri veritieri" di altro tipo che vi ho prontamente relazionato e che hanno letteralmente scombussolato le mie proiezioni future (ce ne fossero state). Un letto "speciale" procurato per una bambina speciale! Le chiavi della casa popolare finalmente ottenute! E qualche arredo portato subito in loco per recuperare il tempo perduto.
Mi ero permesso di prendermi una rivincita sul finale dell'articolo scorso. Avevo riportato interamente un ennesimo sopraggiunto parere, giusto e severo riscontro: "Occorre rimboccarsi le maniche e portare aiuto dove c'è bisogno, adesso, senza aspettare domani". Tutto questo per rimanere all'interno del cosiddetto "dialogo sui massimi sistemi"...Adesso però basta, dalla prossima settimana gli stimoli proposti su queste pagine, spero col concorso di tanti, saranno frutto dell'esperienza o delle buone aspirazioni/idee per essere speditamente d'aiuto a chi è in difficoltà!
Cosa volete più che io vi dica oggi?
Avanti! Insieme, se volete.
Contattiamoci!
(E intanto, sbirciate sulla nuova pagina CHIEDO-OFFRO AIUTO)
Tino Rigo
22 ottobre 2024
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(Alberto)
DARE, DARE, attuare il "DARE".
Far sorgere, incrementare la cultura del dare.
Dare quello che abbiamo in sovrappiù o anche il necessario,
se così ci suggerisce il cuore.
Dare a chi non ha, sapendo che questo modo di impiegare le nostre cose rende un interesse smisurato,
perché il nostro dare apre le mani di Dio ed Egli,
nella sua Provvidenza,
ci riempie sovrabbondantissimamente
per poter dare ancora e molto e ricevere ancora
e così poter venire incontro alle smisurate necessità di molti".
(Chiara Lubich, aprile 2001)
Parliamone!
Ancora una volta A. chiama sul cellulare, ancora!
Come fare? Come poterlo aiutare veramente? Vien voglia di prendere le distanze...
"passaparola!" è come un "pronto soccorso", ebbe a dire qualcuno in altri frangenti. Poi occorre portare chi necessita, accompagnarlo, in opportune sedi o istituzioni operanti sul territorio.
Sembra un discorso logico, un percorso plausibile, parliamone!
Apre prospettive diverse per chiunque voglia "DARE ciò che so fare", tempo a disposizione, sensibilità personale, carico di lavoro confacente alla propria persona: parliamone!
Tino Rigo
29 ottobre 2024
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Sei unico!
"DARE ciò che so fare", dicevamo in ottobre, quindi ciascuno di noi è unico! Occorre "DARE importanza"!
Ecco lo slogan che ci accompagnerà per tutto il mese di novembre.
Tu sei unico!
Ciò che non so fare io, lo puoi fare tu per esempio. Sembra un detto banale, ma è la sacrosanta verità.
Tu sei unico e irripetibile!
Quando si fa gioco di squadra, immaginate quanto sia importante averne coscienza? Se poi la squadra deve aiutare chi è in difficoltà, ancora di più!
Tu sei unico nel tuo genere!
Il "passaparola", nella sua storia decennale, pullula di operazioni singolari dove ciascuno ha sempre potuto dire la sua, dare la sua, gioire di suo. Solo e solamente perché emergeva, ogni volta, la sua unicità!
Tu sei unico tra tutti, con tutti e per tutti!
Come vuole o vorrà essere la compagine del nuovo "passaparola!"?
Ci stiamo trovando a gruppetti, sette gruppi per la precisione.
Sono nati a partire dalla chat "sonocolpassaparola", dalle 85 persone che vi appartenevano, a cui avevano aderito a suo tempo.
L'idea mi è venuta individuando alcune caratteristiche peculiari dei vari componenti.
Alcuni con "idem sentire" da decenni, addirittura fin dai tempi della giovinezza se non da almeno un decennio di amicizia e attività comune per aiutare con il passaparola chi è in difficoltà.
Alcuni son "passaparola-in-persona" in quanto per la loro sensibilità, più volte emersa, hanno offerto qualcosa o chiesto aiuto per qualcuno.
Altri perché appartengono ad una "esperienza di spiritualità di vita" che li accomuna da tanti anni.
Altri sono stati aiutati dal passaparola e adesso "vogliono aiutare" loro qualcuno!
Un gruppetto vede al suo interno "persone che già operano" in associazioni, enti, istituzioni presenti sul territorio e possono creare tanta sinergia tra di loro e tramite il passaparola.
Alcuni sono "arrivati da poco tempo" con animo forte, determinato e propositivo...insieme con altri che hanno preso le distanze per vari e validi motivi, ma indubbiamente "apprezzano il passaparola" per averlo praticato, un tempo, con convinzione.
Infine il settimo gruppo potrebbe essere definito "istituzionale" per l'alta responsabilità, a livello collettivo, che i componenti hanno.
Come si delineerà la compagine? Tutto potrà nascere da questo lavorìo...
A prescindere dal fatto che il passaparola non si è mai fermato e continua ad operare comunque.
La parola dunque - non è un gioco di parole - a tutti!
Tu sei unico, partecipa!
Tino Rigo
5 novembre 2024
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La scritta "Passaparola 07.11.24" impressa sull'immagine soprastante tradisce la provenienza, o meglio la sigla!
Da tanti anni mi arriva uno stimolo quotidiano, piuttosto preciso e attuale, che produce in me molti frutti. Guarda che coincidenza, si chiama "Passaparola". Mi fa piacere riceverlo e cerco di ricordarmelo per tutta la giornata. Si tratta di un'immagine, uno slogan, un breve scritto, a volte provocante, a volte urta, qualche volta suona banale, in realtà banale è l'inizio della mia giornata, spesso e volentieri.
Negli ultimi giorni ho ricevuto e trascritto alcune frasi interessanti che mi permetto di girare oggi al lettore senza pretesa alcuna, con qualche stravolgimento redazionale, modifica o aggiunta, mi sia concesso...ai fini del "passaparola!" per cui sto scrivendo.
<A dirlo sembra una piccola cosa, ma una volta fatto mettere il mio tempo a disposizione di qualcuno (impropriamente detto "l'altro" o "gli altri"?) è il vero significato di dare la vita, di rendermi disponibile, richiede una rinuncia a me stesso, ai programmi personali, per stare vicino a chi ha bisogno. Forse non sarà la soluzione al problema, ma la presenza è di conforto, può portare la luce necessaria per affrontare le proprie difficoltà in quel momento. Presenza, disponibilità, ascolto, sostegno, amore reciproco: questi sono elementi essenziali nella convivenza fraterna.>
Quasi in simultanea mi arriva questo altro stimolo:
<Se pensiamo di essere un "dono" per gli altri, per l'umanità che ci circonda, non ci apparteniamo e mettiamo a disposizione di tutti le nostre capacità, i nostri talenti (più o meno innati, più o meno conquistati sul campo) mettendoli al servizio della comunità per la sua crescita nell'amore e nella concordia.>
Cosa di più ci aspettiamo dalla vita?
<Spiritualità della comunione significa capacità di sentire il fratello come uno che mi appartiene, per saper condividere le sue gioie e le sue sofferenze, per intuire e prendersi cura dei suoi bisogni, per nutrire la capacità di vedere innanzitutto ciò che c'è di positivo nell'altro fino a sentirsi dire "Sapevo di poter contare su di te!". Si tratta di raddoppiare il nostro impegno di prenderci cura di chi ci è vicino nello stesso modo in cui vorremmo che qualcuno lo facesse per noi.> E' la cosiddetta "Regola d'oro" comune a tante spiritualità nel mondo - mai disattesa, mai smentita da nessuna calamità contingente, e ce ne sono tante ultimamente!
Quest'ultima, pungente, "provocazione" la girerei a ciascun lettore e prima di tutto a me stesso:
<Possiamo prenderci cura dell'altro non solo quando lui ne ha bisogno. Possiamo prenderci cura di lui nel riconoscere i suoi talenti e capacità-nel riconoscere il suo valore come persona-dargli spazio di esprimersi-difendere i suoi diritti-sostenere-incoraggiare-essere presenti-nei momenti buoni e cattivi-nella gioia e nel dolore.>
Questa elencazione vale innanzitutto, e prima ancora, per una "compagine" che vuole aiutare chi è in difficoltà ("passaparola!"). Aiutiamoci prima di tutto tra di noi componenti la compagine stessa! O no?
Tino Rigo
12 novembre 2024
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https://www.youtube.com/shorts/S9Mxqr5exJY
(Alberto)
Revival
"Basta con questi termini inglesi, io che non ho studiato..." dice una mia carissima amica. Allora vediamo come sarebbe il termine Revival in perfetto italiano, traduzione simultanea alla mano:
rinascita, risveglio, rivivere
Senza lasciarmi prendere da nostalgia, non è proprio il caso, mi son preso invece lo sfizio di ripercorrere alcune operazioni rendicontate che appartengono al passato del "passaparola!".
Farebbe testo cliccare sulle varie "storie" che trovate in cima a questa pagina, per chi avesse tempo di leggere (passa tempo a leggere oltre che passa parola). Le storie sono accompagnate dalle date e quindi il lettore può farsi un'idea di che tempo fosse, cercare proprio quell'epoca precisa, può magari ritrovarsi protagonista, oppure si ritrova semplicemente felice per avervi partecipato!
Intanto, per intenderci, riporto qui di seguito qualche stralcio significativo (chiamiamolo così).
Accompagnato all'aeroporto da Guglielmo e Agostina, ha preso il volo oggi nel pomeriggio per la Nigeria.
Resta nel cuore il bel ricordo dell’incontro tra di noi e con lui.
Ho raccolto i vostri indirizzi mail e mi permetto di cominciare io, semplicemente per continuare con quella concretezza che ha caratterizzato quella serata; tra l’ altro, oltre alle richieste emerse in quella sera stessa, sono nel frattempo arrivate altre segnalazioni.
Senza voler creare altre strutture, oltre a quelle che già esistono e funzionano egregiamente, mi sembrava però opportuno far circolare tra noi tutto questo, per poterlo condividere e, chissà, trovare insieme un suggerimento utile o una possibile soluzione.
Invito a sfruttare questa mailing list per cominciare a comunicare tra di noi; suggerisco di “salvare” in una cartella personale tutti gli allegati che ciascuno invierà (curricula vitae, richieste e offerte di materiale, situazioni di bisogno, ecc.).
E’ un primo (piccolo) passo concreto.
Che ne dite?
Tiziano
- Il sito stanleyeco.jimdofree.com è ufficialmente aperto ed è frequentato.
- La collaborazione con il Centro d’Ascolto Caritas è fattiva: Stanley&Co è regolarmente presente ogni giovedì della settimana dalle 18.30 alle 19.30 in via Oberdan 2 a Parabiago. I volontari cominciano a passarci segnalazioni di persone da loro assistite, con relativo curriculum.
J. ha fatto, per qualche giorno, il giardiniere nella casa di una signora anziana, che vive sola e necessita di assistenza.
Dopo un accordo tra Stanley&Co e una sua figlia, prima che terminasse il suo lavoro, J. le ha fatto conoscere sua moglie R.
Il giorno dopo R. ha cominciato a fare compagnia alla signora dal mattino alla sera, accompagnandola nelle faccende domestiche ed anche a fare spesa.
In questi quindici giorni il clima in quella casa si è rasserenato, la signora sembra accettare la compagnia...
J. ha appena ricevuto un'offerta di lavoro trimestrale: con il contratto che riceverà la settimana prossima - si spera vada tutto bene - potrà chiedere l’affitto di un alloggio, presentandosi con un documento che attesta attività di lavoro in corso. Potrà ricongiungersi presto con la moglie: nelle loro intenzioni, ai primi di agosto R. andrà in Albania a riprendersi il bambino, ospitato dai nonni fin da quando hanno perso, per sfratto, la loro abitazione ai primi di maggio.
- Prosegue il contatto con alcune ditte per presentare Stanley&Co: ne riportiamo l’elenco, in modo tale che qualcuno della mailing list, avesse conoscenze interne, potrà darci una mano durante i colloqui che ci verranno accordati, su appuntamento.
Con questo notiziario inizia l’anno sociale 2016/2017 dell’AssociazioneStanley&Co, che si è costituita il 19 aprile scorso, associata a CARITAS Parabiago direttamente da don Giuseppe Beretta.
- www.stanleyeco.jimdofree.com è stato semplificato e richiede collaboratori esperti che possano ancora migliorarlo e, soprattutto, che lo rendano sempre più efficace e immediato per operare Solidarietà e Condivisione: chiunque apra il Sito possa trovare, all’istante, uno spunto per agire, come meglio crede, nei tempi e nei modi scelti personalmente.
- Il passaparola continua ad essere il metodo migliore per risolvere le questioni che emergono di volta in volta, nel loro piccolo: le segnalazioni arrivano direttamente tramite il sito o di persona, quasi sempre sono legate alla ricerca di un lavoro o di un alloggio o di cose materiali (ad esempio sono stati recuperati mobili in ottimo stato e sono stati piazzati secondo necessità; in questo periodo, dopo le vacanze estive, sono arrivate richieste di aiuto per individuare alloggi in affitto più dignitosi, in un caso anche per aprire pratiche di mutuo per l’acquisto di una casa).
- Il Progetto “Famiglia adotta una famiglia” iniziato ad ottobre 2015, ha visto partecipare ventiquattro nuclei familiari e si è concluso, nel suo primo anno di attività, con la sesta adozione di una famiglia in difficoltà
L’ultima quota necessaria è stata raggiunta con il concorso di tre fonti: una sottoscrizione, sempre aperta e attiva presso l’Original Bar di Parabiago, e il contributo di due privati.
Rimane ancora un debito ulteriore di euro 200,00 che sono serviti per mettere a norma la caldaia dell’abitazione di questa famiglia, passo primario perché l’alloggio potesse rimanere aperto e “accogliente”.
Con ottobre 2016 si ricomincia con i contributi annuali: chi vorrà continuare a dare la propria adesione, potrà farlo a partire dal mese che lo aveva visto concorrere, a suo tempo, nell’anno passato.
Si cercano e si vogliono promuovere altre adesioni.
Dal 14 maggio scorso è stata introdotta una nuova modalità per partecipare al Progetto: chi vorrà, invece di un contributo annuale, potrà versare un contributo libero, a scadenza libera, su una carta prepagata: specificando bene la causale: "Erogazione liberale per Progetto Famiglia adotta una famiglia".
- E’ stato attivato un numero di cellulare per segnalare necessità emergenti e procedere col passaparola.
"Stanley&Co continui così come ha sempre fatto"
Gestione temporanea dell'Associazione, in attesa di sviluppi ulteriori
L'Assemblea aperta di Stanley&Co di ieri sera, lunedì 22 gennaio 2018, non ha saputo dare un'indicazione precisa per proseguire l'attività dell'Associazione Stanley&Co.
Un coro di pareri, accalorati e convinti, quasi unanimi, ha chiuso una serata densa di informazioni e di riflessioni che, viceversa, avrebbero potuto portare ad una svolta.
"Continuiamo così come abbiamo sempre fatto!".
I partecipanti erano davvero rappresentativi degli amici di Stanley&Co e, come succede da quattro anni a questa parte, le sorprese sono state indiscutibili e tipiche di questa Associazione davvero "libera".
Nel corso della discussione, sono mancate alcune informazioni utili che emergeranno dai decreti attuativi della nuova Legge sul Volontariato, appena approvata: ci vorranno ancora un paio di mesi prima di sapere come stanno le cose.
Le tre proposte all'ordine del giorno, alla fine, non sono state nemmeno votate, per così dire, dall'Assemblea pur essendo emerse alcune opinioni precise.
La prima chiedeva un azzeramento, anno nuovo vita nuova, con la conseguente chiusura della "Libera Associazione" di Stanley&Co e la sua trasformazione.
La seconda ipotesi, quella di trasformare l'Associazione in una ONLUS, attende le notizie utili che sono in arrivo dalla nuova legge.
Il terzo suggerimento, confluire a tutti gli effetti in CARITAS, ha avuto qualche perplessità circa il mantenimento delle proprie caratteristiche e peculiarità di associazione.
Cultura del "Dare"
Cultura del "Noi"
Questo Notiziario vuole introdurre una scadenza mensile, un impegno solenne e duraturo, che Stanley&Co vuol prendere su questo Sito: di mese in mese portare notizie certe, attese e finanche pretese. Solidarietà&Condivisione meritano costante attenzione e riferimento.
Nasce un modo nuovo di fare Notiziario, scritto a più mani - come è sempre stato finora e come si vuole possa esserlo sempre di più - con uno sguardo allargato, frutto di una primaria condivisione e solidarietà, che scaturisca già tra coloro che sostengono l'Associazione Stanley&Co.
Queste sono le motivazioni che sottintendono l'iniziativa:
- Le necessità che ciascuno di noi viene a conoscere, di giorno in giorno, incontrando la gente, meritano di essere diffuse per porvi rimedio, per quanto è possibile e insieme.
- La risposta a queste necessità scaturisce da un interessamento vero e approfondito, corale, tale che si possa dire: "nulla mi passa accanto invano, se non ce la faccio io, passo l'informazione ad altri".
- I risvolti pratici per poter aiutare qualcuno, concordati insieme, portano sollievo a chi riceve, ma anche a chi dà, facendo crescere la Cultura del Dare, che tende a segnare il passo di questi tempi, mentre dovrebbe essere promossa con insistenza.
Conseguente a queste motivazioni, il passaparola offre opportunità impensate che riempiono i cuori, le tasche, le dispense...che sembravano vuote, o svuotate dalle circostanze, in un modo reciproco per chi riceve e per chi dona.
Si fa un appello a tutti per donare beni materiali, ma anche un briciolo di tempo a disposizione: solo così la maglia della solidarietà e della condivisione si allarga, la coperta si allunga, la propria casa si fa grande e accogliente, la casa "si fa" finalmente - se manca - e il lavoro si trova.
Nascerebbe così una nuova cultura, la Cultura del Noi.
A tale proposito rimbalza, tuonante, una proposta di Papa Francesco, di qualche giorno fa (discorso a Loppiano - 10 maggio 2018).
"Nel cambiamento di epoca che stiamo vivendo - non è un' epoca di cambiamento, ma un cambiamento di epoca - occorre impegnarsi non solo per l'incontro tra le persone, le culture e i popoli e per un'alleanza tra le civiltà, ma per vincere tutti insieme la sfida epocale di costruire una cultura condivisa dell'incontro e una civiltà globale dell'alleanza...
Voi potete fare a voi stessi, per scherzare, un test. Un prete che è qui - più o meno nascosto - lo ha fatto a me questo test. Mi ha detto: "Mi dica, padre, qual è il contrario dell'io, l'opposto dell'io? E io sono caduto nel tranello e subito ho detto: "Tu". E lui mi ha detto: "No, il contrario di ogni individualismo, sia dell'io sia del tu, è "Noi". L'opposto è noi...E' una cultura del "noi".
NOTIZIARIO N° 1
11 ottobre 2018
Stanley&Co chiude, StanleyPassaparola riapre.
All'alba dei suoi cinque anni di attività l'Associazione Stanley&Co ha chiuso i battenti. Per riaprirli subiti dopo con una nuova "Associazione Privata".
L'assemblea degli amici di Stanley&Co, martedì 11 settembre 2018, ha tirato una riga e ha costituito un nuovo assetto, con tutti quelli che vorranno aderirvi. Le persone che erano riunite in assemblea hanno scelto una forma accessibile a tutti, ancor prima a se stessi, verificandola di persona e lasciandola aperta a tutti i suggerimenti e a tutti i contributi di chi vorrà aderirvi.
La nuova "Associazione Privata StanleyPassaparola" è una Rete di Solidarietà e Condivisione che scambia informazioni utili a risolvere concretamente necessità e bisogni. Chi aderisce...chi si impegna secondo le proprie possibilità, materiali e di tempo a disposizione, contribuisce alle attività in corso riconoscendo a StanleyPassaparola un servizio di coordinazione.
Una Commissione di StanleyPassaparola, opportunamente costituita, verifica con attenzione le notizie acquisite, le pubblica col passaparola aggiornandolo di volta in volta su questo Sito, contatta chi può essere aiutato e chi potrebbe aiutare, propone o ratifica gli interventi necessari.
E invece, no!
"Si chiude l'Associazione Privata StanleyPassaparola".
E l'Associazione è stata chiusa.
"Si chiude anche questo Sito...".
E invece no!
Dopo colloqui schietti e ben precisi, intessuti con pazienza ed amicizia, sono arrivato a una conclusione, di non chiudere questo Sito e di rilevarlo di persona. Intendo rinnovarlo, mettendolo a disposizione di chi è nella necessità.
Lo faccio anche a testimonianza di quello che è stato fatto dal 2013 al 2017 con "Stanley&Co", nel 2018/19 con StanleyPassaparola" fino ad arrivare ad oggi quando il Sito diviene, agli albori del 2020, semplicemente
Niente vieta che questo Sito possa prendersi un impegno preciso, dare voce alle richieste di aiuto e diffonderle con i "passaparola", le più svariate richieste per le necessità della vita quotidiana, perché qualcuno le recepisca, per poter creare tanta "Solidarietà e Condivisione".
E' quello che mi accingo a fare, spero col concorso di tanti che vorranno aiutarmi a sostenere questa nuova idea.
Tino Rigo
13 novembre 2019
Sito condiviso
Abbiamo deciso di attivare un nuovo sito condiviso e di commissionarlo ad un tecnico qualificato, primi noi a solidarizzare e condividere questa scelta operativa durante una riunione che abbiamo tenuto come amici della chat di "colPassaparola".
E' il momento di una condivisione concreta che, a fronte di costi da sostenere, il Sito "colPassaparola" vuole lanciare a tutti i suoi lettori.
Attraverso l'indirizzo di posta elettronica [email protected]
si potrà partecipare alla campagna promozionale.
Si potrà farlo anche contattando direttamente ciascuno delle persone componenti la chat.
13 ottobre 2020
La prima Assemblea del
"Comitato colPassaparola"
si è tenuta
SABATO 11 DICEMBRE 2021
presso
Villa Corvini - Sala Verde
Parabiago (Milano)
11 dicembre 2021, ore 15.00, presso la Sala Verde di Villa Corvini in Parabiago (Milano) si è riunita la prima Assemblea del Comitato colPassaparola.
Erano presenti tutti i promotori e anche alcuni sottoscrittori. Sono stati distribuiti a tutti i presenti i fogli con il testo dello Statuto del Comitato. A turno i promotori si sono presentati condividendo con l'assemblea il proprio percorso personale che li ha portati a sottoscrivere la nascita del Comitato colPassaparola.
COMUNICATO
Viene indetta l'Assemblea Straordinaria per sabato 11 maggio 2024: presa d'atto e ratifica dello scioglimento del Consiglio Direttivo.
Segue un passo successivo: votazione sulla proposta di chiusura del Comitato colPassaparola. L'esito è positivo, si chiude il Comitato colPassaparola, ma non colPassaparola!
Si darà vita ad una cosa nuova, "evoluzione di colPassaparola.it": linfa nuova e nuovi progetti.
A nome dei partecipanti l'Assemblea
Maria Luisa Ciprandi
12 maggio 2024
COMUNICATO
Viene costituito un gruppo denominato "Work In Progress" finalizzato a cercare una nuova forma per sostenere colPassaparola.it
Tutti possono parteciparvi.
Mettiti in contatto al più presto! Segnala la tua disponibilità e compila il Format Automatico OFFRO AIUTO del Sito.
Tutti i contributi vengono raccolti su questa nuova pagina denominata Work In Progress all'interno della "La Rivista di colPassaparola" .
Work In Progress - 21 Maggio 2024
A distanza di quasi cinque anni
si ricomincia!
Il Sito
stanleyeco.jimdofree.com
non chiude!
Questo Sito stanleyeco.jimdofree.com continuerà a vivere di vita propria. Intendo rilevarlo, ancora una volta, di persona.
Lo porterò avanti con altre convinzioni, dopo averlo comunicato più volte e in più occasioni a tutti gli amici, prima ancora in sede di "Comitato colPassaparola" (chiuso il 21 maggio 2024) e poi nel periodo successivo, dopo quattro lunghi mesi di "Work In Progress" (chiuso il 24 settembre 2024).
Lo faccio anche a testimonianza di quello che è stato fatto dal 2013 ad oggi da parte di tantissime persone.
"Dopo colloqui schietti e ben precisi, intessuti con pazienza ed amicizia - esordiva quell'articolo di cinque anni fa (n.d.r. colloqui non privi invece, questa volta, di troppo facili incomprensioni) - sono arrivato ad una conclusione, di non chiudere questo Sito e di rilevarlo di persona.
Intendo rinnovarlo, mettendolo a disposizione di chi è nella necessità. Niente vieta che questo Sito possa prendersi un impegno preciso, dare voce alle richieste di aiuto e diffonderle col "passaparola" per poter creare tanta "Solidarietà e Condivisione".
E' quello che mi accingo a fare - dicevo cinque anni fa e dico ancora adesso! - col concorso di tanti amici che vorranno aiutarmi (aiutarci!) a sostenere questa nuova idea".
Questo Sito cambierà intestazione e si chiamerà:
passaparola!
Sempre "vostro"
Tino Rigo
1 ottobre 2024
Il 4 novembre 2024, quindici giorni fa, è scaduto il dominio del Sito colPassaparola.it che non è stato più rinnovato.
Il 13 novembre 2024, la settimana scorsa, non è più stata rinnovata la ricarica del cellulare del Sito 351 5443995, scheda peraltro intestata ad una persona fisica.
Da tempo non veniva più utilizzato l'indirizzo di posta elettronica colpassaparola@gmail.com peraltro intestato ad una persona fisica.
Continuerà invece a vivere questo Sito stanleyeco.jimdofree.com che è completamente gratuito, con le sue tre pagine:
- "in prima pagina" offrirà come sempre stimoli settimanali per realizzare tanta Solidarietà&Condivisione. Dalla settimana prossima gli articoli riferiranno, sempre di più, il racconto di operazioni realizzate.
- "OPERAZIONI REALIZZATE" fornirà con la tempestività consueta l'elenco delle operazioni realizzate con il "passaparola!".
- "CHIEDO-OFFRO AIUTO" raccoglierà, di volta in volta, le segnalazioni pervenute in qualche modo al "passaparola!" per fare, ancora di più, tanto passaparola tra i lettori del Sito.
Ancora "vostro"
Tino Rigo
19 novembre 2024
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Resoconto
"La tasca è vuota"
<Aiuto richiesto: Ripristino della casa popolare di cui sono assegnataria. Mi mancano i mobili della cucina, un armadio e un divanetto> questo il contenuto del format automatico.
<Richiesta di aiuto pervenuta! A risentirci presto!> la risposta.
Così comincia la storia, con una chiamata al cellulare.
"Buongiorno! Sì, grazie! Ho saputo di voi e ho compilato la mia richiesta sul format, vi chiedo aiuto. Sono rientrata nella casa popolare, che mi era stata assegnata, dopo quattro lunghi anni, dopo alcune scelte che ho pagato di persona, adesso mi servirebbero quei mobili che vi ho chiesto, li avevo dati via per poter andare a vivere altrove, la mia pensione di reversibilità non mi bastava più".
Siamo proprio all'ultimo giorno, poi inesorabilmente il Sito "colPassaparola.it" viene chiuso (vedi le ultime righe dell'articolo precedente a questo, forse sono sfuggite al lettore? perché era troppo lungo l'articolo? troppo impegnativo per leggerlo tutto?).
"Sei a casa adesso? Posso venire da te un attimo, che ne parliamo?" questo l'esordio, primo esempio di metodo, tipico, collaudato da tempo, ne saranno riportati altri due di esempi prima che questo articolo concluda). "Abbiamo una cucina che ci hanno messo a disposizione, vuoi venire a vederla?".
Pronti via! In fondo sono solo dieci minuti di auto fino ad una città vicina, incontro con la signora a cui viene offerto un passaggio, qualche chiacchiera faccia a faccia durante il viaggio, discreta, ma anche sincera e immediata sulla pesante situazione personale. Arrivati a destinazione, mentre si visita la cucina da smontare, balzano all'occhio altri mobili, altre suppellettili, altre necessità, per una ventina di minuti, più altri dieci minuti per riportare a casa questa persona. Tutto quanto in poco meno di un'ora.
Veniva però da dire: "Chi ce lo fa fare?".
La tasca di "passaparola!" al momento è vuota.
Forse è meglio aspettare!
Mai sia...si scambiano tra di noi due-tre pareri, si esamina la situazione, si decide di intervenire, l'operazione parte! Si fa un preventivo: smontaggio della cucina da parte di una persona competente, portandola a terra dal primo piano, noleggio del mezzo di trasporto, tutto portato al secondo piano, rimontaggio altrettanto competente...totale 250 euro circa. E, credeteci, sono davvero pochi! (tre giovani amici volontari ci verranno ad aiutare, arruolati al volo con qualche telefonata, solidarietà e condivisione "doppia", secondo esempio di metodo, piccolo/grande dettaglio di metodo. Verranno "ripagati", alla fine dell'operazione, con qualcosa di utile per le loro piccole necessità personali).
A una settimana dalla richiesta, da un sabato all'altro, si chiude l'operazione "cucina" ma anche "divanetto", trovato altrove e consegnato qualche giorno prima. Ancora da approfondire la questione "armadio".
La tasca è tuttora vuota!
Visti i tempi che corrono, purtroppo, al "passaparola!" qualcuno ha dovuto anticipare quella cifra necessaria.
Fatevi avanti amici!
Facciamo un po' per uno? Ci state?
Oppure anche uno solo di voi, eh!
O magari due o tre in società tra di loro...
Provoco. Ma ci sta, cari amici lettori?
Per un "passaparola!" attento e immediato?
(ad onor del vero la signora beneficiaria della cucina, mentre stava scrutando bene in faccia, meravigliata, i tre giovani amici che avevano invaso casa sua, ci stava dicendo che, quando si accrediterà la sua pensione di 600 euro all'inizio del prossimo mese, darà qualcosa di suo, quel poco.
Accreditandoci - senza che lo chiedessimo - una metodologia, terzo esempio di metodo, che si è dimostrata anche questa volta salutare per tutti gli attori, commovente e anche spettacolare!)
Tino Rigo
26 novembre 2024
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Mille grazie
Non sapevo di essere così ricco!
Davvero sorprendente e sconvolgente questa conclusione delle vignette sul "DARE".
Degna conclusione di un approccio positivo verso una cultura del dare che ci arricchisce sia come persone sia come compagine del "passaparola!".
Abbiamo passato un anno intero in compagnia di queste vignette di Walter Kostner. Abbiamo spaziato tra il DARE un sorriso, una mano o una fetta di tempo...e il DARE una spinta, un'idea. DARE ascolto agli altri. ConfiDARE, DARE fiducia e spazio. Abbiamo scelto di DARE il benvenuto in "passaparola!" a nuove persone, quantomeno abbiamo cercato di vedere come nuove le persone di sempre, di DARE importanza a quello che ciascuno sa fare...Il tutto sempre condito di informazioni regolarmente riportate nella pagina OPERAZIONI REALIZZATE.
Mille grazie amici, reciprocamente.
(la tasca di "passaparola!" comincia a riempirsi!)
Tino Rigo
3 dicembre 2024
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Considerazioni
La prossima volta sarà "metodo?"
Quella dopo "conclusioni!"
Caro lettore, mi piacerebbe tanto raccontare le operazioni realizzate col passaparola in questi giorni o che sono in corso, alquanto interessanti, e persino bizzarre. L'avevo pure promesso.
La tentazione di fare considerazioni sul "passaparola!" prende però il sopravvento dopo aver incontrato - apposta - diverse persone a gruppetti. Un lavorìo in corso che richiede la sua parte.
Dichiaro inoltre esplicitamente che la prossima volta sarà "metodo?", se si confermerà quello abituale o ne uscirà uno nuovo, l'altra ancora "conclusioni!".
Dopodiché, liberi tutti!
"passaparola!" non è una persona, non lo sarà mai!
Non sarebbe un passaparola.
"passaparola!" è sempre stato un gruppo di persone che col passaparola ha fatto tante belle cose insieme. Da dieci anni a questa parte si sono succedute operazioni incredibili, delle quali noi stessi ci meravigliavamo per l'attenzione, la tempestività e l'originalità con cui sono state realizzate.
"passaparola!" è cresciuta? Si è trasformata? E' svanita? Questa la domanda più o meno esplicita che affiora.
Io non lo so, non saprei dirlo come persona, credeteci, nonostante io abbia una percezione precisa di come stiano le cose. Prima di tutte, irrinunciabile, la consapevolezza che occorra essere una compagine di persone all'opera. Questa compagine saprebbe dirlo.
Confermerei ancora che abbiamo fatto sempre le cose con "lo stesso metodo", senza timore alcuno ch'io possa essere smentito da qualcuno, anzi mi sento supportato da inequivocabili riconoscimenti reciproci, espressi più volte e ripetitivamente.
"Forma" a parte ovviamente, che é cambiata non poche volte negli anni: se non l'hai mai fatto puoi cliccare i link soprastanti a tutte le varie storie, Qualcuno è arrivato a dire: "ebbasta cambiamenti, dai!".
Avrò occasione di parlare nel prossimo articolo del metodo, definito innovativo da non poche persone. In quello successivo tirerò le fila.
Poi per la gestante "passaparola!" sarà un parto, a tutti gli effetti, che bella cosa, sarà...Natale!
Tino Rigo
10 dicembre 2024
<Grazie Tino, non perderti d'animo...sei abituato a combattere. Anche se questa non è una battaglia...ma la tua è una passione, un credo una convinzione un rendersi conto del bisogno...che si scontra con la difficoltà di trasmettere tutto questo agli altri, sperando comunque che prima o poi anche noi, loro, ci si accorga di quanto bisogno di aiuto ci sia nella nostra vita e attorno a noi. Forza Tino hai dato tanto, ma strizzandoti c'è ancora del buon succo a beneficio degli altri!> mi scrive, con spessore di cuore, Mario.
Se sei arrivato a leggere fin qui,
me lo fai sapere?
Clicca sul tuo cellulare "torna indietro"
e mandami, graditissimo, un whatsapp!
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Metodo?
Dopo alcune "considerazioni"
la prossima volta sarà "conclusioni!"
Per fare le cose ci vuole un metodo!
Ci vuole un metodo?
Già intravvedo la faccia delle persone con cui ci siamo riuniti a gruppetti in questo ultimo periodo, laddove prevaleva il concetto "facciamo come abbiamo sempre fatto!". Ancora lì siamo?
Credo sia arrivato il momento, che ci voglia una postazione.
Una scrivania, un semplice tavolino, un computer e quattro sedie.
Più precisamente, non sto parlando di un locale intero, di una sede tanto agognata. Basterebbe una vetrina. Una bella vetrina! Neanche tanto centrale, però significativa per il ruolo che vuole giocare. Tutti i passanti possano capire e vedere bene che chi siede lì lo fa per aiutare, per coinvolgere, per condividere e solidarizzare.
Se poi in questa postazione non c'è seduta sempre la stessa persona, meglio ancora! La rotazione salvaguarda dai pensieri unici, dal potere pensante. Se poi in questa postazione ci sono sedute sempre due o tre persone che si parlano, si ascoltano, gesticolano o usano il computer - che meraviglia! - sarebbe una vera compagine! 24h24 se possibile.
Non spaventarti lettore, non ti sto chiedendo di sederti in questa postazione in piena notte o quando devi portare i figli a scuola o devi cucinare per la tua famiglia. Oppure in una pausa pranzo mentre sei al lavoro! Forse ci passi in questa postazione mentre torni dal lavoro, un quarto d'ora ("ciao! come stanno le cose?" "cosa ci tocca oggi? arrivo a casa e poi mi darò da fare", oppure "questa cosa no, non è pane per i miei denti, piuttosto quell'altro caso o l'altro ancora, con chi mi posso mettere d'accordo?" Oppure "ciao, alla prossima!" e non muore nessuno).
Questo è fare compagine, questo è metodo, questo è futuro.
"Dove due o tre sono riuniti nel mio nome Io sono in mezzo a loro!" ("benevola" citazione dal Vangelo di Matteo 18,20).
Cosa cambia dunque rispetto al passato? Nulla.
Quello che facevamo online e che continuerà ad essere logicamente fatto, che facevamo col cellulare o andando di persona a vedere le situazioni ora passa tutto da una postazione "passaparola!"!
Arrivano richieste di aiuto? Chi le riceve in quel momento scambia immediatamente un parere con altri due o tre, parte subito un'idea di intervento o di approfondimento, parte l'operazione!
Questo è "passaparola!".
Si ricevono offerte di aiuto? Idem, stessa procedura. Due o tre pareri e si parte! Si include, si esclude, mai dire no! Semmai si reindirizza.
Questo è "passaparola!".
Come si gestiscono le operazioni? Staranno in piedi da sole perché ci sarà Intermediazione pura (le parti in causa chiedo/offro aiuto vengono fatte interagire direttamente tra di loro, anonimato e dati sensibili garantiti da "passaparola!") Sinergia tra le parti (che siano in causa privati o Associazioni o Enti costituiti, "passaparola!" è a loro completa disposizione!) Momento Operativo Comune ( ancora da definirsi, periodico, durante il quale tutti gli operatori di "passaparola!", di persona o virtualmente, possano relazionare gli altri di quel che si sta facendo).
Questo è "passaparola!".
In fondo si è sempre fatto così, perché modificare l'assetto?
Troviamo casa al metodo piuttosto!
Da ultimo, tu lettore qualunque, tu lettore qualificato, tu lettore pieno di arte e buon affare...ce l'hai da offrire questa postazione "passaparola!"? Oppure, ci mettiamo insieme a trovarla? Io ci sto.
Mi vien da dire: o la si trova, oppure il passaparola camperà ancora di vita sua naturale, lunga vita al passaparola tra le gente per il bene della gente!
Intanto in questa nuova postazione "passaparola!" sediamoci già!
Prossimo articolo "conclusioni!" possibilmente collettive!
Tino Rigo
(a titolo personale, ma anche a nome di alcuni amici di "passaparola!" a cui è stato possibile anticipare questo articolo, sempre possibile poterlo condividere con tanti altri ancora)
17 dicembre 2024
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(Antonio Petrizzi)
Buon Natale
2024
Risplende nel limpido cielo una stella,
scintillante e luminosa,
ad indicar la strada maestra
ed ogni pastore ad essa si affida.
Miracolo del creato, in una semplice grotta,
un mirabile evento che cambierà il mondo.
È nato, è nato, sussurrano lievemente
gli increduli pastori a cotal vista.
A Te, Piccolo Gesù, affidiamo i nostri giorni,
a Te, Figlio di Dio, affidiamo il mondo
E noi, indegni e piccoli mortali,
a Te ci rivolgiamo con sincera ammirazione,
a Te, umilmente, affidiamo i nostri cuori.
Ed ogni giorno sia una speciale armonia
di sentimenti rispettosi e delicati.
Buon Natale a tutto il Creato,
sia dolce e sincera gioia
che riempia di serenità ogni cuore puro.
Gaetano D’Alessio
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Riflessione personale. Essere, stare, mettersi al fianco di qualcuno per essere solidale con lui. Quando cerco di lavorare insieme a qualcuno tenendo conto dell'amore reciproco, mi sembra che tutto tutto è reso più armonioso, e ogni sfida può trasformarsi in un'opportunità per rafforzare il legame e crescere insieme.
(Alberto)
Conclusioni!
Avevo invocato conclusioni collettive, ricordate?
Riporto qui tre riscontri significativi di quelli che mi sono arrivati dopo il mio ultimo articolo. Riscontri davvero pochi a dire il vero, non lo nascondo, non giudico, non faccio rimostranze...ma sono stati davvero pochi.
<Ciao Tino, io sono per il "semplice passaparola". Sono rimasta sorpresa una sera nel sentire l'elenco delle varie associazioni, gruppi ecc. importanti che ci sono già e che "aiutano"> mi scrive Francesca, a cui laconicamente controbatto: <Quindi niente "postazione"?> Risposta secca, limpida come lo è sempre stata: <Sì niente postazione, sono vicina e se posso aiuto...>.
<In merito al tuo articolo: lungimirante direi, apre un discorso molto interessante per la "postazione" che dovrà essere ben visibile ed invitante, non solo ai più curiosi (quelli vengono già da soli) ma anche ai più timidi, a cui verrà richiesto coraggio nel farsi avanti. Seconda cosa importante, avere la disponibilità di tante persone per poter rimanere a disposizione durante il giorno. Oggi il nemico numero uno, almeno per me, e penso per parecchi di noi, sia il tempo da mettere a disposizione. Con ciò non voglio togliere speranza a questa tua proposta che avrà bisogno di essere allargata alla ricerca di persone serie e pronte a dare disponibilità in questo senso. Comunque sei un vulcano di iniziative!> mi scrive e mi coinvolge emotivamente col suo parlare Feliciano.
<L'idea di una "sede" è molto interessante e può dare evidenza fisica costante di una realtà. Meglio se con spazi di operatività (ricordi cosa disse quella sera Gianni nel gruppetto?) dove chi vuole possa eventualmente dare il suo contributo specifico> delinea Davide.
Niente postazione, benvenuta la postazione, addirittura una sede!
Non aggiungo altro. Rispetto e sottolineo lo splendido barlume di collettivo che traspare da queste tre conclusioni, oltretutto rappresentative - neanche a volerlo - del panorama complessivo.
Se per caso mi vedeste seduto, appostato dentro una vetrina (capace di farlo...<Bravo! La tenacia è la virtù dei forti> altro riscontro amichevole di Ornella) non girate la testa altrove, fermatevi almeno a salutarmi!
*
I
O
Il
parto
era stato
annunciato, O
O atteso ed imminente.
Buon Natale!
O Occorre accogliere il bambino O
a braccia aperte. Crescerlo sarà l'impresa
più difficile ma anche naturale. Chi lo crescerà? O
O I pastori indaffarati con le loro pecore per dare
da mangiare quel poco a se stessi e alle loro famiglie?
O I Re Magi venuti da lontano con chiari doni
ma ormai sulla via del ritorno a casa nei loro regni? O
O Credo proprio che lo cresceranno i genitori e con loro,
magari, se non figlio unico, qualche fratello più grande
O o, come sta succedendo di questi tempi "ribaltati"
qualche fratello più piccolo ma più saggio degli altri... O
O Lo cresceranno i nonni, gli zii. Altre famiglie alleate
e disponibili, perché no? Fermiamoci qui perché Istituzioni, Enti
e financo libere Associazioni sembra faccian fatica a farlo! O
Buon Natale!
"passaparola!"
stava per nascere,
felice coincidenza!
Il parto era stato annunciato,
atteso ed imminente.
Sta per nascere ancora? Sì, se anche tu lettore lo vuoi!
Nasce comunque, controcorrente? Intendo dire
quasi con pudore, abortendo la pur minima
giustificazione (magari più che lecita)
di non farla nascere perché ci sono
troppi problemi in ballo?
Coincidesse il parto
con le prossime
24 ore?
In fondo oggi è ancora vigilia!
Buon Natale!
Tino Rigo
24 dicembre 2024
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Buon 2025 !!!
Buon anno a tutti i lettori!
A quelli di adesso, a quelli di un tempo, a quelli che hanno "iniziato" il passaparola undici anni fa.
Buon anno alle 85 persone, quelli di adesso, che facevano parte di una chat denominata "sonocolpassaparola", a cui questo articolo arriva direttamente ancora una volta, come tutte le settimane! Magari lo passano, o lo passavano, ad amici o loro conoscenti? Chissà, a una quindicina di altre persone?
E siamo già un centinaio...
Buon anno anche ai personaggi che iniziarono il passaparola in quel novembre 2013, un gruppetto di una trentina di persone che si chiamò "Stanley&Co", a cui invio oggi, di cuore, questo articolo!
Buon anno anche agli attuali "Amici di Stanley" che crearono per un'annata "StanleyPassaparola".
Divenuto "colPassaparola", questo Sito aggregò tra di loro, poco alla volta, in un altro anno, tanti amici che si riunirono poi in un "Comitato colPassaparola" durato tre anni, sono una quarantina di persone a cui mando con affetto questa mia ennesima fatica. Posso assicurarvi che ci sono tra di loro alcuni che hanno aiutato il passaparola tramite l'Associazione o l'Ente a cui appartengono. Con loro si è cercato sempre tanta sinergia per sveltire le pratiche di aiuto a chi è in difficoltà e abbiamo fatto tante belle cose insieme!
Buon anno ad alcuni amici del passaparola che, aiutati quando ne avevano bisogno, sono adesso loro stessi desiderosi di aiutare altri in difficoltà. Ho contato fino a una trentina di persone, conservo preziosamente il loro riferimento.
Ecco quindi, siamo un centinaio ancora.
Sembrerebbe finito il volo apparentemente pindarico, ma come non mettere in conto, senza affatto esagerare, il gruppo di persone che negli anni ha offerto aiuto, liberamente, tramite il passaparola? Lo documentano le OPERAZIONI REALIZZATE. Sono un centinaio.
Arriviamo ad un altro centinaio di persone!
Ma voi credete proprio che con 300 persone amiche del passaparola non possa rinascere qualcosa di buono?
Tino Rigo
31 dicembre 2024
rileggi
le pagine
La Storia di "Stanley&Co" (4 novembre 2013 - 11 ottobre 2018)
La Storia di "StanleyPassaparola" (11 ottobre 2018 - 9 ottobre 2019)
La Storia di "colPassaparola" (13 novembre 2019 - 13 novembre 2020)
La Storia di "Comitato colPassaparola" (13 novembre 2021 - 12 maggio 2024)
"Work In Progress" (dal 21 maggio al 24 settembre 2024)
"in prima pagina" anno 2018-2019
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